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venerdì 22 maggio 2026

MUSICA E POLEMICHE
di Aldo Bernardi*
 



Sul caso Beatrice Venezi e alcune proposte per migliorare la governace delle Fondazioni Lirico-sinfoniche italiane e ridurre lo strapotere delle agenzie di rappresentanza degli artisti.
 
 
Un appassionato d’opera: “Certo che alla fine con tutta ’sta polemica è anche diventata famosa!... (riferito alla vicenda della direttrice d’orchestra Beatrice Venezi).
 
Sì, ma non per ragioni di valore musicale e artistiche, infatti, non appena la Presidente del Consiglio dei ministri e i suoi scellerati compari toglieranno le tende, la bionda Venezi non farà più nulla in Italia e neppure in Argentina, unico stato estero dove, grazie all’ imposizione della succitata Presidente del Consiglio presso Milei, ha lavorato dirigendo al Teatro Colon di Buenos Aires!
Ergo conviene che faccia qualche concorsino almeno per insegnare Educazione musicale alle scuole medie altrimenti si faccia mantenere dal babbo ex di forza nuova! In realtà il nostro bel Paese avrebbe seriamente bisogno oggi più di ieri di riformare il sistema di nomina dei vertici apicali delle Fondazioni Lirico-sinfoniche e combattere lo strapotere della mafia delle Agenzie di rappresentanza degli artisti, cantanti, solisti registi e direttori d’orchestra, che da almeno 40 anni, attraverso i propri titolari quasi sempre incompetenti anzi ignoranti totali musicalmente parlando, corrompono  direttori artistici, sovrintendenti, politici di settore per piazzare sempre solo e dappertutto i propri artisti e guadagnare percentuali da capogiro dal lavoro altrui, a prescindere dal reale ed oggettivo valore musicale ed artistico dei musicisti scelti a gonfiare ‘l’offerta’ della propria Agenzia, quasi tutti schiavi del marcio sistema del profitto, dove il più pulito ha la rogna! Lo dico da almeno 30 anni! Infatti, lo scorso ottobre proponevo una riforma dello Statuto delle Fondazioni lirico sinfoniche nostrane in senso migliorativo, anche da contrapporre alla scellerata proposta di Gianfranco Mazzi, sottosegretario del ministero della Cultura, di riformare il codice dello spettacolo in un’ottica verticistica dove tutte le decisioni fondamentali sarebbero state prese verticisticamente a Roma dal Ministro della cultura di turno, che notoriamente nulla capisce di musica classica, lirica e sinfonica.



Entrando nel merito, nell’ottobre 2025 scrivevo ciò che vado proponendo da almeno 30 anni, da quando è avvenuto il passaggio dei Teatri lirici italiani da Enti Lirico-sinfonici alle attuali Fondazioni. “Bisogna che tutti assieme ci ribelliamo senza se e senza ma, come se entrassimo in uno stato di agitazione e sciopero permanenti, per esempio sospendendo a turno la prima di una produzione ogni settimana, affinché il peso del sacrificio economico degli scioperi sia equamente suddiviso tra gli artisti dei Cori e i professori di tutte le Orchestre: dalla Fenice alla Scala, dal San Carlo a Santa Cecilia a Firenze, Bologna, Genova, Torino con Teatro Regio e Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Opera di Roma ma anche di tutti quei solisti, direttori, compositori nostrani, vanto ed eccellenza italiana nel Mondo, che condividano le giuste rivendicazioni riformanti come il sottoscritto e sono sicuro tantissimo altri e sapranno dunque sostenere l’agitazione contro le norme vigenti soprattutto nella parte che concerne le regole di nomina dei Sovrintendenti direttori artistici e Direttori musicali, cioè di tutti i dirigenti apicali degli Enti stessi, che se si fosse pensato e curato esclusivamente il miglioramento dei livelli  artistici musicali, invece che come in tutti i settori pubblici italiani alla spartizione, controllo e strumentalizzazione esclusivamente politici della Musica classica in questo martoriato paese, sarebbero state già cambiate da decenni!”. “Bisogna che nessun prestigioso Ente, a turno concordato dalle RSU, fermi la propria agitazione permanente fino a quando il settore non ottenga dal Parlamento nazionale per tramite del Presidente del Consiglio, una riforma sostanziale delle suddette norme, cambiando seriamente e sostanzialmente gli Statuti delle Fondazioni Lirico sinfoniche magari anche attraverso la mediazione, l’aiuto e la sintesi del Ministro della Cultura.



In particolare, penso che gli scioperi debbano continuare fino a quando noi professionisti ed eccellenze del settore non otterremo che: 
1) il Sovrintendente delle Fondazioni Lirico-sinfoniche sia un musicista di chiara e comprovata fama almeno nazionale se vuole fare anche il Direttore artistico;
2) il Direttore Musicale di concerto con il Sovrintendente che deve essere anche musicista (competenza irrinunciabile obbligatoria per fare qualsivoglia scelta artistico musicale) o col Direttore artistico se le cariche fossero separate, di altrettanta fama e competenza musicale, (sto pensando per es. al Regio di Torino attualmente guidato artisticamente da un avvocato completamente a digiuno di musica e andando più indietro nel tempo, alla Scala di Milano retta artisticamente da un dottore in chimica che poi è anche  passato alla direzione artistica dell’Orchestra nazionale della Rai.  
3) Premesso tutto ciò, il direttore musicale del teatro e/o dell’Orchestra sinfonica o ICO (Istituzione Concertistico Orchestrale) che sia, deve essere scelto e nominato, (ripeto di concerto coi primi due dirigenti, ma solo se ne hanno le comprovate competenze e titoli), esclusivamente dall’Orchestra e cioè dai professori tutti che in riunione e a votazione deciderà - sentito il parere non strettamente vincolante ma consultivo del Sovrintendenti e dei Direttori artistici. Che dovranno votare anch’essi come se fossero uno dei 100 professori d’orchestra. Ergo 103 persone competenti votano e decidono chi desiderano alla loro guida per tot anni. Come fanno da 150 anni le migliori orchestre del mondo, Berliner e Wiener Philharmoniker in testa.
 

  

*Direttore d’Orchestra - Presidente e Direttore artistico dell’Associazione Mozart Italia di Milano (filiazione del Mozarteum di Salisburgo). Presidente del CeRiMus: “Comitato Nazionale per la riproposizione dell’Educazione Musicale di base in ogni grado e ordine di scuola in Italia”.