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mercoledì 27 maggio 2026

QUESTIONE DI SWING
di Angelo Gaccione
 
Lorenzo Baldasso

Chi sa che cosa ne avrebbe detto il banchiere Tommaso Marino se avesse potuto vedere il magnifico Salone della sua Cinquecentesca dimora di Piazza della Scala adibita a platea per una indiavolata orchestra di swing fatta di trombe, tromboni, sax, batteria, pianoforte, chitarra e diretta dal virtuoso scanzonato clarinettista Lorenzo Baldasso. Secondo me sarebbe rimasto sedotto anch’egli da questa musica vitalissima, libera e liberatoria e non gli sarebbe dispiaciuto affatto questa “intrusione”. Da quando Equivoci Musicali sotto la direzione artistica di Davide Santi e Rachel O’Brien ha scelto Palazzo Marino per la sua rassegna “Palazzo Marino in Musica”, e segnatamente la decoratissima Sala Alessi, di musica di ogni tipo ve ne ha portata parecchia in queste quindici edizioni. Compreso, appunto, lo swing della favolosa Millennials’ Orchestra di Lorenzo Baldasso che ha aperto la Stagione 2026.


L'Orchestra

Lo swing con i suoi ritmi indiavolati in un Salone così austero e che ha conquistato un pubblico tutt’altro che di giovanissimi quali eravamo! C’è mancato poco che non si vedessero dei ballerini dinoccolati e atletici vorticare nella sala come avveniva negli anni Trenta e Quaranta nei locali di Harlem o di Kansas City. L’omaggio che la Millennials ha voluto tributare a nomi come Mary Lou Williams, Benny Gooldman, Artie Shaw, Billie Holiday, Edgar Sampson, Teddy Wilson, tanto per citare qualche stella del panorama jazz, è stato eccezionale; senza dimenticare che la loro virtuosità e maestria è parte integrante di gruppi e di orchestre che hanno fatto la storia della musica afro-americana di un intero periodo e che continua a raccogliere estimatori ed appassionati. La Millennials’ Orchestra di Sala Alessi era composta da un insieme di ben 15 musicisti più una voce, quella di Chiara Pederzani. “Una magnifica voce” dico alla signora che mi siede accanto in terza fila. “È sua moglie” mi risponde, “mio figlio l’ha traviata”. Apprendo con piacere e sorpreso che la signora è la mamma del direttore e si chiama Antonella Mosconi. “Ha studiato canto lirico, ma l’ha traviata e le ha infuso questa passione per il jazz, per lo swing”. Mi racconta che sin da piccolissimo il figlio covava una prepotente passione per la musica. Ora Lorenzo è un talentuoso clarinettista, docente e giovanissimo maestro di appena 33 anni e lei ne è fiera e orgogliosa. Simpatico, coinvolgente, chiacchierone, ha dialogato con il pubblico in sala: ci ha informato sui brani, sulle orchestre, sui musicisti; ci ha dato qualche assaggio di sé, ha fatto qualche gradevole battuta, come raramente avviene. E abbiamo gradito ricambiandolo con applausi intensi e calorosi. 


I direttori artistici

Di solito musicisti e interpreti si concentrano sullo strumento e sull’esecuzione e non sprecano una parola che sia una; non fanno un solo accenno ai brani o agli autori di essi, non danno indicazioni, non entrano in risonanza con chi li ascolta. Baldasso no, ha trasfuso agli ascoltatori la sua allegria e ci ha fatto divertire perché i componenti stessi si divertono mentre suonano, mentre gli strumenti si rispondono, dialogano, si inseguono, improvvisano, fanno coro. Ci siamo lasciati contagiare dalla vitalità della musica, dal virtuosismo degli interpreti e dalla simpatia del direttore. In fondo, parafrasando liberamente Duke Ellington, è questione di swing. E se non ha quello swing non significa nulla.