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lunedì 16 marzo 2026

NE AVEVANO FATTO UN EROE


 

Sostengo Adolf, ma ognuno è libero di fare ciò che vuole”. “Non vogliamo vivere con gli africani, che siano criminali o meno”. “Vogliamo il fascismo”. Sono alcuni tra le migliaia di post che Quentin Deranque, il ventitreenne, picchiato a morte a Lione (Rodano) da un gruppo di antifascisti il ​​12 febbraio,

ha pubblicato sotto pseudonimo sul social network X, scoperti da Mediapart. Rivelano la portata del suo pensiero razzista e antisemita, basato sulla glorificazione del fascismo e sulla nostalgia per il nazismo. Descritto dalla sua famiglia come una persona “di una nobiltà d’animo impressionante” e un cattolico devoto che “dedicava le sue notti ad aiutare i senzatetto e alla lettura”. La destra e l’estrema destra francese si erano subito affrettate a farne un martire, e persino l’Assemblea Nazionale ha osservato un minuto di silenzio il 17 febbraio in suo onore. Quel giorno, l’intera Assemblea Nazionale si alzò in piedi in aula, così come i membri del governo. Naturalmente la violenza ci fa orrore, sempre: quella smisurata e criminale dei Governi e degli Stati che bombardano civili innocenti, così come quella dei singoli individui, anche se operata su chi ha idee tanto aberranti e disumane. Però mai dimenticare il detto biblico: “Chi semina vento raccoglie tempesta”.