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giovedì 11 giugno 2026

A GENOVA LA POESIA CIVILE
di Angelo Gaccione



Si apre a Genova la trentaduesima edizione del Festival Internazionale della Poesia.


Genova non è solamente una bella città, per molti aspetti è anche unica, come lo è Napoli per i suoi vicoli e come lo è lei per i suoi caruggi. Unica come Napoli è la sua atmosfera, e se non è stata celebrata e cantata a dismisura come Napoli, “La Superba” è stata pur sempre immortalata dai versi di poeti come Eugenio Montale, Dino Campana, Giorgio Caproni, Camillo Sbarbaro, per rimanere al solo Novecento. I musicisti non sono stati da meno: le strofe di Paolo Conte e le ballate di Fabrizio De André ce le abbiamo tutti negli orecchi. Come le interpretazioni di Bruno Lauzi. Ma sarebbe imperdonabile se non ricordassimo il poeta Nicola Ghiglione e quelli a noi più vicini, ed io ci aggiungerei un poeta calabrese scomparso da un po’ di anni e che vi ha a lungo vissuto, Raffaele Talarico che gli ha dedicato una sezione intera “Luci di Liguria”, della sua raccolta Frammenti di vento, ben 49 testi di questo libro! Genova ha un ottimo rapporto con i poeti e il Festival Internazionale di Poesia “Parole Spalancate” ne è la prova. Giunto alla 32a edizione, apre oggi 11 giugno il suo fitto calendario e si concluderà domenica 21; gli incontri si svolgeranno negli spazi più prestigiosi della città. Martedì 16 ci confronteremo sulla poesia civile, tema suggerito dalla poetessa Donatella Bisutti che coordinerà gli interventi, presso la Biblioteca Universitaria di via Balbi 41. Introdurrà Eros Barone. Saremo 9 autori: oltre a me, Caserza, Langella, Macciò, Nocerino, Panetta, Sella, Sica, Vaccaro. Tema forte quello della poesia civile. Come ha scritto Camus: “Per agire l’uomo deve parlare”, mentre Marx ci esorta a vivere come si pensa, per evitare di pensare come si vive. Ne discende che se vogliamo un mondo migliore dobbiamo pensare e agire di conseguenza, altrimenti diamo ragione ad un mio aforisma che così recita: “Pretendono un mondo migliore, ma non muovono un dito perché lo diventi”. Risponderemo alla seguente domanda: La poesia civile può avere oggi un impatto sulla società? Io sono convinto di sì. Per la sua particolarità e per la sua sinteticità, essa è molto più efficace di tante altre forme espressive. Al poeta bastano pochi versi per arrivare al cuore delle cose: che sia il genocidio di Gaza, le guerre, o qualunque altro fatto umano che ci riguardi.