Con la schiacciante vittoria dello sfidante di Viktor
Orban, Peter Magyar, nelle elezioni parlamentari ungheresi, si conferma una
tendenza che era più che lecito aspettarsi da parte di popolazioni evolute,
culturalmente e politicamente ed in particolare più evolute rispetto ai leader
che pretendono di rappresentarle. Questa vittoria segue diverse altre, caratterizzate
da uno stesso denominatore comune. Penso alle elezioni in Australia nel 2025 e
la inusuale riconferma del premier in carica Anthony Albanese, del partito
labourista, avvenuta dopo la rielezione di Donald Trump alla Casa Bianca e
successivi immediati contraccolpi della sua politica dei dazi e dello
smantellamento delle Istituzioni Internazionali. Altro esempio lampante si è
avuto con le elezioni in Canada (2025), dover il maldestro, improvvido e per
dirla tutta stupido, tentativo di annessione di quel grande Paese agli Stati
Uniti ventilato da Trump, ha convinto la maggioranza dei canadesi a non
seguirne la pressante ingerenza e votare per un governo indipendente, guidato
dal liberale Mark Carney, il quale non ha mancato di servire a Donald Trump il
piatto più indigesto, con un discorso a Davos l’anno scorso che val la pena
rileggere di tanto in tanto (1). Per non
farla troppo lunga, voglio solo ricordare, da ultimo, il recente risultato del
nostro referendum costituzionale del mese scorso, che ha espresso chiaramente
la volontà del popolo italiano di non abbandonare i principi democratici
dettati dalla nostra Costituzione per un’avventura sovranista nel solco della
tragedia che la presidenza di Donald Trum sta portando in tutto il mondo. Sfortunatamente
per il nostro Paese, la guida della nostra Presidente del Consiglio dei
ministri non sembra essersi accorta di avere imboccato una strada molto
sdrucciolevole con le gomme praticamente lisce. Senza voler andare a
ritroso ai fatti del 6 gennaio 2021 di Capitol Hill, si può cominciare con gli
efferati episodi criminali di Minneapolis, mai denunciati dalla nostra
“premier” per quello che sono stati per tutto il mondo civile. A seguire,
l’avallo della più improbabile, sfacciata e ridicola delle proposte, fatta da
un ricercato internazionale per crimini di guerra (Benjamin Netanhyau), di
assegnare il Premio Nobel per la Pace a Donald Trump. Mettiamoci pure la terza,
solo per armonia del numero: la partecipazione dell’Italia in una forma che vuole
essere e non essere allo stesso tempo, al cosiddetto “Board of Peace”,
un’accozzaglia di malandrini mondiali che, al seguito del loro idolo, Donald
Trump, vorrebbero sostituire la forza del denaro e della potenza militare a
quella del Diritto Internazionale e delle Istituzioni che ne sono a
salvaguardia. Poi ci sarebbero casi anche molto più gravi, come i massacri a
Gaza, l’intervento in Venezuela e fino all’ultima guerra, non condivisa ma non
condannata…! Tornando
alle elezioni ungheresi, nonostante la pesante ingerenza dell’amministrazione
americana addirittura col personale intervento del Vicepresidente J.D. Vance
nella campagna elettorale per Viktor Orban, la stessa campana ha suonato
un’altra volta. Perdipiù, non è che abbia vinto un’opposizione, bensì sempre un
partito di destra. Ecco, se la nostra Presidente del Consiglio si ostinerà a
mantenere una linea pro-Trump, avrà definitivamente dimostrato di essere
rimasta quell’“underdog” da cui si vanta di essersi affrancata. Viceversa, si è
messa e ha purtroppo messo tutti noi, al servizio ossequioso del perdente in
assoluto, colui che dove tocca, anziché trasformare in oro, come vorrebbe far
credere, porta guerre, dazi, distruzione dei rapporti tra alleati, usurpazioni
di poteri in casa propria e altrui, cancellazione dei diritti dei cittadini e
degli Stati, comportamenti erratici e imprevedibili con conseguenze planetarie,
arricchimenti personali in spregio alle regole del capitalismo… e si potrebbe
continuare fino alla noia. Temo
fortemente che quel cappio usato da Trump come metodo di trattava negli
“accordi” di cui parlavo recentemente (2) non solo si stringerà attorno al
collo più leggiadro, ma avrà una grossa pietra all’altro capo…! (1)https://www.cbc.ca/news/politics/mark-carney-speech-davos-rules-based-order-9.7053350 (2)Rinaldi – ODISSEA - 28/3/26 https://libertariam.blogspot.com/2026/03/un-cappio-al-collo-di-romano-rinaldi-i.html