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mercoledì 11 febbraio 2026

CASO COSTA SAN GIORGIO
Associazione di volontariato Idra


 
Si apre finalmente una finestra di dialogo con Palazzo Vecchio e un’opportunità di dibattito pubblico in città.
 
Non ha deluso le aspettative l’intensa ora di colloquio con cui è stato inaugurato mercoledì scorso nella torre che ospita a Firenze, in una porzione della Badia Fiorentina in piazza San Martino, assessorato e direzione urbanistica, un primo ciclo di consultazioni richiesto dalla cittadinanza sul caso emblematico e irrisolto del contestato resort di lusso a ridosso del Giardino mediceo di Boboli, in Costa San Giorgio. Qui a dicembre 2021 Palazzo Vecchio ha accordato all’imprenditore argentino Alfredo Lowenstein, già proprietario del castello mediceo di Cafaggiolo in Mugello, l’autorizzazione ad attuare una significativa trasformazione urbanistica, dentro e sotto il complesso dei conventi medievali di San Girolamo e San Francesco, e del Monastero di San Giorgio e dello Spirito Santo, utilizzati per decenni dalla prestigiosa Scuola di Sanità militare. In programma 300 posti letto. Dopo un breve excursus sulla genesi e i primi sviluppi della vicenda autorizzativa, l’associazione di volontariato ecologista Idra, che con Italia Nostra si era fatta promotrice dell’incontro in occasione di un recente appuntamento pubblico di architetti alle Murate, ha potuto vedere confermata l’acuta sensibilità che l’Assessora Biti aveva lasciato intravedere in quella circostanza sul delicato tema del rapporto fra Palazzo e cittadinanza, da realizzarsi ma all’interno di una cornice costruttiva, non pregiudizialmente antagonistica. “Su Costa San Giorgio - ha spiegato il rappresentante di Idra - il nostro è in realtà un atteggiamento così poco antagonistico da aver prodotto a suo tempo un progetto di partecipazione mirato, ‘Laboratorio Belvedere’, sostenuto da centinaia di firme di residenti in Oltrarno, approvato e ammesso al finanziamento dall’Autorità regionale, al quale purtroppo con la passata giunta non è stato possibile dare seguito. Così, in contrappunto, il prof. Mario Carniani, fondatore e presidente onorario dell’Associazione Centro Guide Turismo di Firenze e Toscana, intervenuto con Idra: Non ci rendiamo conto di quanto quell’angolo di Firenze fa parte della nostra anima. Costa San Giorgio era il luogo dove abitava Galileo. Collega la città con l’incantevole via San Leonardo…”.



“Mi accorgo in tutti questi incontri che sto facendo - ha ammesso da parte sua Caterina Biti - che quello che è mancato in questi ultimi anni è stata la possibilità di un confronto, indispensabile per conoscersi e, pur nell’eventuale diversità di vedute, di mettere a fuoco eventuali obiettivi comuni e su quelli provare a lavorare”. Registrato questo importante attestato di consapevolezza, la delegazione di Idra ha accolto quindi positivamente l’invito pragmatico dell’assessora a concentrarsi sulle conseguenze e le opportunità che derivano dal mancato avvio dei lavori da parte dell’imprenditore neo-proprietario, in un contesto storico-architettonico di cui perdura però, così, l’esclusione all’accesso e al godimento pubblico per effetto dell’alienazione a suo tempo deliberata dal Demanio. L’Assessora ha confermato di aver letto con attenzione le alte testimonianze raccolte nel dossier che Idra le ha consegnato nel corso del convegno alle Murate (“è lì, sul mio tavolo”, ha precisato). Testimonianze che hanno forse contribuito a far apprezzare ulteriormente lo sforzo civico espresso in tutela di quel patrimonio: “Siamo in presenza di un procedimento che si è completato”, ha affermato infatti la Biti. “Il nuovo Piano Operativo comunale di Firenze non pone condizioni più stringenti da rispettare: soltanto il 29 gennaio 2028 scadranno tutte le autorizzazioni e i permessi concessi se non soddisfatti. È altrettanto vero che osserviamo però una condizione oggettiva di stallo: non abbiamo idea se e quando la proprietà andrà avanti, per ora è tutto fermo. E allora questa è la domanda che io vi faccio, perché è quella che mi son fatta io stessa leggendovi: qual è a vostro avviso il punto di caduta, quale può essere il punto di equilibrio rispetto a questa trasformazione urbanistica sospesa?”. 



