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mercoledì 14 gennaio 2026

IL PROSCIUTTO SUGLI OCCHI
di Luigi Mazzella



Dopo oltre venti secoli di conflitti acerrimi, con guerre disastrose, massacri, genocidi, stermini, provocati da concezioni, religiose e politiche, tutte ugualmente fantasiose, irrazionali e cervellotiche, irrealizzabili e irrealizzate sorprende molto la persistenza di sentimenti non ostili nell’animo umano degli Occidentali. E’ molto più agevole ipotizzare una diffusa profonda avversione sia per il massacro di palestinesi islamici (sunniti al 97%) compiuto, nel nome di Dio e di altro, nella striscia di Gaza da un implacabile Netanyau; sia per la repressione violenta dell’islamico Alì Khamanei in Iran contro giovani che vorrebbero essere liberi di non credere alle “verità” sciite e di potere entrare nella modernità di costumi meno assurdi e costrittivi.
L’odio disseminato dai seguaci dei “cinque malfattori dell’umanità” è diventato il vero contrassegno comune, caratterizzante la vita, pubblica e privata, di tutti gli Occidentali (V. il mio libro: “D’odio si muore”, in uscita per i tipi di Avagliano). Tra guerre “mal dichiarate” (in violazione, cioè,  di norme pattizie, addirittura “proprie”), golpe effettuati, da forze militari regolari in Paesi diversi dal proprio, bombardamenti a tappeto e lancio di missili non preannunciati per accrescere il numero delle vittime, riedizioni con strumenti adeguati ai nuovi tempi delle pratiche di pirateria sui mari e di colonialismo sulla terra, diffusione di fake news e creazione con l’intelligenza artificiale di eventi del tutto inesistenti a fini meramente propagandistici e ingannatori, la visione della realtà è (normalmente) del tutto stravolta per gli Occidentali e il “girellismo” nelle convinzioni è diventato un modo d’agire quasi incolpevole. C’è persino da credere a una totale buona fede nel partecipare a momenti di gioia per il rilascio di prigionieri di regimi odiosi, conseguenti ad atti esecrabili ed inediti di pirateria. 



Le regole del vivere sono radicalmente mutate.
Si va a dormire con la fiducia in idee rassicuranti sul raziocinio di chi governa i Paesi dell’Occidente, ci si sveglia l’indomani con annunci mediatici di leader politici che appaiono tali da far rimpiangere le chiusure disposte in Italia dalla legge Basaglia. Il timore di non poter “credere più a niente” induce a dare fiducia alle panzane più inverosimili raccontate per giustificare i colpi di mano più imprevedibili. Nella coscienza degli Occidentali è ormai dominante la consapevolezza che le asserzioni di “Governanti” mal riposte sono mal riposte perché i leader politici hanno nella mente confusioni del tutto simili a quelle dei loro “elettori e votanti”. Basta porre mente, in questi giorni, alle corbellerie che, a proposito dei referendum sulla riforma Nordio, si ascoltano nei talk show e si leggono on line.
Domanda: Se le fandonie circa scenari irrealizzabili sono stare l’unico patrimonio culturale degli Occidentali per oltre due millenni, perché la situazione appare irreparabile e disastrosa solo oggi?
Per la somma degli eventi accumulatisi nei secoli, si è giunti al punto di non ritorno. La progressiva auto-distruzione collettiva appare ormai ineludibile a tutti anche se a diversi livelli di coscienza. Un ritorno all’uso integrale della ragione e all’abbandono della fiducia nel mistero, nell’occulto, nel segreto, nel dogma (in buona sostanza all’inverificabile) appaiono esclusi proprio dall’assenza, progressivamente sempre più totale e riscontrabile, di razionalità. Una “ricomparsa” di essa nella vita dell’Occidente postulerebbe che una quantità enorme di chiunque decidesse di togliersi finalmente il prosciutto dagli occhi e decidendo di cominciare a pensare anzi che a credere!