IN VERSI
di
Maria Pia Quintavalla

Maria Pia Quintavalla
(Foto: Dino Ignani - 2023)
Figli
dell’amore perduto
1
Deve
essere qualcosa di perduto
di
infantile e di smarrito in te, barchetta
che
si rende lontana, inarrivabile
e perduta
perché
sennò riprendere potrei
con
la mia mano la sua ala nera
e
bianca, come di rondine sublime che cascando
si
ruppe e più e più di un’ala.
2
Una
canzone sogna, che scaltrita
si
medicò da sola la ferita ma
poi
ricadde tremula ed effimera -
quella
barchetta tremula e
lontana
-
Il
mio rifugio
Io
tornai qui, credendo
fosse
il mio rifugio:
venni
scortata, testo a testo,
polline
di antica giovinezza;
la
silenziosa casa, sopra i navigli:
un
essere di medicina antica,
la
giovane salvezza delle acque
dove
viveva un’altra, di poeta
la
piana primigenia precipitò con il presente
in
silenziosa casa.
Lei
si prostrò e fu magico il silenzio,
si
sollevarono in ingenui suoni, le voci
rumori
secchi solamente inermi.
poi
pace fu fatta.
La
vita le si piantò selvatica
negli
occhi, il silenzio di anni non caduti,
anni
della vita, - le cose antiche,
un
figlio lasciato su una nuvola
che
fu dimenticato
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| Maria Pia Quintavalla (Foto: Dino Ignani - 2023) |