Brama, Shiva e Visnu.
Padre, Figlio e Spirito Santo. Corpo, Spirito e Anima... e le triadi si
rincorrono nel nostro profondo come tracce di quel Sapere che raggiungiamo poco
alla volta o improvvisamente per illuminazione. La realtà è che ogni volta che
ci poniamo davanti a un nostro simile per dialogare dobbiamo fare i conti con
la particolarità dell’essere affrontato e non solo: anche la nostra complessità
deve essere considerata perché è ciò che comporta una comunicazione in grado di
alterare le minime sfumature, per lo più inconsce. Una buona traccia del nostro
modo di vivere quotidiano ce la dà l'analisi transazionale. Considerando l’Io formato
da tre strutture rappresentate come una sola personalità, ovvero i tre Stati
dell'Io, definisce ogni persona composta principalmente da tre funzioni in cui
convivono un genitore, un adulto e un bambino. Le dinamiche interiori non
sempre sono in perfetto equilibrio, per cui molto spesso anche quelle esteriori
vengono sottoposte a squilibri vari. Così la comunicazione tra
due individui può essere concepita come una “transazione” cioè uno scambio tra
stati diversi o omologhi degli IO; "transazioni incrociate" o "transazioni
complementari" che avvengono su due livelli e si influenzano reciprocamente:
attraverso il contenuto, cosa si dice e la forma come lo si dice.
L’incongruenza compare quando unitamente ai segnali verbali e non verbali può
subentrare la contraddizione, cioè una terza istanza destabilizzante. A questo proposito non
riesco a non considerare l’interferenza dell’Intelligenza Artificiale nella
nostra vita e nella dinamica interpersonale, perché quando poniamo delle
domande siamo convinti di avere di fronte la fonte di risposte “in certi casi”
migliori di quelle che potremmo dare noi. Infatti implacabilmente ci viene
inculcato nella mente che saremo onniscienti se ci affideremo a questa super
intelligenza... e noi ci crederemo, come ha fatto Eva in presenza del serpente
con tanto di mela (avvelenata), perché, ahimè, nel mito è racchiusa la
ciclicità del nostro divenire. Ma ciascuno di noi è
libero e responsabile dei propri comportamenti. Ogni stato dell'Io ha
connotazioni positive o negative, a seconda che favorisca o impedisca
l'indipendenza della persona: ecco la parola magica: indipendeza! Esiste
un Io Genitore che custodisce i sentimenti, i comportamenti, le
emozioni, gli insegnamenti, gli esempi appresi dai nostri genitori e dalle figure
che ci hanno educato: così reagiamo secondo i modelli di padre o madre. L’ Io Adulto
è la parte razionale di tutti noi, dove le informazioni vengono elaborate:
esaminiamo la situazione e valutiamo di conseguenza, effettuando un
"calcolo di probabilità". Nella sua funzione positiva vive la realtà
nel "qui e ora", senza drammatizzare l'errore e decide in base a ciò
che è noto senza trascurare le emozioni, i valori e con attenzione ai rapporti
interpersonali. Usa quindi tutte le facoltà intellettuali, valutando la
situazione.
A mio avviso le vere
problematiche derivano da una preponderanza dell’Io Bambino: quando le
esperienze, i comportamenti messi in atto nell’infanzia, l’atteggiamento di
quando ero bambino non sono empatici con le altre due istanze subentrano
fattori di non crescita armonica e difficoltà nella comunicazione non solo con
l’interlocutore esterno. Spontaneità ed emotività soffocate sono deflagranti
più che l’atteggiamento negativo di un Genitore normativo o di un Adulto
dissonante. I Bambini vanno tutelati
sempre: al nostro bambino interiore va tutta la nostra attenzione perché è da
lui che abbiamo iniziato il nostro percorso terreno.
Adesso trasferiamoci nel
rapporto con l’intelligenza artificiale. Noi siamo strutturati con
questo arcobaleno d’istanze e ci troviamo davanti a un interlocutore totalmente
privo di questi colori che è in grado di rispondere bianco o nero a seconda di
quello che un qualche umano ha inserito nella sua memoria. Sì, può rispondere e
farci credere che nel suo sostrato ci sia un enorme numero di possibili
responsi, ma sono ormai chiari i suoi limiti nei nostri confronti: non possiede
né genitore, né adulto né bambino, non è in grado di interloquire con queste
nostre istanze in modo paritetico. È completamente privo della creatività
perché reagisce in base a fredda programmazione numerica e pretende in base a questo
di essere migliore di noi! Perché alcuni di noi si
ostinano a usare indiscriminatamente questa ambigua struttura, creata per
sostituirci giocando sulla nostra inconsapevolezza? Arroganza? Pigrizia?
Curiosità? Come è possibile che
credano, affidandosi a una macchina ovviamente costruita dall’uomo nella
materia e priva di anima, di poter arrivare a quel “Conosci te stesso.
Conoscerai gli Dei e l’Universo intero”. Forse aveva davvero
ragione Steiner quando nel 1918 scriveva che sarebbero nati esseri molto
intelligenti ma privi di anima perché questa sarebbe stata soppressa fin dalla
nascita da sostanze create per eliminare quel “qualcosa” di inutile. E quando parliamo di
inutilità della spiritualità abbiamo già posto fine al viaggio interiore,
l’unico in grado di portarci vicino alla completezza, dove Genitore, Adulto e
Bambino camminano insieme verso il ritorno all’Uno. Non sarà ora di
svegliarci?