La
Rivolta, diffusa e radicale, della popolazione in Iran ha cause profonde: 1.- Un Paese dove la classe
lavoratrice e gli strati più disagiati della popolazione sono pesantemente
impoveriti dall’inflazione galoppante, mentre i poteri politici ed economici
continuano ad arricchirsi dalla vendita del petrolio. 2.- Un Paese in cui il potere
centralizzato, gerarchico, teocratico, in una società fortemente militarizzata
nega ogni forma di libertà e ne impedisce lo sviluppo sociale a tutti i
livelli. 3.- Un Paese in cui per le donne
che osano togliersi il velo significa la condanna a morte. A scendere nelle piazze per
protestare nelle principali città e province sono tantissimi, una marea
crescente, coscienti di sfidare la morte. Sono costretti ad affrontare una
repressione poliziesca e dei guardiani del regime che cinicamente e
spietatamente sparano contro i manifestanti facendo migliaia di morti ed
entrano nelle case per arrestare e impiccare. Siamo contrari ad interventi
esterni che, in modo intermittente, vengono minacciati sia da Trump che da
Netanyahu, finalizzati ai propri interessi neo-colonialisti. La democrazia non
si esporta, magari con l’infausta prospettiva del ritorno alla monarchia. È invece
necessaria la solidarietà delle classi lavoratrici e di un ampio movimento
popolare a livello internazionale, affinché sia la stessa popolazione iraniana,
in piena autonomia, a decidere del proprio futuro. Unione Sindacale Italiana –
Sezione Provinciale Milano