ANCORA SULLA CONDIZIONE UMANA
di Angelo Gaccione

Francis Bacon "Autoritratto"
La vita, in fondo, altro non è che la propria umana condizione
di cui il tempo fissa limite e misura. Tempo che è pura e astratta convenzione,
e tuttavia visibile sul nostro corpo che muta e degrada come tutte le cose
presenti in natura. Tempo che può offrirti il più gioioso regalo e, insieme, il
più tragico dei destini. Parlo di me, ovviamente, perché ognuno rapporta a sé
stesso il trascorrere del tempo e il personale degrado, i danni che vede
compiersi, sulla propria carne e sul proprio spirito. E non può non vacillare
sotto il loro peso. La vita ti sorprende con un gioioso regalo inaspettato, con
un risarcimento morale e intellettuale su cui non facevi più affidamento; con
un dono di affetto e di amicizia capace di darti fiducia, e nel contempo
offrirti il suo volto più bieco e miserabile. Questo tratto bieco e miserabile
mi è apparso nei corpi e nei volti di persone di cui condivido amicizia e
rapporti, e non ho potuto fare a meno di sentirne una privata disperazione.
Quei corpi e quei volti il tempo li ha resi irriconoscibili gravandoli di
malattie e di difficoltà: nel tremore delle mani, nella deambulazione,
nell’autonomia, nella privazione di una normale vita associativa, e alcuni li
ha definitivamente segregati in casa. Li ha ridotti ad una pura condizione
vegetativa, a sperimentare il pianto e il dolore come non li avrebbero
immaginati. In quei volti e in quei corpi ti rifletti, perché sei fino in fondo
consapevole che anche tu già non ne sei più immune, che hai subìto la stessa
metamorfosi e via via sarà peggio. E ti chiedi dove siano finite quell’armonia
e quella bellezza di corpi e di pensiero che ti avevano tanto conquistato; e che
fine farà tutto quanto ci è costato in termini di sapere, di impegno, di
moralità. Diventeremo così diversi da essere irriconoscibili a noi stessi ed
agli altri, e si dubiterà che dentro quei corpi e dentro quelle menti un tempo
ci sia potuto essere tanto ingegno, tanta vitalità, tanta ironia. E non se ne avrà
rispetto. Come una recente amica che non vedevo da tempo e mi è venuta incontro
trascinando i piedi, mentre la folla metropolitana le scorreva ai lati come un
fiume in piena, pronto a travolgerla.
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| Francis Bacon "Autoritratto" |