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lunedì 6 aprile 2026

MASSACRANO IN NOME DI DIO



Il Rabbino Ismar Schorsch ci dice che le radici della separazione di Stato e Chiesa sono nell’ebraismo. Infatti Gesù Cristo era ebreo ed è vissuto nel periodo di grande turbolenza, di cui parla il Rabbino: è il periodo storico successivo alla dominazione degli eredi di Alessandro Magno, segnato dall’influenza della cultura ellenistica, e alla rivolta nazionalistica del Maccabei, durante il quale regnava la monarchia asmonea. Gesù Cristo rompe in modo inequivocabile con il nazionalismo religioso affermando che il Regno di Dio non è di questo mondo, e che nel conflitto fra ragione e coscienza, da un lato, e legge dello stato, dall’altro, prevale la prima – è l’affermazione della responsabilità individuale (cui la religione dovrebbe educare). Nei secoli il mondo cristiano ha concepito e realizzato la separazione di stato e chiesa; il sionismo e la mancata condanna di esso da parte del mainstream ebraico, dimostrano che l’ebraismo è ancora fermo a duemila anni fa. [Franco Continolo]


 

Peter Beinart: Sono davvero onorato di avere con me in questa conversazione il rabbino Ismar Schorsch. Per anni è stato il Cancelliere del Jewish Theological Seminary. È nato ad Hannover, in Germania, figlio di un rabbino. Ho avuto il privilegio di parlare con il rabbino Schorsch qualche tempo fa, dopo che aveva scritto, credo, alcune parole molto importanti su come si sentiva riguardo a ciò che Israele stava facendo a Gaza e in Cisgiordania per i palestinesi. Credo che molti giovani ebrei americani, e non solo, siano alla ricerca di una guida morale da parte dei nostri rabbini, in particolare di rabbini del calibro di Ismar Schorsch, per capire cosa significhi essere ebrei in questo momento. Ho voluto invitarlo prima dell’inizio di Pesach, prima che la festività di Pesach inizi la prossima settimana, perché anch’io mi sto confrontando con domande che mi sono state poste ma a cui non so rispondere. Le domande vertono su questo: come posso essere ebreo, orgogliosamente ebreo, in questo momento, quando gran parte del modo in cui l’ebraismo viene inteso oggi in America è così strettamente legato al sostegno di azioni di Israele che molte persone che conosco trovano inaccettabili? È possibile separare questi due aspetti - il comportamento dello Stato israeliano e l’ebraismo stesso? - Cosa significherebbe persino tentare di separarli, dato quanto sono stati fusi in tanti contesti ebraici per tutto il tempo in cui molti di noi sono vissuti? Queste sono le domande che desideravo porre al rabbino Schorsch, e le sono molto grato per avermi concesso questa intervista.
 

Ismar Schorsch
: Grazie, Peter. Vorrei iniziare sottolineando che non è la prima volta nella storia ebraica che si è reso necessario separare lo Stato ebraico dalla religione ebraica. Vi ricordo che i Maccabei riuscirono a sconfiggere i Greci di Siria nell'antichità, una vittoria che ci ha donato la festa di Chanukkah. Ma la leadership religiosa che esisteva durante il regno asmoneo, ovvero la monarchia che succedette ai Maccabei, era profondamente critica nei confronti delle azioni della leadership politica. Questa è l’origine dei Rotoli del Mar Morto, che furono probabilmente conservati e trascritti da un gruppo religioso dissidente critico nei confronti della monarchia asmonea. Esiste quindi una ricca esperienza nella storia ebraica per quanto riguarda la separazione tra religione e comportamento politico. Potrei risalire fino ai profeti. I profeti furono critici soprattutto del Regno del Nord, ma a volte anche del Regno del Sud nell’antico Israele. La combinazione di identità nazionale e religiosa porta a un’esistenza politico-religiosa complessa. E ci troviamo in un momento in cui esiste una profonda spaccatura tra sensibilità religiosa e comportamento politico. È con questa che i giovani e gli ebrei di tutta l’America si confrontano.