PER L’EX SANATORIO “BANTI” DI PRATOLINO di Associazione di volontariato Idra
Sabato 9 maggio esperienze a
confronto a Villa Demidoff, col sostegno della Città Metropolitana di Firenze e
del Comune di Vaglia È già nei circoli, nelle scuole, nei
negozi e nelle biblioteche, negli ambulatori e nelle farmacie, lungo la via Bolognese
fra Firenze e il Mugello, questo invito a frugare nei cassetti e nei ricordi: foto,
carte, lettere, storie che aiutino ad arricchire l’appuntamento in programma sabato
9 maggio al Parco Mediceo di Pratolino, nella Sala Rossa di Villa Demidoff, intitolato
“Ex Sanatorio Guido Banti: un mosaico
da ricomporre”. Scopo dell’appuntamento di maggio,
ascoltare tutte le campane, unire tutti gli sforzi, perché un bene
architettonico così radicato nella storia e nella memoria collettiva (un complesso sanitario d’avanguardia, tra i primi
edifici italiani costruiti interamente in cemento armato, per una superficie
complessiva di circa 12.000 mq ed una volumetria di circa 58.000 mc) e il suo splendido parco di conifere (con una
superficie complessiva di circa 51.500 mq) possano
essere restituiti al godimento della collettività. Sarà una giornata di
riscoperta, di riflessione e di incontro, un’occasione di confronto civico e
multidisciplinare, sostenuto dalla Città Metropolitana di Firenze e dal Comune
di Vaglia, che sul suo territorio ospita il gigantesco edificio abbandonato che
ha fatto la storia di Firenze, appollaiato col suo luminoso candore sulle
colline di Pratolino accanto al Parco Territoriale di Monte Morello, Sito di
Importanza Comunitaria, a una manciata di km dal
capoluogo, ben servito dai mezzi pubblici.
“L'abbondanza di balconi e
finestre che si affacciano verso valle e le vetrate dell'ultimo piano, pensate
per dar luce alle verande elioterapiche, testimoniano la volontà di utilizzare
i benefici influssi della natura circostante a fini terapeutici”, recita la Relazione
Storico-Artistica del prof. Antonio Paolucci allegata al decreto di tutela del
27 febbraio 2006.I due gioielli di Villa Demidoff e del Parco Mediceo, sede
dell’incontro del 9 maggio, rappresentano peraltro un luogo doppiamente
simbolico. Già appartenuti alla famiglia russa che al Banti donò nel
1935 le sorgenti e l’acquedotto mediceo di Monte Senario e di Bivigliano (quinelle
parole del prof. Luigi Zangheri), ricordano a tutti noi la lungimirante scelta della
destinazione pubblica che l’Amministrazione Provinciale di Firenze seppe
portare a compimento, con successo, poco meno di mezzo secolo fa.L’associazione di
volontariato Idra, dunque, ci riprova, proponendo questa giornata trent’anni
dopo il primo appello che l’infermiera professionale Gina Pratesi indirizzò da
Pian di San Bartolo al ministro della Sanità Rosy Bindi (qui alcune
delle foto trasmesse nella circostanza).
L’appello si trasformò in petizione
popolare, e col “Comitato per la difesa dell’uso pubblico e sanitario dell’ex
Sanatorio Banti” Gina Pratesi, Alfea Federici, Giuseppe Nencini e Carlo
Francini raccolsero oltre ottomila firme di consenso al recupero del monumento.
Dopo sei lustri di mobilitazione con la cittadinanza, dopo l’ultimo incontro tenuto
coi vertici amministrativi della ASL a maggio 2021, dopo che è andato a vuoto
anche il quinto tentativo di alienare la prestigiosa architettura sanitaria, caratterizzata
da “forme
sobriamente geometriche tipiche dell’architettura razionalista” (recita ancora
la Relazione Storico-Artistica del prof. Paolucci), Idra ci riprova.In tempi di crisi profonda del
sistema sanitario, di gestione discutibile del territorio e dei suoi beni
storici e architettonici, di allocazione non sempre assennata delle risorse
pubbliche, un invito a ridefinire assieme – a partire dal caso emblematico del
Banti – priorità, prospettive e sinergie.