Antipatie e simpatie Cristina di Svezia diceva che sulle
simpatie e sulle antipatie la ragione perde i suoi diritti.E non si riferiva soltanto a
quelle avvertite per gli uomini di potere.Anche Marc’Antonio nella celebre
orazione Shakespeariana, a proposito delle motivazioni di Bruto in odio Cesareimmagina il senno fuggito
tra le bestie brute e uomini senza più il bene dell’intelletto!E non eravamo ancora
all’epoca nostra in cui l’odio o la complicità tra gli esseri umani hanno
trovato nuovo sostegno in cinque folli irrazionalismi, assolutisti e inconciliabili che
hanno reso gigantesca l’intolleranza di tutti contro tutti.
E ciò solo per dire che le
idiosincrasie avvertite per gli uomini di potere raramente possono essere
rappresentate con termini e discorsi condotti sul filo della ragione. Churchill era simpatico o antipatico ai più come sostenevano tanti (e
gli scambi verbali con Lady Astor registrati
costituiscono prove esilaranti ancora oggi)?E Trump è proprio
così odioso a tutti, anche se è votato da masse considerevoli di americani?Ed è disgustoso lui come amico di Epstein o non è piuttosto aberrante la
pratica del “me-too” vigente in una collettività organizzata che affida
ai giudici il compito di “far fuori” uomini politici “scomodi” sulla base di
rapporti sessuali avuti molti decenni prima con donne prevalentemente
consenzienti?Forse non è sbagliato giudicare gli uomini politici
per ciò che fanno per garantirci pace, tranquillità, sicurezza e possibilmente
maggior benessere e non per le loro fornicazioni svelate in senescenza. A
Churchill che ci ha liberati da Hitler si può consentire di avere avuto una
certa dose di antipatia. A Trump che ci ha liberati dalla vista del
baratro di una terza guerra mondiale (probabilmente nucleare) in cui
Biden e i “volenterosi europei della guerra” ci stavano trascinando, si
può anche consentire che, negli attuali frangenti, non sorrida
senza per ciò attribuirgli la qualifica di “criminale”!