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venerdì 16 gennaio 2026

GIUSTIZIA E RIFORMA NORDIO
di Marcello Campisani


 

Requirenti & Giudicanti
 
Aggiriamo tutte le minchiate
della separazione in tre battute:
 
I
La giustizia è l’etica sociale.
Il potente non sopporta che
renda l’uomo all’uomo uguale,
e chieda rendiconti pure al re.
 
Della giustizia il dramma è la durata.
Basta raddoppiare il personale
per averla ottima in giornata.
Ma gli si fa mancare l’essenziale.
 
Ciò perché non deve funzionare
se non quel tanto minimo affinché
il popolo non smetta di sperare
e quindi voglia farsela da sé.
                       
II
Son complementari le esperienze:
i giudici mai vedon l’imputato
perché asettiche siano le sentenze.
il P.M. l’ha spesso interrogato.
 
Posso dire che, personalmente,
talvolta persuadei l’accusatore
che replicò per chiederlo innocente
pur non persuadendo il decisore.
                       
III
Il giudice dev’essere sapiente.
Dovrebbe quindi esser obbligato
a fare dapprima il requirente
e quindi, soprattutto, l’avvocato.
 
Dove le cose sono funzionanti
nel ruolo non si resta imbalsamati,
ci si alterna con i requirenti
così da rimanere più aggiornati.
 
Nessun giudice è tanto snaturato
- come vuol il politico insolente -
tanto da condannare l’imputato
solo per far piacere al requirente.