CASO COSTA SAN GIORGIO Associazione di volontariato Idra
Si apre
finalmente una finestra di dialogo con Palazzo Vecchio e un’opportunità di
dibattito pubblico in città. Non ha deluso le aspettative l’intensa ora di
colloquio con cui è stato inaugurato mercoledì scorso nella torre che ospita a
Firenze, in una porzione della Badia Fiorentina in piazza San Martino,
assessorato e direzione urbanistica, un primo ciclo di consultazioni richiesto dalla
cittadinanza sul caso emblematico e irrisolto del contestato resort di lusso a
ridosso del Giardino mediceo di Boboli, in Costa San Giorgio. Qui a dicembre
2021 Palazzo Vecchio ha accordato all’imprenditore argentino Alfredo
Lowenstein, già proprietario del castello mediceo di Cafaggiolo in Mugello,
l’autorizzazione ad attuare una significativa trasformazione urbanistica, dentro
e sotto il complesso dei conventi medievali di San Girolamo e San Francesco, e
del Monastero di San Giorgio e dello Spirito Santo, utilizzati per decenni
dalla prestigiosa Scuola di Sanità militare. In programma 300 posti letto. Dopo
un breve excursus sulla genesi e i primi sviluppi della vicenda autorizzativa,
l’associazione di volontariato ecologista Idra, che con Italia Nostra
si era fatta promotrice dell’incontro in occasione di un recente appuntamento
pubblico di architetti alle Murate, ha potuto vedere confermata l’acuta
sensibilità che l’Assessora Biti aveva lasciato intravedere in quella
circostanza sul delicato tema del rapporto fra Palazzo e cittadinanza, da
realizzarsi ma all’interno di una cornice costruttiva, non pregiudizialmente
antagonistica. “Su Costa San Giorgio - ha spiegato il rappresentante di Idra
- il nostro è in realtà un atteggiamento così poco antagonistico da aver
prodotto a suo tempo un progetto di partecipazione mirato, ‘Laboratorio
Belvedere’, sostenuto da centinaia di firme di residenti in Oltrarno, approvato
e ammesso al finanziamento dall’Autorità regionale, al quale purtroppo con la
passata giunta non è stato possibile dare seguito”. Così, in
contrappunto, il prof. Mario Carniani, fondatore
e presidente onorario dell’Associazione Centro Guide Turismo di Firenze e
Toscana, intervenuto con Idra: “Non ci rendiamo conto di
quanto quell’angolo di Firenze fa parte della nostra anima. Costa San Giorgio
era il luogo dove abitava Galileo. Collega la città con l’incantevole via San
Leonardo…”.
“Mi
accorgo in tutti questi incontri che sto facendo - ha
ammesso da parte sua Caterina Biti - che quello che è mancato in questi
ultimi anni è stata la possibilità di un confronto, indispensabile per
conoscersi e, pur nell’eventuale diversità di vedute, di mettere a fuoco eventuali
obiettivi comuni e su quelli provare a lavorare”. Registrato questo
importante attestato di consapevolezza, la delegazione di Idra ha
accolto quindi positivamente l’invito pragmatico dell’assessora a concentrarsi
sulle conseguenze e le opportunità che derivano dal mancato avvio dei lavori da
parte dell’imprenditore neo-proprietario, in un contesto storico-architettonico
di cui perdura però, così, l’esclusione all’accesso e al godimento pubblico per
effetto dell’alienazione a suo tempo deliberata dal Demanio. L’Assessora ha
confermato di aver letto con attenzione le alte testimonianze raccolte nel dossier
che Idra le ha consegnato nel corso del convegno alle Murate (“è lì,
sul mio tavolo”, ha precisato). Testimonianze che hanno forse contribuito a
far apprezzare ulteriormente lo sforzo civico espresso in tutela di quel
patrimonio: “Siamo in presenza di un procedimento che si è completato”, ha
affermato infatti la Biti. “Il nuovo Piano Operativo comunale di Firenze non
pone condizioni più stringenti da rispettare: soltanto il 29 gennaio 2028 scadranno
tutte le autorizzazioni e i permessi concessi se non soddisfatti. È altrettanto
vero che osserviamo però una condizione oggettiva di stallo: non abbiamo idea
se e quando la proprietà andrà avanti, per ora è tutto fermo. E allora questa è
la domanda che io vi faccio, perché è quella che mi son fatta io stessa
leggendovi: qual è a vostro avviso il punto di caduta, quale può essere il
punto di equilibrio rispetto a questa trasformazione urbanistica sospesa?”.
