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martedì 28 aprile 2026

SULLE MANIFESTAZIONI DEL 25 APRILE
di Adam Vaccaro
 


Il caso del gruppo ebraico alla manifestazione del 25 aprile è un esempio di come la visione di parte può falsificare la realtà, quale ormai sistematicamente messo in atto dal governo sionista israeliano, che fa diventare antisemitismo ogni critica ai crimini del suo teocratico delirio di onnipotenza. Nel caso specifico della manifestazione c’è stata una dinamica di intromissione che ha suscitato da parte dei manifestanti una presa di posizione determinata da un ben preciso senso storico e politico. Da parte del gruppo ebraico c'è stato un tentativo di strumentalizzare la Resistenza italiana sventolando le bandiere dei governi israeliano e statunitense, completamente estranei allo spirito della manifestazione. L’unica bandiera da sventolare il 25 aprile è quella della Repubblica Italiana, frutto della Resistenza di una eroica e unitaria minoranza italiana costituente i partiti del CLN. Nella manifestazione c’erano per caso bandiere di questi partiti? O altre bandiere della II Guerra mondiale, come quelle inglese o russa (milioni di morti e apertura dei campi nazisti da parte dell’Armata Rossa, e non degli USA come falsifica Benigni ne ‘La vita è bella’)? Certo, la logica sarebbe la stessa anche per le presenti bandiere Palestinesi, che però non erano simboli di un governo esterno, ma della ferita aperta nel cuore dei manifestanti che connetteva memoria e presente, rifiutando la violenza bestiale israeliana col genocidio che nega la vita ai Palestinesi e fa sentire con sgomento la rinascita degli orrori nazisti, proprio in chi li avrebbe dovuti cancellare per sempre. Se sono quindi da condannare gli insulti di qualche ignorante squinternato al gruppo ebraico, non responsabile dei crimini del governo sionista, ciò non intacca il bisogno fraterno di liberazione, non ridotto a polverosa retorica istituzionale, ma testimonianza di sentimento attuale ancora vivo, come quello che animò la Resistenza Italiana e restituì dignità a tutto il popolo italiano.