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sabato 7 marzo 2026

LA GUERRA È TERRORISMO DI STATO
di Angelo Gaccione


Disegno di Chiara Rota 
(marzo 2026)

I bombardamenti indiscriminati di Stati armati criminali e il conseguente massacro di civili inermi e innocenti; la distruzione di case, ospedali, scuole, chiese, musei, archivi, biblioteche e beni inestimabili del patrimonio culturale e artistico mondiale; la devastazione del territorio; l’inquinamento di suolo, corsi d’acqua e aria, provocato dagli ordigni militari e che persisterà per anni ed anni: polveri sottili, innalzamento della temperatura, avvelenamento di estese aree coltivate a cibo alimentare; l’annientamento di esseri viventi del mondo animale: da quelli domestici al resto della fauna urbana e non; la cancellazione di tanta componente vegetale diffusa in ogni dove… Tutto questo si connota come genocidio e gli artefici di esso come terroristi di Stato. Come è scritto nella parte in alto del disegno che Chiara Rota ha così efficacemente illustrato: la guerra è terrorismo di Stato ed il terrorismo di Stato si chiama guerra. Ne discende che tutti gli artefici, nessuno escluso, sono criminali di guerra e di questo crimine si sono macchiati nei confronti dell’umanità intera. Essi hanno agito contro la vita nel suo complesso e su quanto l’intelligenza e la creatività hanno trasmesso alle generazioni future. Probabilmente nessuno di loro pagherà a tempi ravvicinati, ma noi, uomini e donne di pace che alla guerra ci opponiamo, dobbiamo additarli al mondo intero come criminali di guerra e genocidi perché questo è il marchio di infamia che portano inciso sulla loro pelle. Il disegno di Chiara Rota raffigura un barbagianni, simbolo di morte e di sciagura, immerso in una notte desolata. È sospeso dentro il nulla, imprigionato da un filo spinato, anch’esso simbolo di morte. Non vola più, ha la testa ripiegata dal dolore e si sta lasciando morire. Ci annuncia la sconfitta di quello che era un simbolo di pace e di gioia: la colomba con nel becco il ramoscello di ulivo. La pace si è arresa alla barbarie della guerra e dei suoi lugubri officianti. Meditiamo sulla frase e sul simbolo di questa immagine, e soprattutto non concediamo nulla ai terroristi di Stato e alla loro pratica di morte: la guerra. Hanno perso ogni senso di umanità, ogni pietà, ogni compassione. Mostri indegni del genere umano è il nostro verdetto.


Chiara Rota

Chiara Rota. Nata a Torino nel 1976, laureata in Architettura, dal 2009 - in parallelo con la sua attività professionale - concretizza progetti promossi dall’Associazione Culturale Il Mondo delle Idee, di cui fa parte nel Consiglio Direttivo. È specializzata nella realizzazione di grafiche con disegni fatti a mano per le performances organizzate dall’Associazione. 
 
Opere: il folder Scintille di luce, raccolta di cartoline in edizione limitata che illustrano gli auguri natalizi in Haiku di dieci poeti (2019); i disegni che accompagnano le poesie mitomoderniste per l’evento Anima-li in libertà organizzato in collaborazione con l’Associazione “Dimore San Giovanni Onlus” tenutasi presso l’Auditorium Vivaldi di Torino (2019); le illustrazioni per l’evento Summa Etilica, tenutosi presso il Museo del Risorgimento di Torino (2018), nell’ambito del circuito regionale La vendemmia a Torino e la serie di cartoline prodotte in occasione dell’evento In vino veritas, tenutosi presso il MAO (Museo Arti Orientali) nel (2017). Ha realizzato le illustrazioni di animali umanizzati dei volumi La foresta incantata (2021), Il paradiso degli orsi (2022), e Il Viaggio (2024). Ha creato speciali cartoline in tiratura limitata a tecnica mista, china, acquerelli e matite, come Halloween (2010), 8 marzo (2011) e Pinocchio e la Luna (Attini Arte, 2019). Dal 2018 al 2020 ha collaborato con Poste Italiane al progetto L’Italia ritratta, un ciclo di folder a tiratura limitata con all’interno dieci cartoline disegnate a china e acquerellate, illustranti i monumenti più significativi delle città italiane. Nel 2018 con Vincenzo Zitello, Daniele Dubbini e Chicca Morone incide il CD Amor Vincit Omnia suonando le Crystal Bowls.