ELSA E I SISTEMI DPS EUROPEI di Alessandro Pascolini- Università
di Padova
Lo scorso
12 febbraio i paesi parte dell'accordo ELSA hanno firmato una lettera d'intenti per lo sviluppo comune
dell'One Way
Effector 500 Plus
(OWE500+), un'arma
vagante economica con una gittata superiore ai 500 km.L'uso su larga scala da parte della Russia di missili balistici e da
crociera di gittata intermedia nella sua
guerra contro l'Ucraina sta
spingendo alcuni paesi
europei a rivalutare i vantaggi del possesso di capacità convenzionali di
attacco a lungo raggio. Un'opzione è acquistarle al di fuori della regione, ma
un'altra è produrle autonomamente o in collaborazione. Quest'ultimo approccio è alla
base del progetto ELSA.L'European
Long-Range Strike Approach (ELSA) è stato costituito nel luglio 2024 a margine
dei lavori del summit per i 75 anni della NATO di Washington dai ministridella difesa di Francia, Germania, Italia e Polonia per la produzione in Europa di armi a lunga gittata (oltre
i 500 km) e alta precisione, le 'deep precision strike’ (DPS) appunto, al fine
di rafforzare rapidamente le capacità europee di deterrenza e difesa. A questi primi paesi, nell'ottobre 2024, si sono
aggiunti il Regno Unito e la Svezia, mentre i
Paesi Bassi, la Germania e la Grecia hanno
successivamente manifestato interesse ad aderire al progetto.Secondo i proponenti, ELSA mira a
creare una coalizione per sviluppare capacità DPS al fine di rafforzare la
difesa europea, potenziare la base industriale della difesa del continente e
ridurre la dipendenza degli alleati europei della NATO dagli Stati Uniti.
ELSA dovrebbe fungere da
quadro di riferimento per determinare i requisiti di difesa e sostenere lo
sviluppo congiunto. Il programma non comprende solo armi, ma anche uno spettro
di tecnologie che ne consentano l'uso, inclusi i sistemi di intelligence,
sorveglianza e riconoscimento (ISR).Nelle fasi iniziali del processo i paesi
partecipanti hanno identificato dei'pilastri di sviluppo', ciascuno dei quali rappresenta una capacità
distinta. Ogni pilastro ha uno o due paesi guida, selezionati in base alle
rispettive forze tecnologiche e industriali nazionali;fra le capacità
individuate da sviluppare: la sorveglianza
aerea avanzata (Airborne Early Warning),armi a lungo raggio lanciate da aeromobile, un lanciatore missilistico multiplo (Euro Multi
Missile Launcher) e droni
unidirezionali a basso
costo per distanze superiori a 500 km. Finora, tuttavia, sono state rese pubbliche
pochissime informazioni sullo stato del coordinamento e sugli argomenti relativi ai pilastri. In particolare non ci
sono indicazioni se si intenda puntare allo sviluppo di missili balistici o
cruise.
Lo
sviluppo di un missile da crociera sembra più
probabile rispetto a quello di un missile balistico, a causa della
significativa esperienza maturata dalle aziende europee della difesa nella
produzione dei primi rispetto ai secondi. Ad eccezione di ArianeGroup (Francia)
e Roketsan (Turchia), nessuna altra grande azienda europea del settore difesa
ha esperienza nella produzione di missili balistici, se non di razzi tattici a
corto raggio. Una
delle sfide per i partner di ELSA è la tensione tra l'esigenza di potenziare
rapidamente le capacità di attacco terrestre a lunghissima gittata e
l'obiettivo di sostenere l'industria europea. Gli acquisti di prodotti già
disponibili sul mercato internazionale favoriscono il primo obiettivo ma non il
secondo, per il quale è necessario lo sviluppo di nuove strutture industriali.
