Il respiro cortodell’italica
cialtroneria politica In un mondo, come quello
Occidentale, eretto, secondo una mia teoria (che, allo stato, peraltro, è senza
alcun seguito a me palese) su cinque inconfutabili quanto dannosi “irrazionalismi”)
è inevitabile che il popolo, chiamato alle urne per esprimere il suo voto, vada
“esclusivamente dove lo porta il cuore”. Ciò significa che nel perdurante sonno
della ragione, la massa continua a credere nell’ esistenza di un Dio che non si
vede né si sente (per i tre monoteismi mediorientali); di vie ideologiche,
salvifiche per l’umanità, anche se smentite da distruzioni belliche, disastri,
catastrofi (per le due ideologie del fascismo e del comunismo).Seguire il cuore, in
politica dov’è pregnante la necessità di scelte ragionate, ha una connotazione
ancora più negativa che nella vita sentimentale, dove pure qualche danno quella
scelta lo fa, come bene sanno le persone affette da “coazione a ripetere scelte
di partner sbagliati”! Non seguire l’intelligenza, la ragione ma l’emozione, la
passionalità (che nel migliore dei casi lo spinge a non degnare di alcuna
attenzione chi la pensa diversamente da lui, nel peggiore a sbeffeggiare il
medesimo affibbiandogli epiteti ingiuriosi che sono tanto più volgari
quanto maggiore è il gap culturale e intellettivo di chi li
pronuncia rispetto a chi li subisce) è certamente comprensibile:
rappresenta la rivolta tardiva, e sostanzialmente coperta dall’anonimato,
degli ultimi della classe contro i “primi” degli anni delle scuole medie
superiori. Il fatto che nel mio libro “D’odio si muore”, edito da
Avagliano recentemente (2026), io ripeta che i cinque irrazionalismi da me
individuati stiano oggi vieppiù scatenando un odio reciproco tra gli Occidentali
che li condurrà inevitabilmente a distruggersi, ha indotto uno dei destinatari
delle mie mail a contestare la mia asserzione e a
propinarmi una sua ben diversa verità: i cinque irrazionalismi di cui io
parlo sono diventati semplici larve di quelli originari. I cattolici non
andrebbero più in chiesa e le vocazioni religiose sarebbero in forte
calo; i fascisti, annacquando il loro tradizionale orgoglioso nazionalismo
patriottico si sarebbero accodati ai democristiani, ai sedicenti liberali
discepoli di Croce e di Gentile, ai comunisti dell’era Napolitano: e ciò al
chiaro fine di asservirsi al partito democratico statunitense e
transnazionale di Obama nel sostenere le ragioni espansionistiche della
NATO e dell’America della CIA e del Deep State d’Oltreoceano. Da “agnelli” mansueti
del gregge elogiato dal mio contraddittore, essi non sarebbero amati da Donald
Trump ma non potrebbero essere accusati di essere ancora “irrazionali’ per lo
loro tesi immaginifiche. Il fervore cristiano, ispirato a uno smodato amore per
il prossimo e l’impegno comunista d’antan di
ricorrere anche alla violenza per raggiungere l’uguaglianza dei popoli si
sarebbero trasformati in un buonismo (pacioccone) concentrato sul
terreno terminologico: meglio “reddito di cittadinanza” o “reddito
d’inclusione”. Sussidi o bonus? e così via. Non contesto il mio
interlocutore: È tutto vero ciò che dice. Gli faccio, però, la mia consueta domanda:
come egli spiega che in vista del referendum sulla riforma Nordio, l’immagine
della maturità politica degli Italiani abbia dato la dimostrazione di
chiari segni di schizofrenia mentale, oltre che dell’ignoranza di molti
principi della democrazia? a) Sotto il primo
aspetto abbiamo che un governo con presenza (a mala pena occulta) di
neo-fascisti più o meno dichiarati ha inteso demolire la riforma fascista più
odiosa degli ultimi rantoli del regime: l’introduzione del processo inquisitorio
che già nel nome ricordava il periodo buio dell’Inquisizione cattolica e
collocava l’Italia fuori dai Paesi ad ordinamentodemocratico basato
sul processo accusatorio, con avvocati dell’accusa e della difesa
parimenti sotto-ordinati a un giudice super partes. E ciò mentre, stravaganza
per stravaganza, alla riforma si è opposta e si oppone ferocemente la Sinistra
(in tutte le sue articolazioni, compresa, non a caso, quella finta
antiamericana degli agenti provocatori) che per decenni aveva
richiesto la separazione delle carriere a partire da un articolo (mio)
comparso, nel1982, su Mondoperaio (la rivista voluta da
Pietro Nenni) e inserito nel libro “Cinquanta proposte di buon governo” edito
da Marsilio nel 1991, fino alla riforma Vassalli e ai generosi impegni per
integrarla con la necessaria separazione delle carriere di un avvocato
preparato e galantuomo, il senatore socialista, Agostino Viviani, incredibile a
dirsi nonno materno dell’attuale segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein. b) Sotto altro profilo,
abbiamo la palese violazione di un principiodemocratico nella pretesa volontà
di lasciare l’operato dei civil servant addetti alla cura
dell’accusa dello Stato nei giudizi penali, fuori dal controllo del Parlamento,
che in ogni democrazia è considerato come l’espressione ultima ed unica del
demos (popolo). Sembra lecito chiedersi: perché i sostenitori del No alla
riforma vorrebbero trattare anche i pubblici Ministeri (oltre che i
giudici, essi sì giustamente) come “autocrati” che non rispondono del loro
operato a nessuno o al massimo solo a un organo che sia pura espressione della
loro Corporazione (altro concetto di chiara impronta Mussoliniana)? Conclusione: da tutto quanto
precede deriva che la pazzia politica, derivante dall’imperversare dei tre
assolutismi religiosi e dai due ideologici, lungi dall’essersi attenuata, ha
raggiunto, invece, il suo diapason. Di fronte a tante manifestazioni
di ignoranza dei veri assetti fondamentali della democrazia v’è stata una sola
nota che può considerarsi per certi aspetti positiva: gli anti
democratici più torvi, più violenti, più volgari e triviali nel linguaggio
sono usciti tutti allo scoperto,con la cialtroneria che li
contraddistingue. Gli insulti gratuiti sui social hanno
dominato la scena referendaria! Altro che attenuazione dei cinque
irrazionalismi!