Cittadinanza onoraria per ius
soli a 118 bambini nati a Savona da genitori stranieri: il sindaco firma il
provvedimento. Può
capitare che nel complesso andamento della vita di un'amministrazione comunale,
nel caso quella di Savona guidata da Marco Russo, si compiano scelte che
intrecciano progetto e quotidianità confermando così la capacità dello stare
dalla parte giusta: la parte della democrazia, del progresso, dell'espressione
piena di una comunità e dei suoi valori di giustizia e di libertà per il
futuro. È il caso della scelta che
abbiamo riportato in epigrafe: la cittadinanza onoraria a 118 bambini nati a
Savona da genitori stranieri non può e non deve semplicemente rappresentare un
gesto "liberal" che sarà sicuramente criticato da coloro che proprio
non riescono a vedere quella connessione tra scelte di "fatica" e
ricerca di espressione concreta del "pensiero alto" cui si faceva già
cenno. La nostra Comunità ha bisogno prima di tutto dell'espressione di un
pensiero intriso nel suo DNA democratico di antica città industriale e non ha
bisogno semplicemente di "integrazione" ma - consentitimi di
scriverlo - di una nuova "savonesità", quella del XXI secolo in una
società cambiata, articolata, ricca di nuove e diverse presenze, culture, modi
di essere al riguardo delle quali nessuno può sentirsi arroccato in antiche
appartenenze e modi d'essere. Proprio nel giorno in cui le destre nel
Parlamento Europeo votano norme di puro respingimento sarebbe semplicistico
ricordare il deficit demografico che ci riguarda come Paese e come Città: il
punto focale però non può essere semplicemente quello dei "numeri" ma
- appunto - la volontà di lungimiranza che questo gesto di apertura,
comprensione, senso civico ha dimostrato.