Le forniture da paesi extraeuropei diventerebbero inoltre problematiche in caso
di conflitto effettivo, sia per i tempi delle consegne a sostituzione delle
armi utilizzate che per l'esposizione ad attacchi nemici dei convogli nelle
fasi di trasporto. Al
momento non è chiaro come i
programmi ELSA siano in linea con il 'processo di pianificazione integrata della difesa aerea e antimissile'(IAMD) della
NATO e con i requisiti operativi nazionali; non si comprende nemmeno se gli sforzi di sviluppo già noti,
come il progetto francese Missile Balistique Terrestre(una versione lanciata da terra del proprio
Missile de Croisière Naval/Naval Cruise Missile) o il programma britannico-tedesco 'Deep Precision Strike'per un sistema con una gittata superiore ai 2000 km, possano rientrare nel coordinamento ELSA o
rimangano iniziative nazionali o industriali. La scomoda realtà è che
le varie alternative sono in competizione, richiedendo ciascuna fondi
sostanziali e prolungati.
L'OWE500+
L'OWE500+ è il primo
progetto lanciato nell'ambito ELSA; si tratta di un drone
autonomo non riutilizzabile dotato di una testata di circa 50 kg di alto esplosivo destinato ad attacchi di precisione contro obiettivi nemici
di alto valore, comprese le difese aeree antimissili, sistemi di lancio su
allarme o lancio sotto attacco e centri logistici. Per ridurre al minimo i costi,
una delle proposte prevede l'utilizzo di proiettili di artiglieria
convenzionali da 155 mm come testate, con l'obiettivo di mantenere il prezzo unitario nell'ordine di centinaia di migliaia di euro.
Nonostante l'accento posto sull'economicità, il sistema dovrebbe operare senza
guida manuale, con un singolo operatore in gradodi
dispiegare decine di droni
simultaneamente. Il programma dovrebbe valutare la fattibilità di una piattaforma comune in
grado di integrare carichi utili specifici
per ciascun paese, con la produzione potenzialmente distribuita tra le nazioni
partecipanti per aumentare la scalabilità e la resilienza. OWE500+ potrebbe venir impiegato anche
dalla Germania nelle batterie della futura 'Multi-Domain
Task Force' pianificata per il 2029.
I sistemi DPS L'ambizione di colpire il nemico
con precisione e in profondità utilizzando armi convenzionali non è nuova; ciò
che è cambiato e continua a evolversi sono i parametri che definiscono entrambe
le dimensioni. La profondità è oggi misurata da centinaia fino a qualche
migliaio di chilometri, mentre la precisione, in alcuni casi, è ora inferiore
al metro. La caratteristica critica che rende queste nuove armi di estremo
interesse è appunto l'alta accuratezza, che permette di porre a rischio anche
sistemi strategici nucleari; concentrando alti esplosivi in attacchi puntuali
si possono ottenere effetti 'controforza'
(counterforce) altrimenti
richiedenti armi nucleari. Gli attacchi a queste distanze
dal fronte storicamente erano essenzialmente di natura strategica, per colpire
i centri del potere politico e per aggravare le condizioni di vita delle
popolazioni al fine di ridurre la loro sopportazione del conflitto e la
determinazione di resistenza; queste armi si qualificavano come strumenti di
deterrenza per punizione, ossia per una ritorsione a un attacco colpendo
obiettivi di estremo valore dell'aggressore. La situazione attuale è
differente, nel senso che ora i DPS si rivelano essenziali anche per operazioni
tattiche, dato che i conflitti attuali (e quelli previsti) si articolano su
teatri estremamente ampi, con risorse cruciali per i combattimenti al fronte
poste a centinaia di km dalla zona degli scontri: centri di concentramento
delle truppe di rincalzo, piattaforme lanciamissili marine o terrestri, basi
aeree, arsenali di munizioni e centri logistici, sistemi ISR, nonché comandi
superiori.
