L’inventiva è un grandioso dono. Eppure d’altro
canto l’invenzione, benché
protesa nel progresso buono, ci dà
sempre motivo d'apprensione. Platone
fa dire addirittura che son
di più le contro-indicazioni dei
vantaggi che porta la scrittura, perché
diventeremo dei testoni perdendo
verità, nonché memoria. Così l’artificial
intelligenza inaugurando
la novella storia dà adito
a nuova diffidenza. Invece,
con Renzo Tramaglino, direi
che la c’è la Provvidenza: il mondo
non fu mai tanto cretino, come
nell'attuale contingenza. Se la
ferocia resta tal e quale, nell’adeguamento
mezzi a fini c'è un’idiozia
sesquipedale, che non
trova argini e confini. Del bene
par che manchi desiderio, di quei
vagiti di democrazia stiamo perseguendone
il contrario in una
dissennata parodia. In attesa
ch’il senno naturale recuperi
Astolfo dalla Luna, benedetto
sarà l’artificiale. D’alternativa
non ce n’è nessuna!