Sul caso Beatrice Venezi e alcune proposte per
migliorare la governace delle Fondazioni Lirico-sinfoniche italiane e
ridurre lo strapotere delle agenzie di rappresentanza degli artisti. Un appassionato d’opera:
“Certo che alla fine con tutta ’sta polemica è anche diventata famosa!... (riferito
alla vicenda della direttrice d’orchestra Beatrice Venezi). Sì, ma non per ragioni di
valore musicale e artistiche, infatti, non appena la Presidente del Consiglio
dei ministri e i suoi scellerati compari toglieranno le tende, la bionda Venezi
non farà più nulla in Italia e neppure in Argentina, unico stato estero dove,
grazie all’ imposizione della succitata Presidente del Consiglio presso Milei,
ha lavorato dirigendo al Teatro Colon di Buenos Aires! Ergo conviene che faccia
qualche concorsino almeno per insegnare Educazione musicale alle scuole medie
altrimenti si faccia mantenere dal babbo ex di forza nuova! In realtà il nostro
bel Paese avrebbe seriamente bisogno oggi più di ieri di riformare il sistema
di nomina dei vertici apicali delle Fondazioni Lirico-sinfoniche e combattere
lo strapotere della mafia delle Agenzie di rappresentanza degli artisti,
cantanti, solisti registi e direttori d’orchestra, che da almeno 40 anni,
attraverso i propri titolari quasi sempre incompetenti anzi ignoranti totali
musicalmente parlando, corrompono direttori artistici, sovrintendenti, politici
di settore per piazzare sempre solo e dappertutto i propri artisti e guadagnare
percentuali da capogiro dal lavoro altrui, a prescindere dal reale ed oggettivo
valore musicale ed artistico dei musicisti scelti a gonfiare ‘l’offerta’ della
propria Agenzia, quasi tutti schiavi del marcio sistema del profitto, dove il
più pulito ha la rogna! Lo dico da almeno 30 anni! Infatti, lo scorso ottobre
proponevo una riforma dello Statuto delle Fondazioni lirico sinfoniche
nostrane in senso migliorativo, anche da contrapporre alla scellerata proposta
di Gianfranco Mazzi, sottosegretario del ministero della Cultura, di riformare
il codice dello spettacolo in un’ottica verticistica dove tutte le decisioni
fondamentali sarebbero state prese verticisticamente a Roma dal Ministro della
cultura di turno, che notoriamente nulla capisce di musica classica, lirica e
sinfonica.
Entrando nel merito,
nell’ottobre 2025 scrivevo ciò che vado proponendo da almeno 30 anni, da quando
è avvenuto il passaggio dei Teatri lirici italiani da Enti Lirico-sinfonici
alle attuali Fondazioni. “Bisogna che tutti assieme ci ribelliamo senza se e
senza ma, come se entrassimo in uno stato di agitazione e sciopero permanenti,
per esempio sospendendo a turno la prima di una produzione ogni settimana, affinché
il peso del sacrificio economico degli scioperi sia equamente suddiviso tra gli
artisti dei Cori e i professori di tutte le Orchestre: dalla Fenice alla Scala,
dal San Carlo a Santa Cecilia a Firenze, Bologna, Genova, Torino con Teatro
Regio e Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, Opera di Roma ma anche di
tutti quei solisti, direttori, compositori nostrani, vanto ed eccellenza
italiana nel Mondo, che condividano le giuste rivendicazioni riformanti come il
sottoscritto e sono sicuro tantissimo altri e sapranno dunque sostenere l’agitazione
contro le norme vigenti soprattutto nella parte che concerne le regole di
nomina dei Sovrintendenti direttori artistici e Direttori musicali, cioè di
tutti i dirigenti apicali degli Enti stessi, che se si fosse pensato e curato
esclusivamente il miglioramento dei livelli artistici musicali, invece
che come in tutti i settori pubblici italiani alla spartizione, controllo e
strumentalizzazione esclusivamente politici della Musica classica in questo
martoriato paese, sarebbero state già cambiate da decenni!”. “Bisogna che
nessun prestigioso Ente, a turno concordato dalle RSU, fermi la propria
agitazione permanente fino a quando il settore non ottenga dal Parlamento
nazionale per tramite del Presidente del Consiglio, una riforma sostanziale
delle suddette norme, cambiando seriamente e sostanzialmente gli Statuti
delle Fondazioni Lirico sinfoniche magari anche attraverso la mediazione,
l’aiuto e la sintesi del Ministro della Cultura.
In particolare, penso
che gli scioperi debbano continuare fino a quando noi professionisti ed
eccellenze del settore non otterremo che: 1) il Sovrintendente delle
Fondazioni Lirico-sinfoniche sia un musicista di chiara e comprovata fama
almeno nazionale se vuole fare anche il Direttore artistico; 2) il Direttore Musicale
di concerto con il Sovrintendente che deve essere anche musicista (competenza
irrinunciabile obbligatoria per fare qualsivoglia scelta artistico musicale) o
col Direttore artistico se le cariche fossero separate, di altrettanta fama e
competenza musicale, (sto pensando per es. al Regio di Torino attualmente
guidato artisticamente da un avvocato completamente a digiuno di musica e
andando più indietro nel tempo, alla Scala di Milano retta artisticamente da un
dottore in chimica che poi è anchepassato alla direzione artistica dell’Orchestra nazionale della Rai. 3) Premesso tutto ciò,
il direttore musicale del teatro e/o dell’Orchestra sinfonica o ICO (Istituzione
Concertistico Orchestrale) che sia, deve essere scelto e nominato, (ripeto di
concerto coi primi due dirigenti, ma solo se ne hanno le comprovate
competenze e titoli), esclusivamente dall’Orchestra e cioè dai professori tutti
che in riunione e a votazione deciderà - sentito il parere non
strettamente vincolante ma consultivo del Sovrintendenti e dei Direttori
artistici. Che dovranno votare anch’essi come se fossero uno dei 100
professori d’orchestra. Ergo 103 persone competenti votano e decidono chi
desiderano alla loro guida per tot anni. Come fanno da 150 anni le
migliori orchestre del mondo, Berliner e Wiener Philharmoniker in testa.
*Direttore
d’Orchestra - Presidente e Direttore artistico dell’Associazione Mozart Italia
di Milano (filiazione del Mozarteum di Salisburgo). Presidente del CeRiMus: “Comitato Nazionale per la
riproposizione dell’Educazione Musicale di base in ogni grado e ordine di
scuola in Italia”.