L'attacco
a obiettivi situati in profondità può provocare uno shock capace di
destabilizzare l'intera infrastruttura nemica, producendo effetti operativi
significativi. Per esempio, la dottrina russa 'scala' le forze in base alla
loro profondità d'azione e al valore degli obiettivi che possono neutralizzare.
Le diverse scale sono: strategica, oltre i 500 km; operativo-strategica, tra
200 e 500 km; e tattico-operativa, tra 100 e 200 km. A ciascuna scala
corrisponde uno specifico concetto di operazioni, con una propria struttura di
comando, sistemi informativi e sensori e sistemi d'attacco di specifica gittata
ed effettori dedicati, per consentire la distribuzione e l'allocazione dinamica
dei sistemi d'arma in linea con gli obiettivi prioritari. La
Russia, a partire dai primi anni 2000 ha sviluppato un'articolata varietà di
sistemi DPS con alta capacità di penetrazione: missili cruise lanciati da aerei
(Kh-101, Kh-55 con gittate di oltre 2500 km), il missile balistico lanciato da
aerei Kinzhal (gittata 1500–2000 km), missili balistici terrestri (Iskander con
gittata 500 km e il nuovissimo Oreshnik con gittata superiore ai 3500 km), e i
missili cruise terrestre Kalibr (gittata 1500–2500 km) e marino Zircon (gittata
500 km); inoltre le munizioni programmabili (droni kamikaze) Shahed/Geran con
gittata 2500 km, fortemente impiegate in Ucraina. Va osservato che molti di
questi sistemi hanno una duplice valenza nucleare o convenzionale. Nel contesto di una difesa
europea in funzione anti-russa autonoma dagli Stati Uniti, le armi DPS sono ora
considerate una lacuna nelle capacità europee, caratterizzata da un'eccessiva
dipendenza dalle capacità aeree (missili cruise subsonici lanciati da aerei) e
da una quasi totale assenza di armi lanciate da terra nell'insieme delle
gittate desiderate. È quindi probabile che il programma ELSA concentri
l'attenzione sui sistemi mobili lanciati da terra; le armi DPS terrestri sono facilmente disperdibili, e offrono
vantaggi in termini di sopravvivenza. Sono inoltre meno costose dei sistemi
lanciati dall'aria o dal mare, che richiedono rispettivamente aeromobili da
combattimento e piattaforme di lancio marittime. L'acquisizione di una gamma di
sistemi DPS sosterrebbe inoltre la difesa aerea e missilistica integrata della
NATO (IAMD), consentendo l'ingaggio dei sistemi superficie-superficie a lungo
raggio dell'avversario prima del loro lancio.
Dal confronto al
dialogo Nei documenti resi pubblici non sono
considerate le possibili reazioni russe allo sviluppo dei sistemi DPS europei;
ricordiamo che da anni i russi richiedono che nei negoziati relativi ai sistemi
nucleari si considerino, oltre ai sistemi antimissile, anche le armi
convenzionali precise e a lunga gittata, proprio per la possibile valenza
antiforza. Possono quindi considerare i piani europei essenzialmente
aggressivi, miranti alla decapitazione dei sistemi di deterrenza russi. Per disinnescare il conseguente
aggravamento della minaccia reciproca e il rischio di un escalation
destabilizzante, l'Europa ha
bisogno di bilanciare la deterrenza militare con accordi diplomatici
finalizzati a raggiungere una co-esistenza stabile con la Russia.Solo un serio e continuo dialogo
contribuisce a garantire che la Russia non interpreti erroneamente le misure
difensive come intenzioni offensive e fornisce un canale per esplorare modi per
allentare le tensioni. Sarà
necessario prestare molta attenzione nel configurare un tale dialogo,
considerate le divisioni all'interno dell'Europa riguardo alla natura della
minaccia russa e la profondità del diffuso
sentimento
antirusso, ma è urgente che si trovino
canali operativi, attraverso anche contatti informali fra le comunità
scientifiche, culturali e artistiche europee e russe.