Il Rabbino
Ismar Schorsch ci dice che le radici della separazione di Stato e Chiesa sono
nell’ebraismo. Infatti Gesù Cristo era ebreo ed è vissuto nel periodo di grande
turbolenza, di cui parla il Rabbino: è il periodo storico successivo alla
dominazione degli eredi di Alessandro Magno, segnato dall’influenza della
cultura ellenistica, e alla rivolta nazionalistica del Maccabei, durante
il quale regnava la monarchia asmonea. Gesù Cristo rompe in modo inequivocabile
con il nazionalismo religioso affermando che il Regno di Dio non è di questo
mondo, e che nel conflitto fra ragione e coscienza, da un lato, e legge dello
stato, dall’altro, prevale la prima – è l’affermazione della responsabilità
individuale (cui la religione dovrebbe educare). Nei secoli il
mondo cristiano ha concepito e realizzato la separazione di stato e
chiesa; il sionismo e la mancata condanna di esso da parte del mainstream ebraico,
dimostrano che l’ebraismo è ancora fermo a duemila anni fa. [Franco Continolo]
Peter Beinart: Sono
davvero onorato di avere con me in questa conversazione il rabbino Ismar
Schorsch. Per anni è stato il Cancelliere del Jewish Theological Seminary. È
nato ad Hannover, in Germania, figlio di un rabbino. Ho avuto il privilegio di
parlare con il rabbino Schorsch qualche tempo fa, dopo che aveva scritto,
credo, alcune parole molto importanti su come si sentiva riguardo a ciò che
Israele stava facendo a Gaza e in Cisgiordania per i palestinesi. Credo che
molti giovani ebrei americani, e non solo, siano alla ricerca di una guida
morale da parte dei nostri rabbini, in particolare di rabbini del calibro di
Ismar Schorsch, per capire cosa significhi essere ebrei in questo momento. Ho
voluto invitarlo prima dell’inizio di Pesach, prima che la festività di Pesach
inizi la prossima settimana, perché anch’io mi sto confrontando con domande che
mi sono state poste ma a cui non so rispondere. Le domande vertono su questo:
come posso essere ebreo, orgogliosamente ebreo, in questo momento, quando gran
parte del modo in cui l’ebraismo viene inteso oggi in America è così
strettamente legato al sostegno di azioni di Israele che molte persone che
conosco trovano inaccettabili? È possibile separare questi due aspetti - il
comportamento dello Stato israeliano e l’ebraismo stesso? - Cosa
significherebbe persino tentare di separarli, dato quanto sono stati fusi in
tanti contesti ebraici per tutto il tempo in cui molti di noi sono vissuti? Queste
sono le domande che desideravo porre al rabbino Schorsch, e le sono molto grato
per avermi concesso questa intervista.
Ismar
Schorsch: Grazie, Peter. Vorrei iniziare sottolineando che non è la prima volta
nella storia ebraica che si è reso necessario separare lo Stato ebraico dalla
religione ebraica. Vi ricordo che i Maccabei riuscirono a sconfiggere i Greci
di Siria nell'antichità, una vittoria che ci ha donato la festa di Chanukkah.
Ma la leadership religiosa che esisteva durante il regno asmoneo, ovvero la
monarchia che succedette ai Maccabei, era profondamente critica nei confronti
delle azioni della leadership politica. Questa è l’origine dei Rotoli del Mar
Morto, che furono probabilmente conservati e trascritti da un gruppo religioso
dissidente critico nei confronti della monarchia asmonea. Esiste quindi una
ricca esperienza nella storia ebraica per quanto riguarda la separazione tra
religione e comportamento politico. Potrei risalire fino ai profeti. I profeti
furono critici soprattutto del Regno del Nord, ma a volte anche del Regno del
Sud nell’antico Israele. La combinazione di identità nazionale e religiosa
porta a un’esistenza politico-religiosa complessa. E ci troviamo in un momento
in cui esiste una profonda spaccatura tra sensibilità religiosa e comportamento
politico. È con questa che i giovani e gli ebrei di tutta l’America si
confrontano.