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domenica 19 aprile 2026

CONCERTI
di Bruna Panella


 
Tre anni fa ho conosciuto Ludovica Mosca, famosa castanettista. Ho saputo che teneva un concerto a San Carlino con Nadal Roig Serralta e sono andata a sentire. Nella mia esperienza di clavicembalista le nacchere avevano avuto una parte importante; avevo eseguito molti brani per clavicembalo con William Saville, anche lui un ottimo musicista e caro amico e quando sono andata in sagrestia per presentarmi a Ludovica ho sentito che qualcosa era scattato. Quando si dice una sintonia. È iniziata una collaborazione proficua e un lavoro professionale intenso che ci ha portate ad eseguire sonate di Domenico Scarlatti, il famoso Fandango del Padre Antonio Soler e soprattutto Seixas, autore amatissimi da entrambe che è stato eseguito anche martedì 14 a San Carlino. Il nostro repertorio si è allargato con l’esecuzione delle Follie di Alessandro Scarlatti e spero che in futuro si possa allargare ancora. Ogni volta nei nostri concerti un brano viene lasciato al clavicembalo o all’organo solo così da fornire agli ascoltatori una visione solistica dello strumento: interessante l’accostamento al Bach dell’Aria Variata alla maniera italiana: Spagna, Italia e di nuovo Italia, vista da un tedesco. La chicca della serata è stata secondo me l’esecuzione di un’opera di un compositore vivente Jordi Vilaprinyó del Perugia: una Suite Barroca composta dalle danze tradizionali della Suite: Allemande, Courante, Sarabande Minuet Gavotte e Giga. Il brano è stato eseguito all’organo dal talentuoso giovane organista Nadal Roig i Serralta. La cosa interessante di questa partitura è soprattutto l’inserimento delle nacchere; in tutti gli altri brani le nacchere abbinate all’organo o al clavicembalo erano frutto della fantasia di Ludovica Mosca, in questo brano è il compositore stesso che stabilisce l’andamento e il momento musicale adatto. Complimenti a tutti i musicisti e agli interpreti. Il pubblico era numeroso e partecipe. Un grazie agli “Amici del San Carlino” e soprattutto a Chiara Gelmetti, l’anima di tutto questo.