Il freddo
sorriso dei versi Da una finestra
aperta su vette innevate
un lontano ricordo si posa sulle alte montagne,
rimasto fissato negli occhi
di un bambino infreddolito,
sguardo che percorre gli anni con tremore,
nascosto dove è nato, nella grotta della mente,
al caldo delle apparizioni infuocate della fantasia,
per riscaldare i suoi piedi nudi accanto
ai panorami gelidi rinchiusi nell’anima,
per riscaldare il corpo. È rimasto per lui un segreto coperto
di indorati sorrisi infantili
che ancora oggi crea versi solari
sotto un sole agghiacciante
che s’allontana sempre di più dalla terra,
abbandonando i suoi piccoli piedi scalzi. Il decesso della gelida vita lo insegue
a ogni passo; poi dormono insieme
su cuscini di pietra e idee di paglia,
si svegliano insieme in un tempo
senza consolazioni;
nella stessa via li sorprende il triste pomeriggio.
Crescono in simbiosi, senza pari diritti,
nelle grandi città
e nella desertificazione dei piani alti.
L’occhio della morte è il suo unico specchio;
si scoprono innamorati fino alla fine
e ancora insieme,
con gli stessi occhi guardano
le vette innevate dell’umanità,
senza sole, senza cuore, senza amore.