Scorrendo le pagine del romanzo
di Luan Rama La donna che veniva dalla nebbia, pubblicato da Montabone
Editore, con foto di copertina di Fahredin Sphia, tradotto in italiano da
Sadina Rama, il lettore viene trascinato da emozioni che lo inseriscono
all’interno della narrazione, facendolo sentire parte integrante della storia
narrata. Narrazione di un amore interrotto a causa della guerra e dopo tanti
anni la voglia di sapere, il desiderio di ricercare per ottenere una risposta.
Un viaggio per mettere ordine ad un passato rimasto sospeso, senza risposta, interrotto
dalla follia di un conflitto che non ha permesso l’amore fra due giovani
studenti perché il ragazzo viene chiamato alle armi, lasciando la fidanzata a
Milano-Italia con la promessa di ritornare. Però il vivere è turpe, non
mantiene i patti. Il tempo andato, presente e
futuro ineluttabilmente uniti, che si influenzano tra loro, trasformando e
forzando un destino, ma la caparbietà di una donna, ancorata al ricordo del suo
amore, vince nel conoscere la verità seguendo il suo scandaglio fino in
Albania. Scrittore e poeta di elevata
caratura detiene l’arte di muoversi con profonda raffinatezza e sensibilità
dando vita ad un romanzo colmo di nuance capaci di comunicare un messaggio
educativo, un annuncio di pace fra i popoli stanchi di piangere i propri morti,
o di non ricevere notizie dei suoi soldati dispersi. E ancor più forte la
denuncia del fallimento delle guerre che portano povertà, desolazione, macerie,
disumanità e spegnimento di sogni. Come in una sorta di un montaggio
filmico le scene si spostano chiamando in causa personaggi, luoghi e
inquadrature diverse orbitando attorno all’appello della pace, costantemente
smentita dal genere umano e dagli accadimenti funesti.
Luan Rama La donna che veniva dalla nebbia Montabone Editore, 2025 Pagg. 132 - € 15