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domenica 17 maggio 2026

UNA POESIA DI HERMANN HESSE
di Anna Rutigliano


 
Intrisa di filosofia buddhista, la poesia Voll Blüten (Colmo di fiori) di Hermann Hesse, appartenente all’antologia Jahreszeiten (Le Stagioni), fu composta nel 1918, circa sette anni dopo il viaggio dello scrittore in Oriente. Hesse, proveniente da una famiglia di missionari pietisti in India, non ebbe mai modo, però, di visitare il continente asiatico del Bhārat se non costeggiandolo, sia per motivi legati all’opprimente clima tropicale, sia per mancanza di denaro necessario al prosieguo del viaggio, eppure ne fu profondamente affascinato. Accostandosi alla filosofia “Sati”, termine dell’antica lingua indiana Pali, a sua volta derivato dal sanscrito “Samtri”, dal significato di “memoria del presente”, “consapevolezza”, il poeta di Calw, ci invita a contemplare il processo di ogni cosa e non il suo risultato, ci esorta ad abbandonarci al fluire eracliteo dell’esistenza, scevro da scopi utilitaristici.  Esemplare è a tal proposito la parola tedesca Überfluss, che ho reso volutamente in italiano con “profluvio”, contenente in sé le parole latine fluviŭs (fiume in senso geografico) / flūmen (corso d’acqua che fluisce) e che ci immerge realmente e metaforicamente nelle acque del fiume che scorre col suo incessante moto in divenire.
Ma quanta memoria del presente e del passato hanno, oggi, alcuni “potenti” del globo terrestre sul fatto che non è argomento di cui essere orgogliosi e fieri se parte dell’innocenza viene brutalmente negata e violata, se non viene garantito il diritto al gioco perché si ha fame e smania di potere, se migliaia di famiglie muoiono per fame, ancor peggio, quando si giustifica ciò in nome di un falso atteggiamento cristiano o di altro religioso credo?  Certamente codesti hanno gettato nell’oblio quanto la vera forza risieda nel non abbrutimento intellettuale ed etico dell’essere umano fino ad annullarne la dignità.



In pieno rigoglio
 
In pieno rigoglio s’erge il pesco
non tutti i suoi fiori diverranno frutto.
Splendenti son essi come schiuma di rosa
al celeste fluttuar delle nuvole.
Come fiori così i pensieri spuntano
cento al giorno.
Lascia che sboccino, lascia alle cose il loro corso!
Non domandar del profitto!
Gioco ed innocenza pur devono esistere
e profluvio di fiori,
altrimenti vivremmo in un mondo
troppo stretto e senza alcun diletto.
 
[Voll Blüten di H. Hesse, Trad. Anna Rutigliano]