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martedì 24 febbraio 2026

DOMANDE
di Angelo Gaccione


 
S
ul nespolo del mio cortile non vengono più né i passerotti, né lo scricciolo che mi teneva compagnia, né i merli. Le cornacchie, alle quali continuiamo a sottrarre spazio con il dissennato consumo di suolo agricolo, si sono impadronite delle piante di città e dunque anche del nespolo. Hanno divorato i piccoli pennuti, ed ora non vengono neppure loro perché non avrebbero nient’altro da divorare. Rovistano tra i rifiuti dei giardinetti dove i chioschi all’aperto vendono cibi di ogni tipo, così come fanno i cinghiali che si spingono sempre più nei centri urbani di città e paesi. Roma è stato un caso emblematico negli ultimi tempi. Cinghiali, gabbiani, volpi e cicogne si fanno vedere sempre più spesso a ridosso delle abitazioni anche nei centri del Sud, non solo lungo le strade di campagna. Gli incendi da un lato, l’uso smodato e pervasivo di prodotti chimici dall’altro, hanno alterato talmente l’habitat di queste creature, da doverlo abbandonare. Diverse specie non lo riconoscono più come territorio proprio, ma come minaccia ostile alla loro sopravvivenza. In alcuni luoghi un tempo salubri sono completamente sparite le api, in altri si sono ridotte di numero e la produzione di miele ha subìto un vistoso calo. Ce ne dovremmo allarmare, e invece non ce ne preoccupiamo. Dove finiscono gli animali a ridosso dei teatri di guerra che riescono miracolosamente a sfuggire ai rovinosi bombardamenti e agli agenti chimici che esplosivi sempre più letali diffondono? In che condizioni sopravvivono avendo dovuto forzatamente mutare contesto? Non ce lo chiediamo mai. Non lo facciamo per gli alberi e per le piante sottoposti alla stessa sorte, non lo facciamo per il brulicare di vita che il sottosuolo custodisce. 



Che colpa ne hanno loro? È una domanda che sentiamo spesso quando a subire morte e rovina sono esseri umani innocenti, ma non la formuliamo mai quando a subire la stessa sorte sono creature altrettanto innocenti che appartengono allo stesso universo dentro cui siamo immersi in simbiosi armonia. Vi siete chiesti quanti di questi esseri sono periti nel corso di quella incivile e barbara consuetudine dei botti di fine anno? Quanti sono diventati folli di paura o si sono ammalati senza rimedio?