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lunedì 19 gennaio 2026

LA GROENLANDIA E LA LOGICA
di Romano Rinaldi


 
La pretesa di appropriarsi della Groenlandia da parte degli Stati Uniti è fondata sulla necessita di salvaguardare la sicurezza nazionale minacciata dalle altre due potenze imperiali a livello globale, Cina e Russia che, invadendo l’isola costituirebbero una minaccia per l’impero Americano. Questo è il ragionamento e questa è la logica che anima la presente amministrazione della prima e più potente democrazia del pianeta. Nella prima frase ricorre l’appellativo imperiale per tutte e tre le grandi potenze delle quali solo una, almeno nominalmente e finora, ha mantenuto in vigore una costituzione dichiaratamente democratica. Questa è la prima contraddizione contenuta in quella posizione. Occorre però entrare un po’ più nel merito della questione.
La Groenlandia è un vastissimo territorio artico molto scarsamente popolato sul quale vanta una centenaria sovranità il Regno di Danimarca. Territorialmente, istituzionalmente, geograficamente e politicamente la Groenlandia fa dunque parte delle nazioni europee attraverso la “madre-patria” Danimarca. Uno stato impegnato a fornire ai cittadini di quel territorio (quanti quelli di una piccola cittadina europea) i diritti che loro competono in base alle leggi danesi e ai trattati stipulati tra il governo groenlandese e quello danese. Tra questi ci sono, ad esempio, la difesa, la sicurezza, lo stato sociale, i diritti commerciali e di sfruttamento delle risorse, l’educazione ecc. ecc.
Dunque gli Stati Uniti, quando dichiarano che la Groenlandia deve essere difesa dalle mire di altre potenze, si caricano delle medesime responsabilità che sono in capo alla Danimarca e quindi hanno intenzione di fornire alla Danimarca una difesa ben superiore a quella che la Danimarca stessa può mettere in atto per la difesa dell’integrità territoriale della Groenlandia.



Fino a prova contraria, la Danimarca e gli Stati Uniti sono di fatto alleati e fanno parte della stessa Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO), così come ne fanno parte tante altre Nazioni europee. In questo loro atteggiamento gli USA si comportano dunque come oltremodo zelanti alleati.
Come mai allora, visto che hanno il medesimo intento, gli Stati Uniti minacciano di imporre sanzioni economiche contro quegli stati europei che intendono aiutare la Danimarca a difendersi da eventuali minacce di pretese territoriali sulla Groenlandia, presumibilmente da parte di potenze ostili? D’altra parte l’invito agli Stati Uniti di partecipare alle esercitazioni militari della Danimarca e di diverse altre Nazioni europee, tese a rafforzare la difesa della Groenlandia, confermano la natura di alleati di tutti questi attori che fanno parte della medesima organizzazione di difesa (NATO).
Conclusione. Quando le sorti della più grande e prospera nazione democratica del mondo e di riflesso quelle del resto del mondo, sono in mano a persone che fanno strame della logica, oltre che dei più fondamentali principi di alleanza e della semplice convivenza civile tra i popoli, è difficile mantenere la calma e continuare ad agire nell’ambito dei principi universalmente riconosciuti nell’ultimo paio di secoli e mezzo.
Tuttavia, questa è la migliore opportunità che si presenta, da molto tempo a questa parte, all’Europa di oggi per quel salto di maturità che non è ancora stata capace di fare legata com’è a quel suo lento procedere un passettino alla volta. Come per tutte le mutazioni, è finalmente venuto il momento per un vero salto di qualità. L’Europa deve agire senza indugio e far prevalere la logica di fronte alla stupida prepotenza. È indispensabile una maggior integrazione politica, diplomatica, industriale e di difesa anche a scapito di una parte di sovranità nazionale, insieme con l’abolizione dell’unanimità nelle decisioni. L’alternativa è il vassallaggio perenne all’uno o all’altro degli imperi citati all’inizio.