Si apre a Genova la trentaduesima edizione del Festival Internazionale
della Poesia.
Genova non è solamente una bella città, per molti aspetti è
anche unica, come lo è Napoli per i suoi vicoli e come lo è lei per i suoi caruggi.
Unica come Napoli è la sua atmosfera, e se non è stata celebrata e cantata a
dismisura come Napoli, “La Superba” è stata pur sempre immortalata dai versi di
poeti come Eugenio Montale, Dino Campana, Giorgio Caproni, Camillo Sbarbaro,
per rimanere al solo Novecento. I musicisti non sono stati da meno: le strofe
di Paolo Conte e le ballate di Fabrizio De André ce le abbiamo tutti negli
orecchi. Come le interpretazioni di Bruno Lauzi. Ma sarebbe imperdonabile se non
ricordassimo il poeta Nicola Ghiglione e quelli a noi più vicini, ed io ci
aggiungerei un poeta calabrese scomparso da un po’ di anni e che vi ha a lungo
vissuto, Raffaele Talarico che gli ha dedicato una sezione intera “Luci di
Liguria”, della sua raccolta Frammenti di vento, ben 49 testi di questo
libro! Genova ha un ottimo rapporto con i poeti e il Festival Internazionale di
Poesia “Parole Spalancate” ne è la prova. Giunto alla 32a edizione, apre oggi
11 giugno il suo fitto calendario e si concluderà domenica 21; gli incontri si svolgeranno negli
spazi più prestigiosi della città. Martedì 16 ci confronteremo sulla poesia civile,
tema suggerito dalla poetessa Donatella Bisutti che coordinerà gli interventi, presso la Biblioteca
Universitaria di via Balbi 41. Introdurrà Eros Barone. Saremo 9 autori: oltre
a me, Caserza, Langella, Macciò, Nocerino, Panetta, Sella, Sica, Vaccaro. Tema
forte quello della poesia civile. Come ha scritto Camus: “Per agire l’uomo deve
parlare”, mentre Marx ci esorta a vivere come si pensa, per evitare di pensare
come si vive. Ne discende che se vogliamo un mondo migliore dobbiamo pensare e
agire di conseguenza, altrimenti diamo ragione ad un mio aforisma che così
recita: “Pretendono un mondo migliore, ma non muovono un dito perché lo
diventi”. Risponderemo alla seguente domanda: La poesia civile può avere
oggi un impatto sulla società? Io sono convinto di sì. Per la sua
particolarità e per la sua sinteticità, essa è molto più efficace di tante
altre forme espressive. Al poeta bastano pochi versi per arrivare al cuore
delle cose: che sia il genocidio di Gaza, le guerre, o qualunque altro fatto
umano che ci riguardi.