SULLE
MANIFESTAZIONI DEL 25 APRILE di Adam Vaccaro
Il caso del
gruppo ebraico alla manifestazione del 25 aprile è un esempio di come la
visione di parte può falsificare la realtà, quale ormai sistematicamente messo
in atto dal governo sionista israeliano, che fa diventare antisemitismo ogni
critica ai crimini del suo teocratico delirio di onnipotenza. Nel caso
specifico della manifestazione c’è stata una dinamica di intromissione che ha
suscitato da parte dei manifestanti una presa di posizione determinata da un
ben preciso senso storico e politico. Da parte del gruppo ebraico c'è
stato un tentativo di strumentalizzare la Resistenza italiana sventolando le
bandiere dei governi israeliano e statunitense, completamente estranei allo
spirito della manifestazione. L’unica bandiera da sventolare il 25 aprile
è quella della Repubblica Italiana, frutto della Resistenza di una eroica e
unitaria minoranza italiana costituente i partiti del CLN. Nella manifestazione
c’erano per caso bandiere di questi partiti? O altre bandiere della II Guerra
mondiale, come quelle inglese o russa (milioni di morti e apertura dei campi
nazisti da parte dell’Armata Rossa, e non degli USA come falsifica Benigni ne ‘La
vita è bella’)? Certo, la logica sarebbe la stessa anche per le presenti
bandiere Palestinesi, che però non erano simboli di un governo esterno, ma
della ferita aperta nel cuore dei manifestanti che connetteva memoria e presente,
rifiutando la violenza bestiale israeliana col genocidio che nega la vita ai
Palestinesi e fa sentire con sgomento la rinascita degli orrori nazisti,
proprio in chi li avrebbe dovuti cancellare per sempre. Se sono quindi da
condannare gli insulti di qualche ignorante squinternato al gruppo ebraico, non
responsabile dei crimini del governo sionista, ciò non intacca il bisogno
fraterno di liberazione, non ridotto a polverosa retorica istituzionale, ma
testimonianza di sentimento attuale ancora vivo, come quello che animò la
Resistenza Italiana e restituì dignità a tutto il popolo italiano.