Tre anni
fa ho conosciuto Ludovica Mosca, famosa castanettista. Ho saputo che teneva un
concerto a San Carlino con Nadal Roig Serralta e sono andata a sentire. Nella
mia esperienza di clavicembalista le nacchere avevano avuto una parte
importante; avevo eseguito molti brani per clavicembalo con William Saville,
anche lui un ottimo musicista e caro amico e quando sono andata in sagrestia
per presentarmi a Ludovica ho sentito che qualcosa era scattato. Quando si dice
una sintonia. È iniziata una collaborazione proficua e un lavoro professionale
intenso che ci ha portate ad eseguire sonate di Domenico Scarlatti, il famoso
Fandango del Padre Antonio Soler e soprattutto Seixas, autore amatissimi da
entrambe che è stato eseguito anche martedì 14 a San Carlino. Il nostro repertorio
si è allargato con l’esecuzione delle Follie di Alessandro Scarlatti e spero
che in futuro si possa allargare ancora. Ogni volta nei nostri concerti un
brano viene lasciato al clavicembalo o all’organo solo così da fornire agli
ascoltatori una visione solistica dello strumento: interessante l’accostamento
al Bach dell’Aria Variata alla maniera italiana: Spagna, Italia e di nuovo
Italia, vista da un tedesco. La chicca della serata è stata secondo me
l’esecuzione di un’opera di un compositore vivente Jordi Vilaprinyó del
Perugia: una Suite Barroca composta dalle danze tradizionali della Suite:
Allemande, Courante, Sarabande Minuet Gavotte e Giga. Il brano è stato eseguito
all’organo dal talentuoso giovane organista Nadal Roig i Serralta. La cosa
interessante di questa partitura è soprattutto l’inserimento delle nacchere; in
tutti gli altri brani le nacchere abbinate all’organo o al clavicembalo erano
frutto della fantasia di Ludovica Mosca, in questo brano è il compositore stesso
che stabilisce l’andamento e il momento musicale adatto. Complimenti a tutti i
musicisti e agli interpreti. Il pubblico era numeroso e partecipe. Un grazie
agli “Amici del San Carlino” e soprattutto a Chiara Gelmetti, l’anima di
tutto questo.