Camminano fra monti e acque di fiume su per i torrenti e i sassi levigati e forti nella tenacia del divenire. Ogni passo non è più quello di prima. Sotto la neve la pioggia
o il vento si vedono gli scarponi nelle pozze. Conoscono il sole e la sua gelida ombra. Col piccone segnano le tracce dove non c’è paura. I filari di viti temono la grandine e se la prendono con Dio con in mano una corona. L’uva d’oro sta sul pendio guardando la pianura fra le messi levitate dal vento. Escono dai boschi i montanari di pianura portando oro nero mentre le mucche al pascolo dalle gonfie mammelle riempiono il secchio che si fa formaggio. Sono la poesia della
Natura i custodi della vita e continuano a camminare in un divenire fra il
canto dei ruscelli per la passione sacra alla
Terra e alle acque del fiume dove sui monti nacque un
fiore, rosso come i tramonti che rinascono per un nuovo giorno di pane e Libertà.