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martedì 20 gennaio 2026

PREMIO “IGNOBILE”
di Luigi Mazzella
 


Un Nobel per “le attività predatorie”
 
Per la vita politica del Globo, Donald Trump è stato un vero, imprevedibile “tornado”. Oggi, niente è più com’era prima. Al posto dei conflitti bellici, vi sono (e ancor più vi saranno, verosimilmente in futuro) quelle che il nostro Presidente della Repubblica chiama “attività predatorie”; iniziative che, pur non potendosi definire vere e proprie guerre, portano comunque a risultati analoghi di ribaltamento dello status quo. Anche gli Svedesi dovrannotenerne conto. Il “Premio per la Pace”, riservato, oggi, a dispetto del nome, a chi promuova più guerre (il record è di Barack Obama) dovrà essere, domani, sostituito con un Premio (possibilmente con un nome più adeguato: “per l’assestamento geopolitico”, per esempio) da attribuire ai più importanti “predatori”. Come è già oggi, nessun Premio, interno o internazionale, vi sarà, verosimilmente, per le attività predatorie nella vita politica che non attengono al campo della geopolitica mondiale. Sconquassi e atti di rapina di funzioni pubbliche sono avvenuti anche in settori lontani dagli assetti internazionali e come a livello globale essi hanno comportato la fine delle guerre così a livello interno, hanno condotto e condurranno all’eliminazione delle competizioni elettorali. Anche qui la parola nuova viene dal Paese dello zio Sam. 
Il Partito Democratico Statunitense (che, peraltro, si è lasciato depredare senza resistenza alcuna per il fine subdolo di trarne vantaggio contro i Repubblicani) è finito nel possesso pieno dei burocrati dei cosiddetti “Servizi di sicurezza” interna e internazionale, dei militari, dei bancari di Wall Street e di altra gente lautamente stipendiata (il cosiddetto “Deep State”). Tutti insieme, tali soggetti hanno smentito le previsioni ottimistiche di Jean Baptiste Colbert, Ministro del Re Sole. I pubblici dipendenti, infatti, scelti e assoldati da rappresentanti del Potere Assoluto del Monarca, sono diventati, in realtà, con il passare del tempo e dei regimi di governo i “veri padroni del vapore”, seducendo altresì i colleghi (in virtù del pubblico stipendio) di Paesi per così dire “idealmente vicini”. In altre parole, come avvenne per i “Graeci capti” che “Romanos captaverunt” i burocrati, “catturati” (si fa per dire) dal potere politico in America (e in tutto l’Occidente, ugualmente improntato all’ assolutismo autoritario dei “cinque irrazionalismi”), pur senza i meriti culturali degli antichi Greci, si sono impadroniti delle leve di governo dei Paesi. E grazie ai collegamenti della burocrazia occidentale attraverso consociazioni e sette il momento delle elezioni ha perso importanza. Difatti: come per Badoglio, Italia, nel 1943, così in America del Nord per Trump, a risultato ben noto, “la guerra continua!” con altri mezzi e in altri luoghi.
La guerra russo-ucraina e la Groenlandia ne sono la prova; soprattutto questo secondo caso ispirato alla politica tradizionale di Francia (Corsica, Savoia, Nizza), Gran Bretagna (Gibilterra, Malta) e NATO (in Europa e non solo).
Se per la loro sicurezza la Groenlandia è da ritenere necessaria, gli Americani avrebbero dovuto fare salti di gioia quando Trump ha dichiarato di voler annettere quelle terre (seguendo una prassi certamente non nuova anche per gli Stati Uniti). Ed invece l’alleata Europa attraverso il Partito Democratico Transnazionale (fascisti meloniani, a sorpresa compresi), costituito grazie ai Servizi segreti “deviati” (dalla CIA) ha cominciato a sbraitare e, smaniosa, di inviare truppe dappertutto ha invocato interventi NATO (contro il prevedibile “no planning” degli Stati Uniti?) che mostrano tutta l’ignoranza e deficienza della sua classe politica. 
Conclusione. Un segnale positivo, unico e solo è il dissenso sul punto, solo ventilato, tra Merz e Ursula Von der Leyen. Un segnale negativo, tra tanti altri è “la corrispondenza di guerreschi sensi” tra Meloni e Crosetto, con la Lega che beatamente sta a guardare! Come le stelle di Cronin!