Non posso
vantare una dimestichezza professionale con la Legge tuttavia, da
cristallografo, ho dovuto applicare le leggi della matematica e della simmetria
ad una grande quantità di dati che ho raccolto e analizzato nei miei lunghi
anni di ricerca scientifica. Anzi, mentre ci sono, vorrei fare i complimenti a
Laura Garavaglia per il suo bel saggio sulla poesia e la matematica uscito ieri,
domenica 8 febbraio su “Odissea” (Il dialogo infinito). Ecco, prendendo spunto
da questo, se c’è sicuramente una connessione tra matematica e poesia
attraverso l’essenziale bellezza di entrambe, a maggior ragione c’è una stretta
parentela tra simmetria ed estetica. Basti pensare alle decorazioni delle carte
da parati o volendo un esempio più nobile, le decorazioni a marmi policromi
dell’Alhambra. Anche la legge, quella ben fatta, fa un uso parsimonioso ma
molto accurato delle parole in modo da esprimere concetti a volte astrusi o
perlomeno complicati nel modo più chiaro possibile, per non dar luogo ad
equivoci. Scrivere leggi è dunque un’arte che immagino pochi sanno esercitare
con la necessaria maestria. A mio modesto parere, la nostra Costituzione,
ancorché probabilmente passibile di aggiornamenti dovuti alla diversa epoca
storica nella quale fu concepita, rappresenta un bell’esempio di scrittura
legale comprensibile a tutti e di non difficile interpretazione almeno per chi
la legge in buona fede e alla luce della Legge. In questi giorni si sta
infiammando il dibattito politico intorno al referendum che ci attende per un
voto che nell’intento dei promotori, tende a riformare la magistratura (non la
Giustizia) ovvero il corpo dei giudici chiamati ad applicare la Legge, mettendo
mano a ben sette articoli della Costituzione. Da cittadino mi sono sentito nel
dovere di informarmi per giungere ad una decisione ragionata su come votare. Ho
dunque provato a leggere le ragioni del Sì e del No che si possono trovare
sulla carta stampata dei quotidiani ed anche ascoltando le dichiarazioni dei
vari esponenti politici per l’una o l’altra delle due alternative. Devo
ammettere che la lettura non è stata facile però mi è venuto in aiuto un
recente intervento del Ministro della Giustizia (il nostro Guardasigilli) che
sicuramente ne sa più di me, non solo per il posto che occupa ma anche per
essere stato lui stesso un magistrato di chiara fama. Orbene, per dare forza
alla bontà della “sua” riforma, il Ministro ha proposto una semplice domanda: “(
…) se un poliziotto fa un errore nell’esercizio della sua funzione, a chi
risponde del suo operato? Al magistrato! E se un magistrato fa un errore a chi
deve rispondere?” e qui ha fatto una lunga pausa come fosse in attesa di
una risposta dalla platea alla quale lanciava sguardi con fare sornione. Non
arrivando alcuna risposta si è avventurato in una improbabile spiegazione che
tirava in ballo la riforma. Ecco, a questo punto sono rimasto sorpreso che
nessuno degli astanti gli sapesse rispondere: “il magistrato risponde alla
Legge” perché questo è quello che contempla la nostra Costituzione. Lasciando
da parte il fatto che ogni magistrato dovrebbe avere questo principio ben
chiaro e a maggior ragione un magistrato che ricopra la carica di
Guardasigilli, questo strano comportamento mi ha fatto balenare nella mente
l’immagine di una pubblicità che era passata sullo schermo solo pochi minuti
prima. C’è un bel gatto tigrato che
entra in un negozio di cibi per animali, si avvicina furtivo ad una piramide di
scatolette e velocemente ne afferra una coi denti sull’orlo sporgente e scappa
lungo il corridoio mentre la piramide cade rovinosamente a terra. Il gatto,
mentre scappa gira all’indietro la testa per osservare il disastro che ha fatto
ma non tradisce alcuna emozione, se non una certa soddisfazione per aver
ottenuto quello che voleva. Ora immaginatevi sette gatti che entrano nel
negozio e prendono una scatoletta ciascuno dalla bella ma precaria piramide e
immaginate che la piramide rappresenti la nostra Costituzione. Non so se i
lettori di “Odissea” siano in maggioranza amanti dei gatti, però non ci vuole
molta conoscenza della psicologia felina per decidere cosa votare al
referendum!