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sabato 28 febbraio 2026

I CINQUE IRRAZIONALISMI
di Luigi Mazzella
 

Il respiro corto dell’italica cialtroneria politica
 
In un mondo, come quello Occidentale, eretto, secondo una mia teoria (che, allo stato, peraltro, è senza alcun seguito a me palese) su cinque inconfutabili quanto dannosi “irrazionalismi”) è inevitabile che il popolo, chiamato alle urne per esprimere il suo voto, vada “esclusivamente dove lo porta il cuore”. Ciò significa che nel perdurante sonno della ragione, la massa continua a credere nell’ esistenza di un Dio che non si vede né si sente (per i tre monoteismi mediorientali); di vie ideologiche, salvifiche per l’umanità, anche se smentite da distruzioni belliche, disastri, catastrofi (per le due ideologie del fascismo e del comunismo). Seguire il cuore, in politica dov’è pregnante la necessità di scelte ragionate, ha una connotazione ancora più negativa che nella vita sentimentale, dove pure qualche danno quella scelta lo fa, come bene sanno le persone affette da “coazione a ripetere scelte di partner sbagliati”! Non seguire l’intelligenza, la ragione ma l’emozione, la passionalità (che nel migliore dei casi lo spinge a non degnare di alcuna attenzione chi la pensa diversamente da lui, nel peggiore a sbeffeggiare il medesimo affibbiandogli epiteti ingiuriosi che sono tanto più volgari quanto maggiore è il gap culturale e intellettivo di chi li pronuncia rispetto a chi li subisce) è certamente comprensibile: rappresenta la rivolta tardiva, e sostanzialmente coperta dall’anonimato, degli ultimi della classe contro i “primi” degli anni delle scuole medie superiori. Il fatto che nel mio libro “D’odio si muore”, edito da Avagliano recentemente (2026), io ripeta che i cinque irrazionalismi da me individuati stiano oggi vieppiù scatenando un odio reciproco tra gli Occidentali che li condurrà inevitabilmente a distruggersi, ha indotto uno dei destinatari delle mie mail a contestare la mia asserzione e a propinarmi una sua ben diversa verità: i cinque irrazionalismi di cui io parlo sono diventati semplici larve di quelli originari. I cattolici non andrebbero più in chiesa e le vocazioni religiose sarebbero in forte calo; i fascisti, annacquando il loro tradizionale orgoglioso nazionalismo patriottico si sarebbero accodati ai democristiani, ai sedicenti liberali discepoli di Croce e di Gentile, ai comunisti dell’era Napolitano: e ciò al chiaro fine di asservirsi al partito democratico statunitense e transnazionale di Obama nel sostenere le ragioni espansionistiche della NATO e dell’America della CIA e del Deep State d’Oltreoceano. Da “agnelli” mansueti del gregge elogiato dal mio contraddittore, essi non sarebbero amati da Donald Trump ma non potrebbero essere accusati di essere ancora “irrazionali’ per lo loro tesi immaginifiche. Il fervore cristiano, ispirato a uno smodato amore per il prossimo e l’impegno comunista d’antan di ricorrere anche alla violenza per raggiungere l’uguaglianza dei popoli si sarebbero trasformati in un buonismo (pacioccone) concentrato sul terreno terminologico: meglio “reddito di cittadinanza” o “reddito d’inclusione”. Sussidi o bonus? e così via. Non contesto il mio interlocutore: È tutto vero ciò che dice. Gli faccio, però, la mia consueta domanda: come egli spiega che in vista del referendum sulla riforma Nordio, l’immagine della maturità politica degli Italiani abbia dato la dimostrazione di chiari segni di schizofrenia mentale, oltre che dell’ignoranza di molti principi della democrazia? 
a) Sotto il primo aspetto abbiamo che un governo con presenza (a mala pena occulta) di neo-fascisti più o meno dichiarati ha inteso demolire la riforma fascista più odiosa degli ultimi rantoli del regime: l’introduzione del processo inquisitorio che già nel nome ricordava il periodo buio dell’Inquisizione cattolica e collocava l’Italia fuori dai Paesi ad ordinamentodemocratico basato sul  processo accusatorio, con avvocati dell’accusa e della difesa parimenti sotto-ordinati a un giudice super partes. E ciò mentre, stravaganza per stravaganza, alla riforma si è opposta e si oppone ferocemente la Sinistra (in tutte le sue articolazioni, compresa, non a caso, quella finta antiamericana degli agenti provocatori) che per decenni aveva richiesto la separazione delle carriere a partire da un articolo (mio) comparso, nel1982, su Mondoperaio (la rivista voluta da Pietro Nenni) e inserito nel libro “Cinquanta proposte di buon governo” edito da Marsilio nel 1991, fino alla riforma Vassalli e ai generosi impegni per integrarla con la necessaria separazione delle carriere di un avvocato preparato e galantuomo, il senatore socialista, Agostino Viviani, incredibile a dirsi nonno materno dell’attuale segretaria del Partito  Democratico, Elly Schlein.
b) Sotto altro profilo, abbiamo la palese violazione di un principiodemocratico nella pretesa volontà di lasciare l’operato dei civil servant addetti alla cura dell’accusa dello Stato nei giudizi penali, fuori dal controllo del Parlamento, che in ogni democrazia è considerato come l’espressione ultima ed unica del demos (popolo). Sembra lecito chiedersi: perché i sostenitori del No alla riforma vorrebbero trattare anche i pubblici Ministeri (oltre che i giudici, essi sì giustamente) come “autocrati” che non rispondono del loro operato a nessuno o al massimo solo a un organo che sia pura espressione della loro Corporazione (altro concetto di chiara impronta Mussoliniana)?
Conclusione: da tutto quanto precede deriva che la pazzia politica, derivante dall’imperversare dei tre assolutismi religiosi e dai due ideologici, lungi dall’essersi attenuata, ha raggiunto, invece, il suo diapason. Di fronte a tante manifestazioni di ignoranza dei veri assetti fondamentali della democrazia v’è stata una sola nota che può considerarsi per certi aspetti positiva: gli anti democratici più torvi, più violenti, più volgari e triviali nel linguaggio sono usciti tutti allo scoperto, con la cialtroneria che li contraddistingue. Gli insulti gratuiti sui social hanno dominato la scena referendaria! Altro che attenuazione dei cinque irrazionalismi!