La pretesa di appropriarsi della Groenlandia da
parte degli Stati Uniti è fondata sulla necessita di salvaguardare la sicurezza
nazionale minacciata dalle altre due potenze imperiali a livello globale, Cina
e Russia che, invadendo l’isola costituirebbero una minaccia per l’impero
Americano. Questo è il ragionamento e questa è la logica
che anima la presente amministrazione della prima e più potente democrazia del
pianeta. Nella prima frase ricorre l’appellativo
imperiale per tutte e tre le grandi potenze delle quali solo una, almeno
nominalmente e finora, ha mantenuto in vigore una costituzione dichiaratamente
democratica. Questa è la prima contraddizione contenuta in quella posizione.
Occorre però entrare un po’ più nel merito della questione. La Groenlandia è un vastissimo territorio
artico molto scarsamente popolato sul quale vanta una centenaria sovranità il
Regno di Danimarca. Territorialmente, istituzionalmente, geograficamente e
politicamente la Groenlandia fa dunque parte delle nazioni europee attraverso
la “madre-patria” Danimarca. Uno stato impegnato a fornire ai cittadini di quel
territorio (quanti quelli di una piccola cittadina europea) i diritti che loro
competono in base alle leggi danesi e ai trattati stipulati tra il governo
groenlandese e quello danese. Tra questi ci sono, ad esempio, la difesa, la
sicurezza, lo stato sociale, i diritti commerciali e di sfruttamento delle
risorse, l’educazione ecc. ecc. Dunque gli Stati Uniti, quando dichiarano che
la Groenlandia deve essere difesa dalle mire di altre potenze, si caricano
delle medesime responsabilità che sono in capo alla Danimarca e quindi hanno
intenzione di fornire alla Danimarca una difesa ben superiore a quella che la
Danimarca stessa può mettere in atto per la difesa dell’integrità territoriale
della Groenlandia.
Fino a prova contraria, la Danimarca e gli
Stati Uniti sono di fatto alleati e fanno parte della stessa Organizzazione del
Trattato del Nord Atlantico (NATO), così come ne fanno parte tante altre
Nazioni europee. In questo loro atteggiamento gli USA si comportano dunque come
oltremodo zelanti alleati. Come mai allora, visto che hanno il medesimo
intento, gli Stati Uniti minacciano di imporre sanzioni economiche contro
quegli stati europei che intendono aiutare la Danimarca a difendersi da
eventuali minacce di pretese territoriali sulla Groenlandia, presumibilmente da
parte di potenze ostili? D’altra parte l’invito agli Stati Uniti di partecipare
alle esercitazioni militari della Danimarca e di diverse altre Nazioni europee,
tese a rafforzare la difesa della Groenlandia, confermano la natura di alleati
di tutti questi attori che fanno parte della medesima organizzazione di difesa
(NATO). Conclusione. Quando le sorti della più grande
e prospera nazione democratica del mondo e di riflesso quelle del resto del
mondo, sono in mano a persone che fanno strame della logica, oltre che dei più
fondamentali principi di alleanza e della semplice convivenza civile tra i
popoli, è difficile mantenere la calma e continuare ad agire nell’ambito dei
principi universalmente riconosciuti nell’ultimo paio di secoli e mezzo. Tuttavia, questa è la migliore opportunità che
si presenta, da molto tempo a questa parte, all’Europa di oggi per quel salto
di maturità che non è ancora stata capace di fare legata com’è a quel suo lento
procedere un passettino alla volta. Come per tutte le mutazioni, è finalmente
venuto il momento per un vero salto di qualità. L’Europa deve agire senza
indugio e far prevalere la logica di fronte alla stupida prepotenza. È
indispensabile una maggior integrazione politica, diplomatica, industriale e di
difesa anche a scapito di una parte di sovranità nazionale, insieme con
l’abolizione dell’unanimità nelle decisioni. L’alternativa è il vassallaggio
perenne all’uno o all’altro degli imperi citati all’inizio.