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sabato 24 gennaio 2026

NON SOLO PANTOMIMA
di Luigi Mazzella


G. B. Shaw
 
Appare abbastanza verosimile che l’Occidente e il mondo intero stiano eseguendo (e vivendo intensamente) una rappresentazione scenica parlata o muta (con foto o senza = pantomima) il cui finale è stato già scritto in modo non molto dissimile da quello da me descritto a voi e su “Odissea”, raccontandovi il mio primo sogno: Groenlandia agli Stati Uniti d’America: Donbass o intera Ucrania alla Russia, Taiwan e isole collegate alla Repubblica popolare cinese. I veri e importanti protagonisti dello show sono e saranno unicamente tutti i detentori (tali per tacito “riconoscimento reciproco”) di armi nucleari. L’Iran che vorrebbe porsi al loro livello ha, in realtà una prospettiva di collocazione ancora molto dubbia, pur avendo l’atomica e grandi riserve petrolifere. Russia e America dovranno accordarsi su essa e ciò avverrà probabilmente quando gli ayatollah, integralisti islamici particolarmente sanguinari, restituiranno quel Paese al mondo appena più civile e meno invasato, (e comunque invaso da monoteisti meno fondamentalisti), com’è augurabile che avvenga anche per tutti gli Stati in cui ancora imperversano i principi religiosi mediorientali, penetrati, purtroppo, in ogni parte del globo. Intanto, mentre si pongono, coram populo e con i necessari effetti teatrali (anche di dubbio e cattivo gusto), le basi per un assetto geopolitico che garantisca un duraturo e (augurabilmente)  definitivo periodo di pace, gli “attorucoli” di scarso talento  bocciati senza possibili esami di riparazione e scartati, quindi,  per entrare anch’essi nell’esecuzione della pièce, si agitano spasmodicamente e smaniano, impotenti e frustrati, con escandescenze da trivio (Macron per la Francia con i suoi tre missili nucleari, Ursula Albrecht Von der Leyen per la Germania con ansia convulsa di riarmo, Starmer per la Gran Bretagna con la consapevolezza di non essere Winston Churchill) o con scodinzolamenti di sottomissione (Meloni per l’Italia dopo aver messo a museruola a Crosetto). I “potenti” autori del ventilato (o sospettato) patto hanno, invece, la cosiddetta “calma dei forti”.
Mentre, però, gli Stati Uniti d’America con Trump fingono di intervenire (nel pur scontato) dibattito con repliche polemiche, diffuse mediaticamente al solo fine di dare l’impressione di trattarsi di un work in progress, Russia e Repubblica Popolare Cinese attendono, sia pure in modo e con vicissitudine interne radicalmente diverse, l’evolversi degli eventi. Ipotesi verosimile è che sul palcoscenico della pièce appariranno anche i fantasmi di due “caduti” sul campo: l’Unione Europea e la NATO. 
Domanda: Rimpianti? Rimorsi? Pentimenti? Accettazione? Reazioni scomposte e violente?
Niente di tutto ciò! Al “pecorilismo” il mondo è stato abituato per millenni da capi religiosi (soprattutto monoteisti e assolutisti) e/o politici (autoritari) che hanno sempre parlato di “gregge”, di “fedeli” et similia. Rimedio ben noto ai potenti: Basterà lasciare ai singoli una libertà di parola che sarà “tamquam non esset”, come è sempre stato nei millenni di vita umana!