Addio a Rinaldo Caddeo. Èmorto
improvvisamente mercoledì 14 gennaio a Milano il poeta e critico Rinaldo
Caddeo. Non se lo aspettava nessuno di quanti lo conoscevano, perché
Rinaldo lo conoscevano davvero tutti quelli che nei modi più diversi hanno a
che fare con la poesia. Soprattutto io che avevo pubblicato su “Odissea” lo scorso 28 dicembre, quello che è stato forse il suo ultimo scritto. Anzi, no, perché nei giorni
seguenti, e precisamente giovedì 8 gennaio alle ore 10,o4, mi aveva fatto una
piacevole gradita sorpresa. Mi aveva mandato una nota sulla raccolta poetica Una
gioiosa fatica accompagnata da questi due righi: “Caro Angelo, questa è la nota che mi è venuta.
Un abbraccio, Rinaldo”.
Avevo deciso di mandarla ad una testata amica appena mi fossi
liberato di una serie di impegni ed incombenze varie, non escluse quelle
attinenti alla salute. Invece ho tardato e la sua morte mi ha colto di
sorpresa. Ma forse avrebbe voluto vederla su “Odissea”, anche se ora ho il
rimorso di non averla pubblicata immediatamente su queste pagine. Ma come
immaginare una morte così repentina? Quando lo vedevo, sempre spostandosi con
la sua inseparabile bicicletta, non potevo che ammirare il suo fisico asciutto ed
atletico da cui traspariva un’ottima salute. Rinaldo era un poeta ciclista, e
da persona coerente con la sua visione, preferiva non gravare la città di
emissioni tossiche; usava la sua energia umana, quella che possedeva nei suoi
muscoli, pedalando da un luogo all’altro di Milano. Condividevamo lo stesso
amore per il racconto breve e per l’aforisma: lui apprezzava i miei racconti,
io i suoi. Ma aveva scritto ammirato anche della mia raccoltina: Poeti.
Ventinove cavalieri e una dama che era stata pubblicata domenica 2 marzo
del 2025 in prima pagina su “Odissea”. Se n’è andata una persona intelligente e
mite e mancherà non solo ai suoi familiari a cui “Odissea” formula commosse
condoglianze. I funerali si terranno domenica 18 alle ore 15. La camera
mortuaria sarà allestita a San Siro, in via Amantea davanti al cimitero di
Baggio.