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lunedì 11 maggio 2026

INTERROGARSI SUL PREMIO STREGA


 



Questa nota di Livia De Pietro è stata pubblicata su Facebook il 29 aprile scorso. Non essendo su Facebook, e non avendo alcun interesse per questo Social, non avrei avuto modo di vederla se non mi fosse stata inviata dopo la pubblicazione su “Odissea” della lettera di una delle autrici partecipanti al Premio Strega, la signora San Guedoro. Mi sono in parte sorpreso perché proprio nei giorni scorsi, volendo sapere qualcosa di più su questo importante premio per scriverne una nota, avevo mandato alcune domande alla segreteria. Con grande gentilezza e sollecitudine le risposte sono arrivate subito, il 7 maggio, prima di quando mi aspettavo. Non ho avuto modo di leggere le risposte per impegni vari e perché ho bisogno di tempo per stendere la riflessione che ho in mente, ma la lettera della signora San Guedoro e questa risentita doléance della signora De Pietro mi hanno procurato un certo disagio. Angelo Gaccione



Maria e Goffredo Bellonci


In questi giorni, essendo in giuria al Premio Strega, sto leggendo i dodici libri finalisti. Una vera immersione, che ogni anno dovrebbe essere un piacere, e invece, puntualmente, diventa anche un motivo di perplessità. Accanto a opere solide e meritevoli, ce ne sono altre che lasciano francamente interdetti: poco incisive, prive di slancio, talvolta persino noiose. E la domanda, inevitabile, torna a farsi strada: come sono arrivate fin qui? Quali sono, davvero, i criteri con cui il Comitato Scientifico seleziona i titoli e li porta fino alla finale di un premio cosi prestigioso? Perché, a volte, sembra che il valore letterario non sia il fattore determinante. La letteratura dovrebbe sorprendere, scuotere, lasciare un segno. Non semplicemente occupare pagine. Forse è il momento di interrogarsi seriamente su cosa si stia premiando”. Livia De Pietro