Un interrogativo che individua opportunamente il cuore del problema, e che Idra
ha così proposto di affrontare: “In questo intervallo di incertezza, possiamo
immaginare un ruolo che la società civile sia finalmente in grado di giocare.
Perché non recuperare e attualizzare ad esempio il processo partecipativo che
non è stato possibile attuare con la passata Amministrazione, e innescare così
un dibattito pubblico che aiuti a individuare soluzioni compatibili con le
finanze della proprietà, ma anche con le esigenze di una città del rango di
Firenze, e di un Oltrarno che sta perdendo completamente - con la progressiva
gentrificazione in atto - la propria peculiarissima identità sociale?”. L’assessora
non si è sottratta all’impegno a valutare questa opzione, così come ha
annunciato la piena disponibilità a prossimi incontri di approfondimento al
termine dell’ora calendarizzata per il primo colloquio. Il testo del percorso
‘Laboratorio Belvedere’ validato dalla Regione e proposto invano cinque anni fa
è stato così inviato in Piazza San Martino.
Da parte
loro i presidenti di Idra e Italia Nostra, Girolamo Dell’Olio e
Laura Manganaro (assente, perché infortunato, il prof. Leonardo Rombai), hanno
chiesto di instaurare un rapporto di reciproco e costante aggiornamento
informativo con l’Amministrazione comunale, che permetta di seguire passo passo
le fasi dell’attuazione del progetto approvato, per la quale la delibera ministeriale
637 del 2013 detta una puntigliosa successione di scadenze. Al riguardo, le
associazioni hanno presentato istanza di accesso a una serie di dati e specifiche
verifiche: a)- i contenuti essenziali dei
‘Permessi di Costruire’ rilasciati, e delle proroghe richieste dalla proprietà,
preso atto che - come è stato riferito - di alcune delle otto UMI (Unità Minime
di Intervento) non è stata neppure presentata richiesta del permesso; b)- la documentazione sul rischio
idrogeologico che ha accompagnato l’autorizzazione del Comune agli scavi nella
collina (il ‘Poggio delle Rovinate’) in cui è deceduta, per uno degli
assestamenti a cui è stata soggetta nei secoli, la stessa famiglia di Bernardo
Buointalenti; c)- un contributo da parte
dell’Amministrazione comunale a una definizione concreta dei contorni del
concetto di ‘fruizione pubblica’ che il Ministero dei Beni culturali detta di
garantire “nelle parti più significative del complesso monumentale”; d)- adeguatezza
delle autorizzazioni concesse al principio di “mix funzionale” auspicato dal
Ministero: ma l’86% degli spazi risultano assegnati alla destinazione
turistico-ricettiva. Con
particolare urgenza è stato richiesto da Idra infine un nuovo
appuntamento da dedicare ai temi sensibili delle anomalie registrate nella
cantierizzazione TAV, di cui è stato trasmesso pochi giorni or sono un nuovo
promemoria anche alla sindaca, Fra queste, la nuova stazione sotterranea a
ridosso del torrente Mugnone in area a pericolosità idraulica classificata
alta, e dei tunnel in corso di scavo per il sotto attraversamento da Campo di
Marte a Castello. Si desidera inoltre capire meglio come il Comune di Firenze
intenda aprire alla partecipazione dei cittadini e del Quartiere per definire
le funzioni, sia pubbliche che private, da portare accanto alla stazione
Foster, annunciata nelle settimane scorse.
“È stato
un piacere grande: allora ci aggiorniamo!”: questo il gradito saluto che
la nuova assessora - accompagnata dai responsabili della segreteria Marco
Recati e Lorenzo Rustici - ha porto al termine del colloquio alle delegazioni
di Idra e Italia Nostra. Costatazione e auspicio che le
associazioni hanno naturalmente ricambiato con viva convinta soddisfazione.