DE CHIRICO AL CASTELLO DI DESENZANO
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| Giorgio De Chirico |
17 maggio - 4 ottobre 2026
Castello di Desenzano del Garda (Brescia) a cura di Giordano Bruno Guerri: “Giorgio De Chirico. Un mondo senza tempo”.
Un viaggio nell’arte di
Giorgio de Chirico e degli artisti che hanno riscritto il linguaggio del
Novecento italiano.
Il Castello di Desenzano si conferma
sempre più un palcoscenico di grande arte, diventando un punto di riferimento
sul Lago di Garda per mostre ed eventi culturali di rilievo. In questo contesto
si inserisce il nuovo appuntamento del 2026 che, dopo l’esposizione dedicata al
Futurismo, propone un percorso attraverso l’opera di Giorgio de Chirico e degli
artisti che, insieme a lui, e in risposta alle avanguardie futuriste, hanno
ridefinito e consacrato l’arte del Novecento italiano. L’iniziativa si
inserisce nel più ampio impegno del Comune di Desenzano del Garda nella
promozione della cultura e della valorizzazione artistica del territorio. Organizzata
da Il Cigno Arte al Castello di Desenzano del Garda, dal 17 maggio al 4
ottobre, prosegue l’indagine nell’arte del secolo scorso concentrandosi sul
momento chiave del “Ritorno all’Ordine”. Dopo il trauma della Prima Guerra
Mondiale e l’energia frenetica del Futurismo, molti artisti sentirono il
bisogno di rallentare, ritrovare equilibrio e tornare a un’idea di bellezza più
stabile e riconoscibile. In tutta Europa si diffuse così una nuova sensibilità
fatta di silenzio, misura e riscoperta di armonia, bellezza classica e radici
culturali.
In Italia, questa voglia di concretezza trovò un’importante voce nella rivista dei Valori plastici, attorno alla quale Giorgio de Chirico fu protagonista insieme a un gruppo di artisti noti come “Les Italiens de Paris” che includeva, fra gli altri, Filippo de Pisis, René Paresce, Alberto Savinio, Gino Severini e Mario Tozzi. Negli stessi anni, nella Milano del 1923, la critica d’arte Margherita Sarfatti promosse lo spirito di un altro importante movimento, gli artisti del gruppo “Novecento” rappresentati qui in mostra da Mario Sironi e Achille Funi, suoi principali capiscuola. In questo contesto si inserisce anche Nino Bertoletti, figura che permette di riscoprire un interessante scambio di lettere con de Chirico, parte del percorso espositivo. Per gli artisti del Secondo Dopoguerra, de Chirico rimase un punto di riferimento fondamentale, quasi una figura mitica. La sua influenza attraversa tutto il secolo e arriva fino agli anni Settanta, quando protagonisti dell’arte come Gino De Dominicis e Mario Schifano gli rendono omaggio, confermandone il ruolo di maestro capace di parlare ancora al presente.
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| Bozzetto per La figlia di Jorio |
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