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sabato 24 gennaio 2026

VE LO DICO IN VERSI
di Marcello Campisani



Ancora sul referendum
 
Fra le prese, che fa per il sedere
il nostro governo di fratelli,
c’è la separazion delle carriere,
ordita che neanche Machiavelli.
 
Intanto la presiede l’arroganza
di stanare il mal della giustizia
in un’incestuosa colleganza
che ne causerebbe la nequizia.
 
Già s’era fatto, come per la droga
con la modica dose consentita,
così con l’alternanza nella toga.
Ma del tutto può essere impedita,
 
così da scampar l’intelligenza,
di avere, più saggio e preparato,
un giudice che abbia l’esperienza
di Piemme prima o d’avvocato.
 
Mente perciò, negando l’intenzione
- da Governo anti-democratico -
di sottometter la giurisdizione,
che gli duole come nervo sciatico.
 
Le chiacchiere però valgono zero
che l’Alto Consiglio è presidiato
- la norma 105 parla chiaro -
da un politico, fatto magistrato.
 
Che quindi si tratti di una balla
lo riprova tutto il decretato:
il togato giammai non tocca palla.
Infatti, se si vede sanzionato,
 
nell’appellarsi verrà ri-giudicato
dalla Corte, non più di Cassazione,
ma dall’Alta che l’ha condannato.
Non basta! C’è quest’altra infiltrazione:
 
l’illiceità la dice il Parlamento.
Ne consegue che può darsi il caso
che si commini il suo licenziamento
per l’accusa di grattarsi il naso.