UNA NUOVA CASA EDITRICE IN MAGNA GRECIA
di
Antonella Casaburi
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| Un angolo storico di Giungano |
“Orto della minima speranza”, recita un’insegna discreta ed elegante, all’ingresso di uno spazio minimo di aranci e roseti, in una terra celebrata già in antico proprio per le sue rose che “redolent”, profumano di primavera tutto l’anno e la fanno brillare nella poesia. È nel Cilento, in provincia di Salerno, a Giungano, che guarda Paestum e i suoi dorici templi dall’alto, che avviene questo e la “piccola speranza” che promette credo sia un provvidenziale annuncio di rinascita, nel segno della cultura e dei libri.

Il logo della Casa Editrice

Un segno e un germe di civiltà, in una terra votata purtroppo a ben altri interessi: dacché, qui, in questo paese, un gruppo di ardimentosi vi ha trapiantato l’amore per ciò che nutre l’anima e la mente, una Casa Editrice addirittura, la Luigi Orlotti, che promette di cogliere e tramandare il testimone di un’idea che, in controtendenza rispetto ai tempi, porta avanti una visione culturale e morale in cui credeva un uomo di fede, “prete per vocazione, filosofo per scelta intellettuale e morale”, come era stato definito, don Luigi Orlotti.

Don Luigi Orlotti

Da parroco don Luigi aveva fatto della cultura l’insegna della sua
missione, prima con una Biblioteca, poi con un Premio di Poesia Religiosa, che,
nella vicina Santa Maria di Castellabate, ha avuto vita per oltre un decennio e
che oggi, dal suo paese d’origine Giungano grazie al suo omonimo nipote, forte
di una lunga esperienza editoriale, dapprima con Bompiani e poi già in proprio
con altra sigla, promette di proseguire coraggiosamente per la stessa strada,
per quel che riguarda i libri, scommettendo in molte direzioni (saggistica,
narrativa, poesia). Dall’inizio dell’estate del 1925, infatti, molti libri (tra
i quali almeno tre, mi piace segnalare: Il Rubasogni di Irma Cantoni, Chi
aiuta i Santi? di Lorenza Perale, e soprattutto Le volte celesti di
Dario Galimberti) fanno bella mostra di sé sui banchi di molte librerie non
solo nel Cilento, ma perfino all’estero, nel Canton Ticino, in Svizzera.
L’autrice

