Numeri provvisori dal primo turno.
Sicuramente
è impresa coraggiosa tentare di ricavare dati di indicazione generale sul piano
politico dall'esito del primo turno delle elezioni comunali svolte il 24-25
maggio 2026 in molte regioni italiane. Ci riferiamo ai 18 comuni capoluogo di
provincia dove si è votato: Venezia, Reggio Calabria, Lecco, Mantova, Arezzo,
Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Andria, Trani, Crotone, Agrigento,
Messina, Enna, Avellino ritenendo il loro risultato quello più analizzabile sul
terreno politico generale. Del resto l'analisi del risultato di tutti i comuni
è fortemente condizionato dalle alleanze variabili stabilitesi a livello locale
e dalla presenza in tutti i piccoli comuni di un grande numero di liste civiche
e pseudo-tali. Abbiamo vissuto fasi di grande volatilità elettorale e di forte
crescita dell'astensione poi frenata molto parzialmente in occasione del
referendum sulla giustizia del 23 marzo di quest'anno. Sorprenderà allora
questa valutazione di sostanziale stabilità tra l'esito delle elezioni comunali
precedenti (svoltesi tra il 2020 e il 2021 sempre in riferimento ai capoluoghi
già citati) e l'esito di quelle tenutesi domenica e lunedì scorsi. La nostra
valutazione è di tipo complessivo ed esula dalla specifica importanza delle
singole situazioni da Venezia a Reggio Calabria, da Messina a Salerno (certo
che si conferma ancora una volta il rinserramento nell'Italia Centrale e
segnatamente in Toscana delle coalizioni a trazione PD) pur con qualche
eccezione. Eppure tirando giù i dati nel
dettaglio sembra proprio essere così: un dato complessivo di scarsi scostamenti
tanto da farci ritornare indietro ai tempi di quando uno spostamento dello 0,2
in avanti o all'indietro poteva causare uno sconvolgimento nell'assetto di una
forza politica (non dimentichiamoci di quale effetto ebbe, ad esempio, nel PSI
il mancato raggiungimento della soglia psicologica del 10% in occasione delle
elezioni politiche del 20 giugno 1976).
Vediamo in estrema
sintesi: nei 18 comuni capoluogo erano
iscritti nelle liste elettori 1,408.899 elettrici ed elettori. Hanno depositato
un voto valido nell'urna (il riferimento è ai candidati sindaci) 835.491
cittadine e cittadini pari al 59,30%. Negli stessi capoluoghi in occasione
delle precedenti elezioni comunali elettrici ed elettori aventi diritto
assommavano a 1.437.715; i voti validi furono 872.924 pari al 60,71% (la
flessione è dell'1,41%). Nell'occasione del 2026 i 18 candidati sindaci
presentati dal centrodestra hanno ottenuto 317.134 voti pari al 22,50% sul
totale degli aventi diritto; mentre quelli presentati dal cosiddetto
"Campo Largo" ne hanno assommato 317.527 pari al 22,53% (aleggia lo
spettro del pareggio nonostante l'ingresso del M5S nel cosiddetto "campo
largo" : ingresso che, alla luce del responso dei numeri, potrebbe essere
giudicato ininfluente; ma si conosce il divario di consenso prodotto dal M5S
tra elezioni locali e consultazioni generali). Le candidature civiche e
"altre" alle quali abbiamo assimilato anche quelle di De Luca a
Salerno e Basile a Messina (e non quella di Crisafulli a Enna assegnata al
"Campo Largo") hanno toccato i 200.830 suffragi (pari al 14,25% sul
totale degli avanti diritto).
Questi gli scostamenti
rispetto alle precedenti comunali: le candidature del centro-destra
avevano avuto 321.686 consensi pari al 22,37% degli aventi diritto (nel 2026
crescita dello 0,13%); le candidature del centro-sinistra avevano avuto 348.311
voti (nel 2026 un meno 1,69%) quelle del M5S 35.452 voti pari al 2,46% e quelle
"civiche e altre" 167.475 voti pari all'11,66%. In sostanza: la
partecipazione al voto dopo le montagne russe tra politiche 2022, regionali
2024-2025, referendum 2026 (nell'occasione delle elezioni regionali 2024-2025
la partecipazione complessiva era scesa al 50,24% sempre in riferimento ai 18
capoluoghi presi in esame per risalire al 58,96% nel referendum sulla giustizia
2026) appare tornata al livello delle elezioni comunali 2020-2021 (-1,41%). Anche
le candidature del centro-destra sono rimaste stabili crescendo, di elezioni
comunale in elezione comunale, dello 0,13%. Sul versante del "campo
largo" sempre riferendoci all'esito delle candidature a Sindaco si direbbe
che non è emerso alcun vantaggio dall'ingresso del M5S (in totale la perdita
complessiva è dell'1,69% mentre il MoVI Mento aveva avuto il 2,46%). Crescono
le candidature civiche e altre fino al 14,25% dal precedente 11,66% ma qui
entra in ballo il peso degli "affaire" De Luca a Salerno e Basile a
Messina. Tutto questo in via provvisoria in attesa di maturare ulteriori
riflessioni.