Un interrogativo che individua opportunamente il cuore del problema, e che Idra ha così proposto di affrontare: “In questo intervallo di incertezza, possiamo immaginare un ruolo che la società civile sia finalmente in grado di giocare. Perché non recuperare e attualizzare ad esempio il processo partecipativo che non è stato possibile attuare con la passata Amministrazione, e innescare così un dibattito pubblico che aiuti a individuare soluzioni compatibili con le finanze della proprietà, ma anche con le esigenze di una città del rango di Firenze, e di un Oltrarno che sta perdendo completamente - con la progressiva gentrificazione in atto - la propria peculiarissima identità sociale?”. L’assessora non si è sottratta all’impegno a valutare questa opzione, così come ha annunciato la piena disponibilità a prossimi incontri di approfondimento al termine dell’ora calendarizzata per il primo colloquio. Il testo del percorso ‘Laboratorio Belvedere’ validato dalla Regione e proposto invano cinque anni fa è stato così inviato in Piazza San Martino.



Da parte loro i presidenti di Idra e Italia Nostra, Girolamo Dell’Olio e Laura Manganaro (assente, perché infortunato, il prof. Leonardo Rombai), hanno chiesto di instaurare un rapporto di reciproco e costante aggiornamento informativo con l’Amministrazione comunale, che permetta di seguire passo passo le fasi dell’attuazione del progetto approvato, per la quale la delibera ministeriale 637 del 2013 detta una puntigliosa successione di scadenze. Al riguardo, le associazioni hanno presentato istanza di accesso a una serie di dati e specifiche verifiche:
a)- i contenuti essenziali dei ‘Permessi di Costruire’ rilasciati, e delle proroghe richieste dalla proprietà, preso atto che - come è stato riferito - di alcune delle otto UMI (Unità Minime di Intervento) non è stata neppure presentata richiesta del permesso;
b)- la documentazione sul rischio idrogeologico che ha accompagnato l’autorizzazione del Comune agli scavi nella collina (il ‘Poggio delle Rovinate’) in cui è deceduta, per uno degli assestamenti a cui è stata soggetta nei secoli, la stessa famiglia di Bernardo Buointalenti;
c)- un contributo da parte dell’Amministrazione comunale a una definizione concreta dei contorni del concetto di ‘fruizione pubblica’ che il Ministero dei Beni culturali detta di garantire “nelle parti più significative del complesso monumentale”;
d)- adeguatezza delle autorizzazioni concesse al principio di “mix funzionale” auspicato dal Ministero: ma l’86% degli spazi risultano assegnati alla destinazione turistico-ricettiva.
Con particolare urgenza è stato richiesto da Idra infine un nuovo appuntamento da dedicare ai temi sensibili delle anomalie registrate nella cantierizzazione TAV, di cui è stato trasmesso pochi giorni or sono un nuovo promemoria anche alla sindaca, Fra queste, la nuova stazione sotterranea a ridosso del torrente Mugnone in area a pericolosità idraulica classificata alta, e dei tunnel in corso di scavo per il sotto attraversamento da Campo di Marte a Castello. Si desidera inoltre capire meglio come il Comune di Firenze intenda aprire alla partecipazione dei cittadini e del Quartiere per definire le funzioni, sia pubbliche che private, da portare accanto alla stazione Foster, annunciata nelle settimane scorse.



“È stato un piacere grande: allora ci aggiorniamo!”: questo il gradito saluto che la nuova assessora - accompagnata dai responsabili della segreteria Marco Recati e Lorenzo Rustici - ha porto al termine del colloquio alle delegazioni di Idra e Italia Nostra. Costatazione e auspicio che le associazioni hanno naturalmente ricambiato con viva convinta soddisfazione.