Chi sa che cosa ne avrebbe detto il banchiere Tommaso Marino
se avesse potuto vedere il magnifico Salone della sua Cinquecentesca dimora di
Piazza della Scala adibita a platea per una indiavolata orchestra di swing
fatta di trombe, tromboni, sax, batteria, pianoforte, chitarra e diretta dal
virtuoso scanzonato clarinettista Lorenzo Baldasso. Secondo me sarebbe rimasto
sedotto anch’egli da questa musica vitalissima, libera e liberatoria e non gli
sarebbe dispiaciuto affatto questa “intrusione”. Da quando Equivoci Musicali
sotto la direzione artistica di Davide Santi e Rachel O’Brien ha scelto Palazzo
Marino per la sua rassegna “Palazzo Marino in Musica”, e segnatamente la decoratissima
Sala Alessi, di musica di ogni tipo ve ne ha portata parecchia in queste
quindici edizioni. Compreso, appunto, lo swing della favolosa Millennials’ Orchestra di
Lorenzo Baldasso che ha aperto la Stagione 2026.
L'Orchestra
Lo swing con i suoi ritmi indiavolati in un Salone così
austero e che ha conquistato un pubblico tutt’altro che di giovanissimi quali
eravamo! C’è mancato poco che non si vedessero dei ballerini dinoccolati e
atletici vorticare nella sala come avveniva negli anni Trenta e Quaranta nei
locali di Harlem o di Kansas City. L’omaggio che la Millennials ha voluto tributare
a nomi come Mary Lou Williams, Benny Gooldman, Artie Shaw, Billie Holiday,
Edgar Sampson, Teddy Wilson, tanto per citare qualche stella del panorama jazz, è
stato eccezionale; senza dimenticare che la loro virtuosità e maestria è parte integrante di gruppi e di orchestre che hanno fatto la storia della
musica afro-americana di un intero periodo e che continua a raccogliere
estimatori ed appassionati. La Millennials’ Orchestra di Sala Alessi era
composta da un insieme di ben 15 musicisti più una voce, quella di Chiara Pederzani.
“Una magnifica voce” dico alla signora che mi siede accanto in terza fila. “È
sua moglie” mi risponde, “mio figlio l’ha traviata”. Apprendo con piacere e
sorpreso che la signora è la mamma del direttore e si chiama Antonella
Mosconi. “Ha studiato canto lirico, ma l’ha traviata e le ha infuso questa
passione per il jazz, per lo swing”. Mi racconta che sin da piccolissimo il
figlio covava una prepotente passione per la musica. Ora Lorenzo è un talentuoso
clarinettista, docente e giovanissimo maestro di appena 33 anni e lei ne è fiera e
orgogliosa. Simpatico, coinvolgente, chiacchierone, ha dialogato con il pubblico
in sala: ci ha informato sui brani, sulle orchestre, sui musicisti; ci ha dato
qualche assaggio di sé, ha fatto qualche gradevole battuta, come raramente
avviene. E abbiamo gradito ricambiandolo con applausi intensi e calorosi.
I direttori artistici
Di
solito musicisti e interpreti si concentrano sullo strumento e sull’esecuzione
e non sprecano una parola che sia una; non fanno un solo accenno ai brani o
agli autori di essi, non danno indicazioni, non entrano in risonanza con chi li
ascolta. Baldasso no, ha trasfuso agli ascoltatori la sua allegria e ci ha fatto
divertire perché i componenti stessi si divertono mentre suonano, mentre gli strumenti
si rispondono, dialogano, si inseguono, improvvisano, fanno coro. Ci siamo
lasciati contagiare dalla vitalità della musica, dal virtuosismo degli
interpreti e dalla simpatia del direttore. In fondo, parafrasando liberamente Duke Ellington, è questione di swing. E se
non ha quello swing
non significa nulla.