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sabato 7 marzo 2026

LATITANZA E DISERZIONE
di Romano Rinaldi
 



Apprendo come chiunque altri dalla stampa che il 5 marzo scorso in Parlamento, riunito in audizione sugli sviluppi della recente crisi in Medio Oriente, il Governo avrebbe dovuto riferire in merito alla guerra scatenata contro l’Iran da Israele e Stati Uniti la settimana scorsa. Sembra invece si sia trattato di una imbarazzante manfrina offerta da due dei ministri (Estero e Difesa) i quali, a prescindere dalle loro rispettabilissime funzioni e competenze, sono apparsi più come due pesci in barile che in grado di fornire al Parlamento e al Paese le risposte che ci si potevano aspettare per chiarire quale sia la posizione dell’Italia in questa ingarbugliatissima fase storico-politica. Il fatto che formalmente uno dei ministri ricopra la carica di Vice Primo Ministro potrebbe anche essere accettato come un efficace vicariato per la Presidente del Consiglio, se questa fosse stata impegnata in più alti incarichi. Purtroppo però questa possibile forma nasconde una sostanza che emana miasmi malsani. Infatti, l’assenza del capo del Governo era dovuta alla partecipazione ad una trasmissione radiofonica utilizzata per veicolare la propaganda per il prossimo voto referendario e per fare attività di promozione anti-opposizione. Ecco che, nel momento in cui il Paese è di fronte a delle responsabilità come Nazione tra le Nazioni (europee in primis, mondiali in secundis) e i cittadini si sentono coinvolti in fatti che prima o poi li riguarderanno tutti, come sempre avviene in caso di guerre anche senza la diretta partecipazione, la più alta carica del Governo, non si sente nell’obbligo di esserci in prima persona ed assumersi l’onere che va necessariamente con l’onore di rappresentare tutta la Nazione all’interno e all’estero. Lascio a voi quale dei due termini richiamati nel titolo e le possibili implicazioni, si debbano adottare per definire e sanzionare il comportamento della prima rappresentante del Governo di questo Paese, reso irrilevante anche da questi atteggiamenti “istituzionali”.