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giovedì 5 febbraio 2026

FORTE COI DEBOLI
di Angelo Gaccione


 

Sugli uomini di potere raramente mi faccio illusioni. Con questo non voglio dire che non ce ne siano stati, e non ce ne siano, che abbiano mostrato saggezza. Abbiamo evitato guerre rovinose, leggi liberticide, conflitti sociali pericolosi, perché in alcuni di loro è prevalso il buon senso, la moderazione, il confronto, il rispetto della legalità. Trump non mi è mai piaciuto, allo stesso modo di un fariseo guerrafondaio come Obama a cui oscenamente è stato dato il premio Nobel per la Pace. Faceva addirittura spiare presidenti e capi di governo dei paesi alleati trattati da sempre come vassalli dai governanti americani. Trump non mi è mai piaciuto non solo perché conosco bene le  sue vicende, e quelle del padre, su come si sono arricchiti, ma perché è l’espressione delle componenti dell’America peggiore: culturalmente reazionarie, economicamente piratesche e saccheggiatrici, religiosamente fanatiche, razziste, suprematiste, maschiliste e, alla pari dei loro compari democratici, imperialisti in politica estera fino all’arbitrio, ossessionati dalla forza militare nell’esercizio del loro dominio in spregio a qualsiasi diritto internazionale. Non c’è nazione che negli ultimi due secoli abbia fatto più guerre e favoriti più colpi di Stato della loro. Non sono mai stati aggrediti da nessuno, ma in compenso hanno aggredito nazioni su quattro continenti. Non hanno mai avuto una guerra in casa, ma ne hanno fatte di ogni tipo in casa d’altri. Per i loro sporchi interessi: costi quel che costi. C’è un’altra ragione per cui Trump non mi è mai piaciuto: non ride mai, ha lo sguardo torvo e digrigna i denti. Aggiornando un mio vecchio aforisma potrei dire di lui che “Dietro l’assenza di sorriso si cela un criminale”. Umanamente è privo di empatia e di pietà, riduce tutto agli affari e al denaro, e col denaro riafferma la sua essenza. È incostante nelle decisioni, tradisce con disinvoltura la parola data ed è un bugiardo seriale. Non avevo bisogno della marea di files di Epstein per farmi una opinione disgustosa del personaggio, e condivido quanto la saggista ed ex diplomatica Elena Basile scrive all’amico scrittore ed ex ministro Luigi Mazzella: “Trump è sottoposto alla lobby di Israele, ai sionisti evangelici, e a una mafia finanziaria diversa da quella di Larry Fink ma ugualmente nociva”. Sono sicuro che n’è io n’è Mazzella avremmo potuto reggere, da intellettuali dal pensiero libero e non conformista quali ci riteniamo, il clima di un’America di tal fatta. La creazione della milizia apertamente nazista creata da Trump - coperta dalla più assoluta impunità e usata come accolita di mercenari al proprio personale servizio - me lo ha reso ancora più odioso. 



L’atto più spregevole ai miei occhi, assieme al genocidio dei palestinesi di cui è a tutti gli effetti uno dei massimi responsabili, è di avere permesso l’assedio di Kobane e l’annientamento delle comunità curde da parte dei tagliagole degli eredi dell’Isis alleandosi con quest’ultimi. Alleandosi con l’attuale governo siriano dei tagliagole, ha tradito il tributo di sangue costato a giovani uomini e giovani donne del Rojava che all’Isis si erano opposti. Ha impedito che l’esperimento di autogoverno, di democrazia diretta, delle autonomie locali, dei consigli popolari, della parità di genere, del rifiuto di ogni fanatismo religioso, dell’autodifesa comunitaria, della laicità e della tolleranza del popolo curdo si consolidassero in Medio Oriente. Ha definitivamente vanificato, per quanto mi riguarda, l’unica idea decente - rispetto all’insipienza di un’Europa inerte, ottusa e subalterna - quella di mediare per porre fine all’insensato e rovinoso conflitto russo-ucraino. Che lo facesse per opportunismo ed interesse non ci importava, che lo facesse perché con i forti occorre trattare per evitare una guerra nucleare, ci andava bene. Ed è soprattutto per quest’ultima ragione che abbiamo sperato che la sua mediazione per porre fine alla guerra andasse in porto. Lo abbiamo scritto e ci siamo attirati incomprensioni e insulti dagli ambienti nemici di ogni trattativa con la Russia. Ma siamo pronti a riconoscere che anche lui si è rivelato inaffidabile e guerrafondaio quanto altri presidenti del suo guerrafondaio Paese. Democratici o repubblicani non fa differenza.