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martedì 14 aprile 2026

LA PIETRA AL COLLO
di Romano Rinaldi
 

Con la schiacciante vittoria dello sfidante di Viktor Orban, Peter Magyar, nelle elezioni parlamentari ungheresi, si conferma una tendenza che era più che lecito aspettarsi da parte di popolazioni evolute, culturalmente e politicamente ed in particolare più evolute rispetto ai leader che pretendono di rappresentarle. Questa vittoria segue diverse altre, caratterizzate da uno stesso denominatore comune. Penso alle elezioni in Australia nel 2025 e la inusuale riconferma del premier in carica Anthony Albanese, del partito labourista, avvenuta dopo la rielezione di Donald Trump alla Casa Bianca e successivi immediati contraccolpi della sua politica dei dazi e dello smantellamento delle Istituzioni Internazionali. Altro esempio lampante si è avuto con le elezioni in Canada (2025), dover il maldestro, improvvido e per dirla tutta stupido, tentativo di annessione di quel grande Paese agli Stati Uniti ventilato da Trump, ha convinto la maggioranza dei canadesi a non seguirne la pressante ingerenza e votare per un governo indipendente, guidato dal liberale Mark Carney, il quale non ha mancato di servire a Donald Trump il piatto più indigesto, con un discorso a Davos l’anno scorso che val la pena rileggere di tanto in tanto (1).
Per non farla troppo lunga, voglio solo ricordare, da ultimo, il recente risultato del nostro referendum costituzionale del mese scorso, che ha espresso chiaramente la volontà del popolo italiano di non abbandonare i principi democratici dettati dalla nostra Costituzione per un’avventura sovranista nel solco della tragedia che la presidenza di Donald Trum sta portando in tutto il mondo.  
Sfortunatamente per il nostro Paese, la guida della nostra Presidente del Consiglio dei ministri non sembra essersi accorta di avere imboccato una strada molto sdrucciolevole con le gomme praticamente lisce. Senza voler andare a ritroso ai fatti del 6 gennaio 2021 di Capitol Hill, si può cominciare con gli efferati episodi criminali di Minneapolis, mai denunciati dalla nostra “premier” per quello che sono stati per tutto il mondo civile. A seguire, l’avallo della più improbabile, sfacciata e ridicola delle proposte, fatta da un ricercato internazionale per crimini di guerra (Benjamin Netanhyau), di assegnare il Premio Nobel per la Pace a Donald Trump. Mettiamoci pure la terza, solo per armonia del numero: la partecipazione dell’Italia in una forma che vuole essere e non essere allo stesso tempo, al cosiddetto “Board of Peace”, un’accozzaglia di malandrini mondiali che, al seguito del loro idolo, Donald Trump, vorrebbero sostituire la forza del denaro e della potenza militare a quella del Diritto Internazionale e delle Istituzioni che ne sono a salvaguardia. Poi ci sarebbero casi anche molto più gravi, come i massacri a Gaza, l’intervento in Venezuela e fino all’ultima guerra, non condivisa ma non condannata…!
Tornando alle elezioni ungheresi, nonostante la pesante ingerenza dell’amministrazione americana addirittura col personale intervento del Vicepresidente J.D. Vance nella campagna elettorale per Viktor Orban, la stessa campana ha suonato un’altra volta. Perdipiù, non è che abbia vinto un’opposizione, bensì sempre un partito di destra. Ecco, se la nostra Presidente del Consiglio si ostinerà a mantenere una linea pro-Trump, avrà definitivamente dimostrato di essere rimasta quell’“underdog” da cui si vanta di essersi affrancata. Viceversa, si è messa e ha purtroppo messo tutti noi, al servizio ossequioso del perdente in assoluto, colui che dove tocca, anziché trasformare in oro, come vorrebbe far credere, porta guerre, dazi, distruzione dei rapporti tra alleati, usurpazioni di poteri in casa propria e altrui, cancellazione dei diritti dei cittadini e degli Stati, comportamenti erratici e imprevedibili con conseguenze planetarie, arricchimenti personali in spregio alle regole del capitalismo… e si potrebbe continuare fino alla noia.
Temo fortemente che quel cappio usato da Trump come metodo di trattava negli “accordi” di cui parlavo recentemente (2) non solo si stringerà attorno al collo più leggiadro, ma avrà una grossa pietra all’altro capo…!   
 
(1) https://www.cbc.ca/news/politics/mark-carney-speech-davos-rules-based-order-9.7053350
 
(2) Rinaldi – ODISSEA - 28/3/26
https://libertariam.blogspot.com/2026/03/un-cappio-al-collo-di-romano-rinaldi-i.html