I nodi
vengono al pettine. Avendone ripetutamente scritto in tempi non
sospetti, mi sento autorizzato a tornare sull’argomento dell’attitudine alla
funzione di governo da parte dell’attuale presidente della prima potenza
militare al mondo. In effetti, nelle precedenti occasioni, mi riferivo alla
medesima persona come il rappresentante della più potente (e antica) democrazia
dei nostri tempi. Purtroppo però questa definizione non ha più ragione di
essere richiamata, soprattutto in quanto l’interesse per l’ordinamento
democratico del suo Paese e del resto del mondo, non è più tra le priorità,
come ampiamente manifestato con le azioni ed anche teorizzato col “pensiero” di
questo individuo. Mi riferisco in particolare ad una recente intervista
rilasciata al New York Times nella quale, richiesto del suo parere su quale sia
il limite alle azioni che intende intraprendere per ottenere quanto egli reputi
necessario per fare l’America di nuovo grande, l’inquilino della Capanna
Bianca, corroborato da una tribù che non solo lo imita ma cerca addirittura di
superarlo in sfrontatezza, non ha avuto esitazioni ad ammettere che l’unico
limite che egli percepisce è quello della sua stessa coscienza. Parola
estremamente impegnativa ma che nulla ha a che fare con le regole scritte o
tramandate nei secoli dall’umanità per costruire la convivenza all’interno dei
popoli e tra popoli retti da diverse regole. Comprese le disposizioni del
diritto e delle Istituzioni internazionali create per arginare le possibili
derive che hanno portato l’umanità a soffrire gli ultimi due conflitti mondiali
e che ci hanno regalato il periodo di pace in Europa più lungo della sua
storia. A mio parere quell’affermazione basta e avanza per confermare l’indole
dell’uomo, ben prima che del capo dello stato, e certificarne inappellabilmente
l’inadeguatezza a governare, non solo una democrazia ma una qualsivoglia
comunità di individui che non voglia entrare in conflitto con chiunque altri
non condivida la medesima “coscienza”. Insomma una affermazione che denota
l’incoscienza allo stato puro e squalifica chiunque sia eletto per curare gli
interessi di una molteplice comunità di individui che necessariamente non
possono condividere la stessa “coscienza” o il medesimo ombelico, che dir si
voglia. E tanti auguri per la prossima assegnazione del Premio Nobel per la
Pace!