Sono passati 34 anni da quel 2 giugno 1992. Troppi anni
da un vero e proprio tradimento della Repubblica italiana pur sempre
confezionata dagli angloamericani a Cassibile l’8 settembre 1943: l’immagine
del generale Castellano che cede la sovranità del nostro Paese agli
alleati - pur non avendone il diritto - è qualcosa che fa male, ma non quanto
il Britannia che salpa dal porto di Civitavecchia. La firma a Cassibile veniva
dopo il colpo di stato ordinato dal re Vittorio Emanuele III con l’arresto del
presidente del Consiglio, Benito Mussolini il 25 luglio del 1943: il primo di
una lunga serie di colpi di Stato.L’episodio
del Britannia è una delle logiche conseguenze di quella firma.“Britannia” significa tradimento non solo contro la
festa della Repubblica, ma tradimento contro gli italiani tutti, perché i
rappresentanti della classe politica e industriale italiana hanno consegnato i
gioielli della nostra industria pubblica alle banche angloamericane, cioè nelle
ben note mani di usurai e affaristi spietati.Gran
cerimoniere della svendita, Mario Draghi, per nulla turbato di svalutare le
partecipazioni statali italiane in modo che banche come JP Morgan e Goldman
Sachs, fossero particolarmente soddisfatte: per i molti che quella notte si
trovavano a bordo della nave fu un vero e proprio trampolino di lancio.Draghi disse in tale occasione che si “stava
per passare dalle parole ai fatti”.
Ce ne siamo accorti, perché il
progetto datava sicuramente molti anni precedenti.Forse non è sbagliato fare riferimento al Club di
Roma, fondato da Aurelio Peccei, una sorta di cenacolo di pensatori dediti ad
analizzare i cambiamenti della società contemporanea, da cui poterono emergere
le linee guida per radicali cambiamenti nel nostro paese. Da quarta potenza
economica e industriale mondiale negli anni Ottanta, prima della nascita
dell’Europa di Maastricht, a oggi il panorama è desolante.Prodromi di una visione globalista, iniziarono a
emergere leggi e normative volte a snaturare l’Italia attraverso una
destrutturazione non solo economica e finanziaria ma soprattutto con una apatia
spirituale senza i precedenti riferimenti della civiltà cristiana su cui si
sono rette la cultura e le radici di questo Paese per quasi due millenni. Il
vaticinio di Leone XIII si stava avverando.
Il
passaggio era stato deciso già allora da una paziente strategia tesa a
scardinare dall’interno il nostro stato, ma personaggi come Andreotti, Craxi,
Moro e altri che si erano formati alla scuola di Alcide De Gasperi, Luigi
Einaudi e loro stessi padri costituenti potevano essere solo un intralcio ai
progetti dell’anglosfera. Come falciare una simile compagine di politici non
disposti ad obbedire ciecamente agli ordini dell’oltreoceano? Mani Pulite è stato
il coniglio estratto dal cappello... Con la conseguente Seconda
Repubblica abbiamo avuto l’azzeramento completo della nostra sovranità
territoriale e giuridica perché i politici emersi hanno fatto e stanno facendo
di tutto, tranne che tutelare gli interessi dei cittadini.
D’altra parte Beppe
Grillo non si trovava forse sul Britannia quel famoso 2 giugno
1992? Non è nell’Ambasciata americana a Roma che il comico ha festeggiato il
successo del partito pentastellato? Vanno di moda i comici quando la regia ha
colori oscuri... Siamo nelle mani di personaggi senza scrupoli che non
guardano in faccia a nessuno per il proprio tornaconto e non si vergognano,
raccontando frottole senza senso. Ascoltare il discorso di Mario Draghi da poco
insignito del premio Carlo Magno ad Aquisgrana fa venire i brividi. D’altra
parte la coerenza non è la sua qualità principale: allievo dell’economista
Federico Caffè (sparito in circostanze misteriose nell’aprile 1987) aveva
discusso la tesi di laurea venendo alla conclusione che non vi fossero le
condizioni per una moneta unica europea, definendola una “sciocchezza” dal
punto di vista economico. Poi, però ne è diventato uno dei più maggiori
fautori: forse l’imprimatur del nome “Euro”, il venticello che spira
saltuariamente all’aurora, ha portato nella sua mente idee innovative... oppure
è stato altro!
Il Premio Carlo Magno, un premio che ben lo accomuna
agli ultimi tre colleghi: nel 2023 a Volodymyr Zelens’kyj, ex-attore comico e
presidente dell’Ucraina dal 2019; nel 2024 a Pinchas Goldschmidt, Rabbino Capo,
Presidente della Conferenza dei Rabbini d’Europa (CER) e le comunità ebraiche
in Europa; nel 2025 a Ursula von der Leyen, nata Albrecht, politica
tedesca, membro della CDU e presidente della Commissione europea dal 2019.
Contrariamente ai suddetti colleghi, che hanno studiato il Talmud, Mario Draghi
è cresciuto con un’educazione gesuita e forte devozione a Sant’Ignazio di
Loyola: forse è proprio l’impronta pragmatica di combattente di questo Maestro
ad avergli fatto sottolineare l’importanza di creare al più presto una difesa
comune integrata e un mercato unico davvero forte, a suo avviso per una reale
necessità di sopravvivenza. D’altra parte non può sfuggire il parallelo con la
Chanson de Roland in cui Carlo Magno viene preso dall’angoscia di un sogno
profetico in cui il nipote Orlando muore a Roncisvalle, così come al suo
mandato da Presidente del Consiglio non ha fatto seguito la Presidenza della
Repubblica.
Ma nell’ultimo capitolo del poema medievale, ahimè, compare
l’arcangelo Gabriele e ordina all’imperatore, ormai vecchio e stanco, di
mobilitare le sue armate per difendere le terre cristiane... l’idea della
mobilitazione - non più nascosta - di un esercito per difenderci da un nemico
che ha dimostrato in mille modi di non essere interessato a rispondere alle
continue provocazioni, è veramente insopportabile.Non sarebbe ora che l’Italia, al di là dei suoi
governanti (marionette di burattinai stranieri) si dichiarasse neutrale e non
partecipasse davvero a questa giostra demenziale portatrice di morte e dolore
ovunque? Una proposta di legge di iniziativa popolare è stata lanciata da Marco
Rizzo e Francesco Toscano per modificare l’articolo 11 della Costituzione e
sancire la neutralità permanente dell’Italia. Potremmo così uscire dalle
logiche NATO, ridurre le spese militari, riaprire il commercio energetico con
la Russia e negoziare liberamente con Cina e India.