Apochi giorni di distanza dall’ultimo carico della Capucine,
torna a Piombino la nave gemella, Severine. Gli operatori del porto di Piombino
provvederanno probabilmente a caricare la nave dei mezzi che sono già in parte
disponibili sul porto. Al momento non sappiamo se la destinazione finale del
carico sarà l’Ucraina, visto l’ennesimo voto favorevole in Parlamento all’invio
di mezzi militari sul luogo di guerra. Un carico che ripetiamo, non è merce
generica ma è strumento di morte in qualunque Paese sarà spedita.
Torniamo a
fare appello agli attori che operano sul porto e che permettono che questo
accada, affinché prendano pubblicamente le distanze da qualunque coinvolgimento
in logiche di guerra e chiedano che il porto di Piombino sia escluso dal
passaggio di questo tipo di merce. La dignità del lavoro deve essere cercata e
ritrovata attraverso la movimentazione di altre tipologie di carico.
Auspichiamo che i sindacati, i lavoratori e l’Amministrazione comunale con
loro, chiedano che il porto di Piombino non sia coinvolto in logiche
speculative finanziarie di cui il GNL e il settore bellico sono i maggiori strumenti
di azione. Liberiamo il porto di Piombino dalle armi. Liberiamo il porto di
Piombino dal rigassificatore. Coordinamento delle Donne in Nero - Piombino