Requirenti & Giudicanti Aggiriamo tutte le minchiate della separazione in tre battute: I La giustizia è l’etica sociale. Il potente non sopporta che renda l’uomo all’uomo uguale, e chieda rendiconti pure al re. Della giustizia il dramma è la durata. Basta raddoppiare il personale per averla ottima in giornata. Ma gli si fa mancare l’essenziale. Ciò perché non deve funzionare se non quel tanto minimo affinché il popolo non smetta di sperare e quindi voglia farsela da sé. II Son complementari le esperienze: i giudici mai vedon l’imputato perché asettiche siano le sentenze. il P.M. l’ha spesso interrogato. Posso dire che, personalmente, talvolta persuadei l’accusatore che replicò per chiederlo innocente pur non persuadendo il decisore. III Il giudice dev’essere sapiente. Dovrebbe quindi esser obbligato a fare dapprima il requirente e quindi, soprattutto, l’avvocato. Dove le cose sono funzionanti nel ruolo non si resta imbalsamati, ci si alterna con i requirenti così da rimanere più aggiornati. Nessun giudice è tanto snaturato - come vuol il politico insolente - tanto da condannare l’imputato solo per far piacere al requirente.