Una campagna referendaria ancora
sottodimensionata. Mi scuso
per la ripetitività degli interventi ma l'evidente sottovalutazione del valore
dell'esito referendario del 22/23 marzo anche da parte dei sostenitori del
"NO" induce e quasi obbliga a cercare di contribuire a sviluppare
un'analisi adeguata alla qualità dello scontro. Non è stata fin qui colta l'acutezza
della contraddizione tra comando, potere e governo che va ben oltre la stessa
affermazione dell'essenza della nostra Costituzione Repubblicana pur messa in
pericolo da una eventuale affermazione del "Sì". Lo stesso intervento svolto ieri
dal Presidente della Repubblica in sede CSM è apparso "fuori dalla
storia" appartenente a un'epoca diversa da quella attuale. Un'epoca nella quale si sta
sviluppando da parte della destra legata a teorie di origine messianico-
esoterica come quella MAGA una vera e propria"torsione" nell'insieme
degli equilibri sociali e politici: una torsione alimentata prima di tutto da
un forte spinta al ritorno al nazionalismo che porta con sé tutte le sue
storiche pulsioni negative (razzismo incluso). Pulsioni che trovano ancora più
spazio in un quadro internazionale contrassegnato da una logica dei
"blocchi" neppure segnata da una diversità tra sistemi politici ma in
lotta fra loro partendo da una comune visione autocratica di negazione della
divisione dei poteri di classica derivazione liberale. La campagna referendaria
deve necessariamente oltrepassare la tecnicalità del contendere (pur di alto
valore etico/giuridico) e porsi di fronte agli interrogativi di fondo: prima
fra tutti quello riguardante una società fondata sulla competizione
individualistica e quindi segnata da un egoismo che diventa localista,
nazionalista, sovranista, facilmente populista. Si tratta di principiare da una
domanda: "È questa espressa dalla destra MAGA cui fa riferimento la destra
italiana l'idea del potere che sorge da una società che ha l'individualismo
competitivo come forma dominante?" e ancora com'è cambiata l'ideologia che
riferiva a un vivere come quello del '900 fondato sulla "fatica
dell'appartenenza"? Una risposta efficace a queste
domande è del tutto interna alla prospettiva aperta dallo stesso confronto
referendario (pur trattandosi di un singolo episodio che avviene in un Paese
della "periferia dell'Impero"). In gioco non c'è soltanto un fatto
episodico.
Per rispondere efficacemente occorre ritornare alla
sostanza delle cose che riguardano l’umana coesistenza, quando questa assume
l’aspetto consapevole di un’identità collettiva.Una identità collettiva che deve essere considerata tanto dal punto di
vista del Potere, quando dal punto di vista del Conflitto. In questo suo duplice aspetto di Potere e di
Conflitto la politica è pensabile come un’Essenza, rintracciabile attraverso la
risoluzione di alcune questioni: 1) Qual è l’origine
della collettività e quali i suoi fondamenti di legittimità? 2) Quale rapporto c’è
tra l’energia originaria delle forme politiche e le loro realtà istituzionali? 3) Quali sono i
soggetti dell’azione del potere politico, cioè chi agisce, chi comanda che cosa
a chi? 4) E questo comando
come avviene, con quali limiti, a quali fini? 5) Quali sono i
confini dell’ordine politico, come e da chi sono individuati, chi includono e
chi escludono? Le concrete risposte
a queste domande possono arrivare soltanto attraverso una riflessione sulle
forme storiche della politica e sono determinate dalle modalità con cui le
categorie che abbiamo fin qui indicato, conflitto, ordine, potere, forma,
legittimità, sono di volta, in volta organizzate praticamente e pensate
teoricamente. La difesa dell'ordine costituzionale stabilito dall'Assemblea
Costituente tra il 1946 e il 1948 rimane ancora il punto di saldatura più
efficace, almeno per quello che riguarda l'Italia, di questo contesto: ed è
proprio il punto che si intende travolgere. Per questo fondamentale motivo vale
davvero la pena di sviluppare un'adeguata campagna referendaria a favore del ‘No’,
che mi permetto di insistere finora si è svolta su contenuti e toni non
adeguati alla qualità dello scontro (come invece sta dimostrando l'avversario
anche quando attacca in maniera sconsiderata sentenze penali giudicate
sfavorevoli).