CREDULITÀ ED
ARTE
di Luigi
Mazzella

George Bernard Shaw
Secondo George
Bernard Shaw, essere stupidi non è necessario per poter giocare a golf
ma giova certamente molto. Parafrasando tale sapido motto, può dirsi che
essere stupidi non è essenziale neppure per dirsi orgogliosi di credere anche
soltanto in una delle cinque salvifiche, ricche di fantasia, irrealizzabili e
prive di ogni prova utopie Occidentali, religiose e politiche, ma che
anche in questo caso uno stato mentale poco perspicace aiuta certamente
non poco! Aforismi e ironia a parte, il problema dell’eccessiva e smisurata credulità
umana che da oltre venti secoli rende cervellotiche (e suicide) in
Occidente le azioni sia pubbliche (relative all’osservanza delle regole
della collettività organizzata) sia private (concernenti il sostanziale
massacro della propria vitalità corporea, fisica, emotiva) degli
individui dipende anche da altri fattori di cui solo alcuni
sono ascrivibili alla stupidità di chi ne è vittima.
Le
responsabilità delle azioni irrazionali, personali e collettive, sono molto più
articolate. C’è da constatare, infatti, che:
1) In primis,
individui dotati di intelligenza acuta e adusa al raziocinio si sono dedicati,
per oltre due millenni, interamente alla fisica, alle scienze
biologiche, alla ricerca medica e lo hanno fatto, grazie alle strategie umane
di assorbimento, acquisizione, elaborazione e trasmissione delle
conoscenze scientifiche, ignorando totalmente o dando scarsa o
nessuna importanza alle cosiddette “verità” racchiuse nelle fiabe ascoltate
nell’ infanzia da madri bigotte e parroci incolti e raggiungendo risultati
oggettivamente contrastanti con asserzioni preconcette e indimostrabili;
2) In secondo
luogo, persone di buone capacità speculative versate in scienze dette umane
(dette anche “simboliche”: arte e letteratura), hanno in maniera alternativa, o
eluso l’essenza vera dei problemi e dei disagi derivanti da una vita
immersa nella più palese irrazionalità, non ricercando le cause generatrici
(costituisce un’eccezione solo Baruch Spinoza, filosofo razionalista olandese
che non si sottrae a tale compito e individua nei profeti delle tre religioni
monoteiste mediorientali, dei veri impostori e malfattori dell’umanità) e
lasciando sostanzialmente i propri simili nelle mani di lestofanti avidi di
guadagni per promesse “indulgenze”, ricchi unicamente di molta asserita fede e
dotati di provata scarsa cultura, o mirato, come
narratori, poeti, pittori, scultori, a trarre alimento per la propria
arte dal pensiero inteso unicamente come fantasia e conseguentemente utile
a stimolare nei fruitori delle loro opere, solo processi di immedesimazione
emotiva, tutti derivanti da circoscritte esperienze umane, ricchi di
sentimenti, di passioni, di commozioni ma non di convincimenti (se non in pochi
romanzi detti, non per caso, “filosofici”).
In buona
sostanza, la cultura Occidentale ha sostanzialmente annullato,
stroncandola di brutto, la funzione della filosofia ed ha esaltato la
fantasia emotiva dell’arte. Ciò ha aggravato gli effetti
negativi della sua irrazionalità favorendone la presenza non solo nei
luoghi di culto ma anche nei luoghi di apprendimento scolastico.
Conclusione. In
contrasto con l’ottimismo di Solone, in Occidente più cose s’imparano,
accrescendo la propria cosiddetta “cultura”, e più la situazione peggiora.
Ciò, in presenza di un annunciato, diverso assetto dei rapporti di forza nel
mondo, rappresenta per i creduli Occidentali un grave gap.


