La chiusa angoscia delle notti, il pianto delle mamme annerite sulla neve accanto ai figli uccisi, l’ululato nel vento, nelle tenebre, dei lupi assediati con la propria strage, la speranza che dentro ci svegliava oltre l’orrore le parole udite dalla bocca fermissima dei morti «liberate l’Italia, Curiel vuole essere avvolto nella sua bandiera»: tutto quel giorno ruppe nella vita con la piena del sangue, nell’azzurro il rosso palpitò come una gola. E fummo vivi, insorti con il taglio ridente della bocca, pieni gli occhi piena la mano nel suo pugno: il cuore d’improvviso ci apparve in mezzo al
petto.
Ho dormito l’ultima
notte di Elio
Filippo Accrocca Ho dormito
l’ultima notte nella casa di
mio padre al quartiere
proletario. La guerra,
aborto d’uomini dementi, è
passata sulla mia casa di
San Lorenzo. Il cuore ha
le sue distruzioni come le
macerie di spettri, eppure il
cuore ancora grida, geme,
dispera, ma vive come la
madonna di Raffaello salvata tra i
sassi della mia casa e un paio di
calzoni grigioverdi.
Retrovia di Giorgio
Bassani Non li vedi,
tu, gli angeli tutelari che còmpitano
la tua croce. Hanno come te
gli occhi chiari, quasi puerile
la voce. Li vedessi,
forse sorrideresti. Non portan
clamidi stole o tocchi; polverosi,
sono, rotti di fatica:
hanno tute celesti. Parlano. Li
senti bisbigliare di non sai
che pace, che speranza: in un paese
di là dal mare questa è sera
di vacanza. Nella sera il
monte odora oleandri da
una tomba di sassi. la vita non è
più, ora, per te che un
dileguare di passi.
I lupi di Nelo Risi La mia città
deserta un nero vento
invade, la mia città
dolora all'alba
delle case. Il muro non
misura più di tre
metri: il sonno di quel
ragazzo steso a lato è un
peso eterno. I lupi sono
scesi visitano le
strade, autunno o
primavera non mutano
paese. La mia città
deserta ha occhi di
rovina, le rose del
suo sangue c’è già chi
le coltiva.
Canto degli
ultimi partigiani di Franco
Fortini Sulla
spalletta del ponte le teste
degli impiccati Nell’acqua
della fonte la bava degli
impiccati. Sul lastrico
del mercato le unghie dei
fucilati Sull’erba
secca del prato i denti dei
fucilati. Mordere l’aria
mordere i sassi la nostra carne
non è più d’uomini Mordere l’aria
mordere i sassi il nostro
cuore non è più d’uomini. Ma noi s’è
letta negli occhi dei morti e sulla terra
faremo libertà Ma l’hanno
stretta i pugni dei morti La giustizia
che si farà.