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giovedì 19 marzo 2026

REFERENDUM
di Chicca Morone




Sospetti più che fondati...
 
Oggi siamo nuovamente “l’un contro l’altro armato” sottoposti a un referendum di cui non avevamo assolutamente bisogno, perché, come giustamente asserisce il professor Ugo Mattei, per avere la possibilità di separare le carriere dei magistrati non c’è assolutamente bisogno di intervenire sulla Costituzione.
Allora, se dobbiamo diventare fautori di una certa squadra... è bene riconoscersi nei partecipanti: Marco Travaglio, Nicola Grattieri, Gherardo Colombo, Piercamillo Davigo, lo stesso Ugo Mattei... tutte persone parecchio preparate sull’argomento e che in modo più o meno velato hanno dichiarato la poca fiducia nelle finalità dei nostri governanti. Possiamo dar loro torto?
E c’è da fidarsi di una proposta governativa che, seppure nella micro misura, tende in primo luogo allo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura, con relativi abbondanti emolumenti per le nuove cariche; poi all’estrazione a sorte (anziché l’elezione) dei loro componenti, con modalità diverse per magistrati e componente “politica”; infine alla creazione di un’Alta Corte disciplinare per i soli magistrati ordinari (togliendo il potere disciplinare ai CSM). Si tratta di una totale riorganizzazione del Consiglio superiore della magistratura, l’organo incaricato e voluto dalla Costituzione per garantire l’indipendenza e l’autonomia della magistratura. Comprensibile che un governo formato da un partito politico bandito dai Padri Costituenti nel 1948 voglia dei cambiamenti, ma siamo proprio sicuri che per i cittadini sia un miglioramento? I 556 deputati dell’Assemblea Costituente eletti il 2 giugno 1946 che hanno redatto la Carta fondamentale e avevano vissuto la guerra in prima persona, erano meno preoccupati di tutelare il cittadino dei nostri attuali governanti? Non direi, visto lo schieramento di parlamentari inquisiti, condannati, con comportamenti per lo meno discutibili. Ci fidiamo di un governo che invia armi per la difesa in Ucraina e non in Palestina o in Iran, che sanziona la Russia e non altri paesi ben più belligeranti? Ci fidiamo di un governo che vuole entrare a gamba tesa proprio nella Magistratura, che pure qualche difettuccio ce l’ha? “Nessuno è perfetto”, come dice una citazione del film “A qualcuno piace caldo”, capolavoro diretto da Billy Wilde, nemmeno la Magistratura. Ma così come è stata pensata la riforma, ci pare pericolosa e del tutto inutile.