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domenica 22 marzo 2026

L’ARTE DI LEGARE LE PERSONE
di Francesca Mezzadri



L’arte di legare le persone di Paolo Milone (Einaudi, 2022 pag. 160) raccoglie quarant’anni di esperienza nei reparti psichiatrici ospedalieri e propone una riflessione concreta sulla cura della sofferenza mentale. Il titolo richiama il contenimento, gesto estremo che talvolta si rende necessario per evitare danni immediati, ma indica anche il legame terapeutico che sostiene ogni relazione clinica. Dopo la chiusura dei manicomi, il sistema sanitario ha affidato al territorio e alle famiglie responsabilità complesse, spesso senza risorse adeguate e continuità assistenziale. In questo contesto il reparto diventa luogo di emergenza, decisioni rapide e solitudini professionali. Con una scrittura in seconda persona, l’autore si rivolge direttamente ai pazienti e costruisce ritratti segnati da crisi dissociative, gesti autolesivi, terapie farmacologiche e percorsi psicoterapeutici che si intrecciano nel tempo. Il contenimento non è difeso né negato, ma descritto come extrema ratio entro situazioni limite, quando la priorità è proteggere l’incolumità e contenere il caos. Emergono il peso della responsabilità medica e la fatica di scegliere tra rischi diversi. Milone invita a riconoscere che la malattia mentale coinvolge il cervello, con una dimensione biologica e chimica, senza ridurre la persona alla diagnosi. Farmaci e psicoterapia vengono pensati come strumenti complementari, lontani da contrapposizioni ideologiche. Il risultato è una testimonianza sobria e partecipe, che restituisce dignità alla sofferenza psichica e sollecita uno sguardo più consapevole, capace di tenere insieme tutela, libertà e responsabilità collettiva. Di fronte ai casi più gravi il libro rifiuta semplificazioni morali e ricorda che ogni intervento nasce da un incontro fragile, dove ascolto e limite devono convivere. Così la pratica quotidiana diventa racconto etico, capace di interrogare anche la società sulle proprie paure e sulle responsabilità condivise.