“Passata la festa gabbato lo santo” dice un
proverbio molto in uso di questi tempi, tranne che per alcuni recidivi che
insistono su argomenti spinosi come la terapia genica a cui gran parte della
popolazione è stata sottoposta. Peccato che la festa sia stata solo per le case
farmaceutiche oltre a chi su tale imposizione abbia guadagnato denaro sonante e
i gabbati restino quelli che adesso stanno scoprendo gli effetti collaterali a
lunga scadenza! È necessario risalire agli anni 2013 e alla Global Health
Security Agenda, quando l’Italia era stata designata come capofila (per i seguenti
cinque anni) delle strategie e campagne vaccinali nel mondo, proprio a
Washington alla presenza del presidente Barak Obama. All’epoca
la nostra impavida ministra della salute delgoverno Renzi, Beatrice Lorenzin -https://it.wikipedia.org/wiki/Beatrice_Lorenzin - aveva
firmato l’accordo rendendo per i neonati l’obbligatorietà dei vaccini, tutt’ora
esistenti, che includono quelli contro difterite, tetano, pertosse,
poliomielite, epatite B, Haemophilus influenza e di tipo B,
morbillo-parotite-rosolia (MPR) e varicella (V). È notorio che un essere appena
nato può contrarre l’epatite B (trasmissibile per via sessuale o attraverso
siringhe infette) per cui una sostituzione delle naturali difese immunitarie
con farmaci di cui non ci siano sperimentazioni (a oggi nemmeno quelle corredate
di placebo) è più che significativa. Si tratta di un vaccino assurdo che noi
abbiamo nella nostra esavalente perché la Glaxo pagò 600 milioni per farla
inserire, cosa ampiamente documentata da sentenze della Cassazione che lo hanno
certificato. In Europa 17 nazioni non hanno alcun obbligo: Germania e Belgio ne
hanno uno e non mi risulta che la situazione decessi neonatali sia
preoccupante, per cui è chiaro che la scelta non sia stata basata sulla
spiegazione, sull’illustrazione, sul chiarimento, sulla ricerca, ma
semplicemente su una forma di coercizione nei confronti dei cittadini. Quella
coercizione che avrebbe dovuto abituarci dall’infanzia a sottostare ai diktat
invocati dalla mente illuminata di Yuval Harari, nell’ottica del Nuovo Ordine
Mondiale, quando dichiarava “Il
Covid è fondamentale perché è ciò che convince le persone ad accettare la
sorveglianza biometrica totale”.
Bisogna
invece riconoscere a Robert Kennedy jr. - ministro della salute americana - il
coraggio di dichiarare quanto il problema dal punto di vista economico (motore
di non poche imposizioni a cui siamo stati sottoposti negli ultimi anni) non siano
i guadagni derivanti dai vaccini, bensì i profitti che derivano dalla cura
delle malattie provenienti dai cosiddetti vaccini, cioè la produzione di tutti
i medicinali, di tutta l’attività di cura che - ahimè - deve seguire. È l’esplosiva
dichiarazione fatta dal ministro della salute in persona: questo combattente,
sin dal suo insediamento, ha selezionato 17 esperti del Comitato per l’Immunizzazione
della FDA (sostanzialmente un incrocio tra l’Istituto Italiano di Sanità e
l’AIFA), licenziandoli per evidenti conflitti di interessi. Certo, all’interno
del Senato ha avuto “qualche” problema, risolto però con la domanda a ogni singolo
senatore “scusi lei quanto prende dalle case farmaceutiche?”: per chi
volesse assistere al silenziamento dei senatori coinvolti nel mercimonio
esistono video esaustivi e di grande efficacia. Noi qui
in Italia continuiamo con questa follia dei 11 vaccini obbligatori fatti nel
primo anno di vita di un neonato, che poi si ripetono e diventano una
cinquantina di dosi con il numero crescente, collegato al ricatto per
frequentare la scuola, come è stato perpetrato sul lavoro con il green-pass. Imposizioni
prive di qualsiasi fondamento come dimostrato a 360°. Infatti
negli Stati Uniti la ricerca della fondazione McCollough ha dimostrato quanto i
bambini non vaccinati siano più sani degli altri: ormai decine e decine di
studi scientifici lo certificano; testimoni non sono solo le situazioni come
quelle degli Amish americani - gruppo importante che “rifiuta” la modernità (tra
cui le vaccinazioni) - popolazione che non conosce il fenomeno autistico. E non
succede perché la diagnosi viene fatta in maniera diversa, in quanto l’autismo
si diagnostica per tutti con modalità uguali riconosciute a livello mondiale:
se gli Amish non hanno l’autismo, non hanno l’autismo e se i bambini non
vaccinati hanno meno autismo dei vaccinati il dato è oggettivo. Certo è che
ammettere di essere stati ingannati fa molto male, per cui si ricorre
all’accusa di teorie complottiste e ci si rifiuta di accogliere i risultati di
ricerche non finanziate dalle case farmaceutiche per pura ignoranza. La stessa
ignoranza di quegli opinionisti che recitavano insulti e frasi fatte nei
confronti dei cosiddetti “no-vax” persone non contrarie alle vaccinazioni, ma
all’obbligatorietà di queste. Oggi esiste la “Commissione parlamentare di
inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria causata dalla diffusione
epidemica del SARS-COV-2” che sta raccogliendo le testimonianze di coloro che
in qualche modo sono stati protagonisti della realtà distopica che ci ha
“rallegrato” negli ultimi anni, quel comportamento tipico dei regimi totalitari,
le cui caratteristiche sono sorveglianza tecnologica, perdita di libertà
individuale e disastri ambientali. Una su
tutte la testimonianza di una famosa virostar che ha dichiarato impunemente di
ricevere emolumenti da più di una casa farmaceutica per cui essere stato meno
coinvolto in conflitti di interesse rispetto a chi veniva sponsorizzato da una
sola. Una logica ferrea supportata da quella arroganza mai dismessa in tutti
questi anni! Si tratta
semplicemente di far emergere la Verità, quella che il premio Nobel Luc
Montagnier assicurava sarebbe venuta alla luce, forse non così rapidamente, ma
con certezza assoluta.