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venerdì 23 gennaio 2026

CREDULITÀ ED ARTE
di Luigi Mazzella


George Bernard Shaw
 
Secondo George Bernard Shaw, essere stupidi non è necessario per poter giocare a golf ma giova certamente molto. Parafrasando tale sapido motto, può dirsi che essere stupidi non è essenziale neppure per dirsi orgogliosi di credere anche soltanto in una delle cinque salvifiche, ricche di fantasia, irrealizzabili e prive di ogni prova utopie Occidentali, religiose e politiche, ma che anche in questo caso uno stato mentale poco perspicace aiuta certamente non poco! Aforismi e ironia a parte, il problema dell’eccessiva e smisurata credulità umana che da oltre venti secoli rende cervellotiche (e suicide) in Occidente le azioni sia pubbliche (relative all’osservanza delle regole della collettività organizzata) sia private (concernenti il sostanziale massacro della propria vitalità corporea, fisica, emotiva) degli individui dipende anche da altri fattori di cui solo alcuni sono ascrivibili alla stupidità di chi ne è vittima. 
Le responsabilità delle azioni irrazionali, personali e collettive, sono molto più articolate. C’è da constatare, infatti, che: 
1) In primis, individui dotati di intelligenza acuta e adusa al raziocinio si sono dedicati, per oltre due millenni, interamente  alla fisica, alle scienze biologiche, alla ricerca medica e lo hanno fatto, grazie alle strategie umane di assorbimento, acquisizione, elaborazione e trasmissione delle conoscenze scientifiche, ignorando totalmente o dando scarsa o nessuna importanza alle cosiddette “verità” racchiuse nelle fiabe ascoltate nell’ infanzia da madri bigotte e parroci incolti e raggiungendo risultati oggettivamente contrastanti con asserzioni preconcette e indimostrabili; 
2) In secondo luogo, persone di buone capacità speculative versate in scienze dette umane (dette anche “simboliche”: arte e letteratura), hanno in maniera alternativa, o eluso l’essenza vera dei problemi e dei disagi derivanti da una vita immersa nella più palese irrazionalità, non ricercando le cause generatrici (costituisce un’eccezione solo Baruch Spinoza, filosofo razionalista olandese che non si sottrae a tale compito e individua nei profeti delle tre religioni monoteiste mediorientali, dei veri impostori e malfattori dell’umanità) e lasciando sostanzialmente i propri simili nelle mani di lestofanti avidi di guadagni per promesse “indulgenze”, ricchi unicamente di molta asserita fede e dotati di provata scarsa cultura, o mirato, come narratori, poeti, pittori, scultori, a trarre alimento per la propria arte dal pensiero inteso unicamente come fantasia e conseguentemente utile a stimolare nei fruitori delle loro opere, solo processi di immedesimazione emotiva, tutti derivanti da circoscritte esperienze umane, ricchi di sentimenti, di passioni, di commozioni ma non di convincimenti (se non in pochi romanzi detti, non per caso, “filosofici”). 
In buona sostanza, la cultura Occidentale ha sostanzialmente annullato, stroncandola di brutto, la funzione della filosofia ed ha esaltato la fantasia emotiva dell’arte. Ciò ha aggravato gli effetti negativi della sua irrazionalità favorendone la presenza non solo nei luoghi di culto ma anche nei luoghi di apprendimento scolastico.
Conclusione. In contrasto con l’ottimismo di Solone, in Occidente più cose s’imparano, accrescendo la propria cosiddetta “cultura”, e più la situazione peggiora. Ciò, in presenza di un annunciato, diverso assetto dei rapporti di forza nel mondo, rappresenta per i creduli Occidentali un grave gap.