Quello
che sta accadendo in questi giorni sul caso Epstein è importantissimo. Sul
piano mediatico, la pressione del pubblico ha creato conseguenze reali che
continuano ad emergere. Una cosa è certa: gli “Epstein Files” entreranno nella storia.
Un argomento che ha suscitato la mia attenzione è che di questi file si parla
poco. Quanto si vede sui social è quasi tutto falso, e il motivo mi è apparso
piuttosto chiaro. Al contrario di altri file – mail, foto, documenti – i video
sono più complessi da visualizzare perché è necessario aprirli tramite la U.S.
Department of Justice Library (la biblioteca legale del Dipartimento di
Giustizia americano). Vi consiglio di farlo, perché stanno circolando molte
fake news. Si può controllare inserendo determinati codici. Purtroppo però,
quando si arriva ad alcuni file, compare la dicitura: “No images produced” Non
è dato sapere se, su certi file, l’accesso sia stato reso intenzionalmente più
difficile, se si tratti di una mancanza di professionalità o di una scelta
tecnica. Origini
dell’indagine moderna Tutto
è ripartito nel 2018 con l’inchiesta della giornalista Julie K. Brown, del
Miami Herald, che ha portato all’arresto di Jeffrey Epstein nel luglio 2019. Nel
2020 viene arrestata la sua collaboratrice: Ghislaine Maxwell. In seguito alle
pressioni mediatiche e istituzionali successive al 2018, il Dipartimento di
Giustizia ha avviato la pubblicazione e il rilascio dei documenti relativi al
caso Epstein. Un rilascio obbligato dal Transparency Act, avvenuto con ritardi
rispetto alle tempistiche previste per legge e con numerose redazioni censure. Secondo
quanto riportato pubblicamente, dovevano essere oscurati solo i nomi delle
vittime e dei testimoni innocenti. In alcuni casi, però, vi sono state
polemiche sia per eccesso sia per difetto di censura. Alcuni membri del Congresso
americano hanno dichiarato di aver avuto accesso tecnico ai file completi.
Secondo le loro prime dichiarazioni, vi sarebbero ancora ampie parti oscurate. Dichiarazioni
di membri del Congresso Becca
Balint: “Onestamente è tutto così depravato e malato. Non si tratta di un
complotto. È una vasta rete di persone ricche e potenti che credono di poter
fare quello che vogliono.” Pramila
Jayapal: “Mentre esaminavo, mi ha colpito l’orrore e la depravazione” Ro
Khanna: “Ci sono uomini con fotografie censurate e non c’è spiegazione sul
perché quelle immagini siano state oscurate.” Jared
Moskowitz: “Disgustoso. Ci sono molti complici che trafficano ragazze in tutto
il mondo.”
Little
Saint James Epstein
possedeva un’isola privata nelle Isole Vergini Americane: Little Saint James. Acquistata
nel 1998. Secondo atti giudiziari e testimonianze, lì avvenivano incontri e
reclutamenti. Le proprietà di Epstein (isola, villa a Manhattan, residenza in Florida
e ranch nel New Mexico) sono state oggetto di perquisizioni federali nel 2019. Il
caso del Principe Andrea Prince
Andrew, Duke of York, è stato citato in una causa civile intentata da Virginia
Giuffre, che ha dichiarato di essere stata costretta ad avere rapporti sessuali
quando era minorenne. Nel 2022 la causa si è conclusa con un accordo
extragiudiziale, senza ammissione di colpa.
La
casa di New York La
residenza principale di Epstein era al 9 East 71st Street, Upper East Side,
Manhattan. Originariamente appartenne a Leslie “Les” Wexner, fondatore di L
Brands (società proprietaria di Victoria’s Secret). Negli anni ’90 l’immobile
passò a entità legate a Epstein. Nel 2021 è stato venduto per circa 51 milioni
di dollari a Michael Daffey, ex dirigente di Goldman Sachs. Parte del ricavato
è confluito nel fondo di compensazione per le vittime. Harvard
Lawrence
Summers, ex presidente di Harvard ed ex Segretario al Tesoro USA, ebbe contatti
con Epstein dopo il 2008. Si dimise nel 2020 da un incarico al Center for
Ethics. Non è stato accusato di reati. Martin Nowak, professore ad Harvard,
ricevette fondi collegati a Epstein ed è stato messo in congedo amministrativo
nel 2020. MIT Il
Massachusetts Institute of Technology accettò donazioni da Epstein anche dopo
il 2008. Joi Ito, direttore del MIT Media Lab, si dimise nel 2019 dopo la
pubblicazione di email interne. Ghislaine
Maxwell Nata
nel 1961, figlia di Robert Maxwell. Compagna e collaboratrice di Epstein dagli
anni ’90. Secondo l’accusa: reclutava ragazze minorenni, anche bambine le
introduceva a Epstein, partecipava al sistema di adescamento. È stata
condannata nel 2021 per traffico sessuale di minori e nel 2022 a 20 anni di
carcere federale.
Conclusioni Il
caso Epstein è uno dei più gravi scandali giudiziari legati al traffico
sessuale negli Stati Uniti. È importante distinguere: fatti giudiziari
accertati,documenti desecretati, interpretazioni personali, narrazioni non
verificate che circolano sui social.